Niente Sonics, i Kings rimangono a Sacramento

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Si è conclusa, almeno per ora, la telenovela Kings. I 30 propietari di tutte le franchigie NBA si sono riuniti per prendere parte alle votazioni in merito alla permanenza della franchigia in California, dove risiede dal 1985.  Il risultato è stato un netto rifiuto di fronte alla proposta dello spostamento della franchigia a Seattle, dove avrebbero dovuto cambiare nome in Supersonics, riesumando la mitica franchigia scomparsa nel 2008 per fare spazio agli Oklahoma City Thunder, con ben 22 voti contrari al fronte di soli 8 voti favorevoli. I Kings si sarebbero spostati solo nel caso in cui il numero dei voti favorevoli fossero stati la metà più uno.  

La franchigia dei fratelli Maloof dunque rimarrà in California, e tenterà di puntare alla post season il prossimo anno, magari con qualche buona pescata al draft. Gli addetti ai lavori infatti assegnano a Sacramento la sesta scelta assoluta, il che significa andare a puntare uno tra Bennett e Oladipo, escludendo l’ ipostesi Burke in quanto di giocatori che possono coprire lo spot di point-guard Sacramento ne è piena (Isaiah Thomas, Fredette, Douglas, Tyreke Evans).

Il talento c’è, per puntare ai playoff: Cousins è il leader nonché superstar, seppur in odor di trade, e rispecchia l’ ambiente Kings attuale, non un ambiente facile, ma pieno zeppo di ottimi giocatori, anche in panchina. Poi c’è il già citato Tyreke Evans, grande promessa che però sta deludendo le attese dopo un anno da rookie sensazionale. Da lui ci si aspetta un’ evoluzione che lo porti a guidare la squadra assieme a Thomas e Cousins. Proprio Isaiah Thomas è stata la sorpresa assoluta di questa stagione per i Kings, infatti la point-guard scelta nel 2011 con la 60ma scelta (ultima disponibile) ha registrato medie non indifferenti, chiudendo questa annata con 13.9 punti, 4 assist e 2 rimbalzi per partita, con un ottimo 17.58 di valutazione, ma soprattutto segnando un picco di 34 punti contro gli Heat il 12 gennaio, ossia il suo career-high.

Non bisogna poi dimenticare Marcus Thornton, che seppur sotto le medie in carriera, rimane una guardia più che affidabile uscendo dalla panchina. Chuck Hayes è la valida alternativa a Cousins, e poi c’è John Salmons, giocatore esperto con punti nelle mani. Infine a ricoprire lo spot di power forward troviamo Jason Thompson non più giovanissimo, a cui si richiede un salto di qualità, migliorando magari le cifre, comunque tutt’ altro che pessime, che ha fatto registrare in questa stagione.
Le basi per ricostruire ci sono, e se la squadra riuscirà a far quadrare tutto il talento ammassato e inespresso, la post season non sarà più un miraggio. Intanto i tifosi possono stare sereni: i Kings apparterranno ancora a Sacramento.

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