Paul George, il vero MVP di questa stagione

Paul George, il vero MVP di questa stagione

Paul George sta giocando la migliore pallacanestro di tutta la sua carriera e merita questo riconoscimento.

di Matteo Andreani, @matty_vanpersie

Paul George sta giocando la migliore pallacanestro di tutta la sua carriera.

Non propriamente una cosa scontata per un giocatore che nell’agosto del 2014 si è fratturato tibia e perone.

Il terribile infortunio avvenuto in maglia USA, nel tentativo di stoppare James Harden in un rientro difensivo, ha scosso tutti, con l’immagine della gamba destra fratturata dura per tutti, in particolare per i deboli di cuore. Un anno intero saltato, una dura riabilitazione, ma soprattutto i numerosi dubbi sulla sua tenuta fisica al rientro in campo.

Paul George ha spazzato via ogni dubbio, anzi è tornato un giocatore più forte e completo. Il PG visto ad Indiana era un giocatore veramente forte, quello attuale ad OKC è una vera superstar.

Perché é una superstar unica in tutta la lega? Gli americani usano il termine “two way player” che sintetizza alla perfezione il concetto. Un giocatore in grado di segnare quasi 30 punti a partita e allo stesso tempo uno dei migliori giocatori della lega nella fase difensiva. Spesso George difende la stella avversaria grazie alle sue lunghe leve e alla capacità di restare in uno contro uno contro vari tipi di giocatori.

OKC è la squadra di Paul George? L’ex Pacers è il vero primo violino della squadra piuttosto che Russell Westbrook?

Westbrook sta riscrivendo il libro dei record. Il numero 0 dei Thunder ha registrato 10 triple doppie consecutive superando il precedente record di un certo Wilt Chamberlain e viaggiando per la  seconda stagione consecutiva in tripla doppia di media. Pazzesco.

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Ma forse è proprio qui il fatto principale. I Thunder sembrano aver trovato la giusta chimica di squadra quando Russell Westbrook tira meno e soprattutto forza meno. Spesso le brutte percentuali al tiro del numero 0 dei Thunder corrispondono ad una sconfitta di OKC. Westbrook ha capito che per il bene della squadra deve essere George il go to guy della squadra, il punto di riferimento offensivo e non solo.

Sia ben chiaro, Westbrook è indispensabile per questi OKC, soprattutto per questo modo di giocare dei Thunder. I ritmi altissimi impostati da Coach Donovan necessitano del miglior Westbrook.

Ma per quale motivo allora i Thunder hanno migliorato la qualità del gioco offensivo in questa stagione?

Westbrook tira meno, forza meno e va meno fuorigiri in questa stagione. Nella stagione 2016/17, Russ si è preso 24 tiri a partita in media, mentre sono 21,1 nella stagione 2017/18. In questa Regular Season, il numero di tiri presi è sceso a 19,4.

Paul George è una vera superstar ora.

Quasi 29 punti di media in stagione, tirando con il 41% da 3 punti. Entrambe le stats sono Career high per l’ex Indiana, come gli 8 rimbalzi e i 4 assist in stagione. Le statistiche a volte sono bugiarde, ma in questo caso sono una conferma netta di quanto si sia alzato il livello di gioco di George.

Quest’anno ad Oklahoma c’è una selezione di tiri decisamente migliore rispetto alla scorsa stagione in cui a OKC sembrava regnare l’anarchia offensiva, con l’impressione che non ci sia mai stato un minimo di organizzazione. Inoltre, alcune modifiche tattiche hanno fatto benissimo all’organizzazione tattica della squadra, questo è chiaro.

Jerami Grant titolare nello spot di 4 e Terrance Ferguson come guardia e role player sono diventati indispensabili per un equilibrio necessario come l’ossigeno in una squadra che vuole giocarsi qualcosa di importante.

Le ultime 10 partite di Paul George fanno capire a che livello è arrivato l’ex Indiana. Esattamente, arrivato, non tornato perché é un Paul George mai visto.

É un Paul George che può senza dubbio dire di essere tra i candidati MVP di questa lega, al pari di Giannis Antetokounmpo e James Harden.

37 punti di media, col 50% dal campo in 37 minuti d’impiego.

45 punti contro Houston pochi giorni fa, in una partita in cui i Thunder avevano sfiorato i 30 punti di svantaggio nella prima parte di gara, 47 punti due giorni fa contro i Blazers, aggiungendo una tripla doppia con quasi il 60% dal campo.

In attacco è questo, in difesa è primo per palle recuperate ed è spesso l’incaricato numero 1 a difendere l’attaccante più forte degli avversari.

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Passare da un’immagine così triste e schioccante ad essere dominante nel giro di 5 anni.

Paul George si merita tutto questo, sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per essere un giocatore sopra la media. I Thunder sono terzi ad ovest, a sole 3 partite dal “Dream Team” chiamato Golden State Warriors.

Questi motivi sono più che sufficienti. Paul George merita di essere l’MVP di questa stagione.

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