Pau Gasol: “Io credo nei valori dello sport”

Pau Gasol: “Io credo nei valori dello sport”

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Pau Gasol è un giocatore di livello mondiale. Attualmente, dal 2014, veste la maglia dei Chicago Bulls. Il centro spagnolo si è ritagliato un posto nella Hall of Fame grazie alla militanza in NBA che dura da quindici anni. Il trentacinquenne è stato votato per entrare  a far parte della formazione di partenza dell’All-Star Game per la prima volta la scorsa stagione viaggiando con una media di 14,4 punti e 10,8 rimbalzi a partita.

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Cosa preferisce di Chicago?

“Apprezzo molto lo stile di vita di questa città, quanto sia facile vivere qui. Ci si sposta senza problemi in auto da un posto all’altro. Ci sono molte cose da fare. Amo gli edifici storici e l’architettura. Adoro i teatri, ce ne sono tanti a Chicago. Mi piace molto il nostro stabilimento, la nostra struttura è incredibile”.

Quando hai firmato per i Chicago Bulls, Joakim Noah ha sempre detto di rispettarla per questo importante passo in quanto le temperature sono molto rigide d’inverno . Come si è sentito in seguito a questa decisione?

“Il clima non è un fattore. Non è una priorità. Per me, l’importante è vincere. Qui era il posto giusto per avere la possibilità di vincere e quindi ho pensato di sfruttarla. Le prestazioni in campo sono il fattore che determina le conseguenze della mia scelta e ho avuto la sensazione che il posto migliore in cui potessi capitare fosse qui”.

Chi sono i tre giocatori di maggior talento con cui ha giocato?

“Credo Bryant, Lamar Odom e probabilmente Navarro. Juan Carlos Navarro. Lamar è pieno di talento. Forse non aveva il carattere per essere una “superstar” ma aveva un talento molto specifico.

E’ presto per dirlo, ma qual è la cosa che apprezza di più di Fred Hoiberg?

“La versatilità e la libertà di azione”.

Cosa le manca di più di Tom Thibodeau?

“Ho apprezzato molte cose riguardo i suoi modo di fare. A volte era un po’ oppressivo. Mi mancano specialmente la sua intensità, la passione e la  dedizione per il gioco”.

Qual è il suo posto preferito per mangiare a Chicago?

“ I miei ristoranti preferiti sono Joe, Momotaro e Sunda. Anche Piccolo Sogno è buono”.

Un sacco di ragazzi odiano i media. Perché lei è sempre così paziente con i giornalisti?

“Perché capisco le caratteristiche di questo lavoro. È il loro mestiere, come noi atleti facciamo il nostro. È grazie ai media se la gente ci conosce e sa chi siamo. Quindi è parte del nostro lavoro, dobbiamo essere grati e riconoscenti ai media”.

Ha imparato da qualcuno queste cose?

“Lo so. Lo devo riconoscere. Sono cresciuto in questo modo. Ho imparato a capire l’importanza dei mezzi di comunicazione e di essere paziente. La parte più difficile è quando le cose non vanno per la strada giusta. Oppure stai lottando, la squadra sta lottando, e i media devono fare il loro lavoro e stanno raccogliendo sempre più informazioni. E quelli sono momenti in cui devi essere paziente e capire che non si tratta di qualcosa di personale. Allo stesso tempo, non ci si può chiudere in se stessi. Sono molto razionale, quindi sono in grado di gestire meglio”.

Quali sono le differenze rispetto a quando giocava con i Lakers?

“Il tempo. [Ride] Si tratta di due città diverse e allo stesso tempo molto belle. Sono molto grato alle squadre e alle società in cui ho giocato, anche a Memphis”.

Se avesse ricevuto un dollaro per ogni domanda posta a Kobe Bryant, quanti soldi dovrebbe avere?

“Accidenti! Avrei un’ingente somma di denaro”.

Cosa hai pensato riguardo l’annuncio del ritiro di Kobe?

“E’ un forte concorrente. La sua determinazione lo ha portato ad essere il migliore. La sua carriera è stata eccezionale. È stato un grande lavoratore, ha lavorato molto duramente per diventare quello che è adesso. E’ stato incredibile giocare ed imparare da lui, vedere quanto fosse determinato  dentro e fuori dal campo. È una persona con grande autostima. Lui èensa solo alla sua strada, è stato l’asso nella manica per molto tempo. È uno dei giocatori migliori di tutti i tempi. Come ho detto, ho avuto il privilegio di giocare con lui e condividere momenti indimenticabili”.

Ha parlato molto del suo futuro in pensione. Che cosa vuole fare quando andrà  in pensione?

“Poco. Mi piacerebbe continuare ad essere attivo con iniziative filantropiche. Continuare a dare il mio supporto nel mio piccolo. Sfruttare  quello che ho costruito nel corso degli anni. Mi piacerebbe essere coinvolto nello sport. Che si tratti di basket – Sono abbastanza informato su esso. O anche semplicemente nello sport in generale. Io sono un grande sostenitore dei valori e dell’impatto del potere dello sport sulla società e sul mondo. Così mi piacerebbe continuare a far sì che venga rispettato. È una sfida per me stesso. Posso fare la differenza anche in questo aspetto”.

Forse la prossima estate arriveranno altre proposte. Le piacerebbe rimanere a Chicago?

“Sì, certo. Quando arriverà il momento valuterò. Vedrò com’è andata la stagione. Quali sono gli interessi della squadra, quali opzioni ho? Ma la cosa più importante è per me e per la squadra è concentrarsi sulla stagione in corso per fare il meglio da essa e vedere se avremo la possibilità di vincere il titolo.

Ha un giorno per andare ovunque nel mondo e fare tutto quello che vuole – dove preferirebbe andare e che vorrebbe fare?

“ Vorrei stare con la mia famiglia, con i miei genitori, i miei fratelli, mia nipote, ovunque si trovino. Sono le persone che amo di più”.

Pensa a qualche città in particolare?

“Probabilmente Barcellona, la città dove sono nato e dove trascorro l’estate. È la mia casa. La mia famiglia, i miei nonni, molti miei amici vivono lì. La città che mi ha visto nascere è quella che probabilmente dovrebbe vedermi morire”.

 

 

“Fonte: www.espn.com”

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