Philly, niente paura: il “Processo” è appena iniziato. E se arrivasse LeBron…

Philly, niente paura: il “Processo” è appena iniziato. E se arrivasse LeBron…

Con Boston è arrivata la sconfitta più dura, ma il futuro sorride. E sulla strada per Philadephia è in arrivo una superstar

di Valerio Salviani, @vale_salviani

“Non è importante come colpisci, ma come sai resistere ai colpi, come incassi. E se finisci al tappeto, hai la forza di rialzarti. Così sei un vincente”. Troppo facile citare Rocky se si parla dei Sixers, ma mai così appropriato come in questo caso. Philadelphia ha da poco incassato la sconfitta più dura, uscendo ai Playoffs contro Boston che ha chiuso la serie con un netto 4-1. Per Embiid e compagni però non è il momento di chinare il capo. “Trust The Process” non è uno slogan di quelli destinati a passare in cavalleria, è un marchio impresso col fuoco su una squadra che ha sofferto a lungo, ma che ha adesso l’occasione per diventare grande davvero.

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BEN E I SUOI FRATELLI – Il dolore della sconfitta è stato lo stimolo che ha mosso i più grandi a fare qualcosa di eccezionale. Da quell’appoggio facile sbagliato da Embiid all’ultimo secondo di gara-5 con Boston deve ripartire la risalita. Non con la rabbia, ma con la consapevolezza che il peggio è ormai alle spalle e che il futuro sorride. Simmons ha “tradito” contro i Celtics, ma la stagione intera è stata il preludio per qualcosa di speciale. Non solo per le statistiche – mostruose per un rookie – che l’australiano ha prodotto (15.8 punti, 8.1 rimbalzi e 8.2 assist di media, migliorate in postseason), ma per tutto quello che ha messo in campo, accendendo la luce ogni volta che ha toccato palla. Si dovrà lavorare sul tiro dal perimetro, uno dei suoi punti deboli al momento, e sulla gestione dei possessi – troppe le palle perse -, ma non avere tutto il peso della franchigia sulle spalle gli darà tempo necessario per crescere (una fortuna che LeBron non ha avuto nei primi anni a Cleveland). Embiid ha tutto per dominare nella Lega per i prossimi 10 anni. Il suo carisma da trascinatore ha risvegliato la passione di una città che aveva da tempo perso l’amore per la sua squadra. Due perle rarissime, ai quali se ne potrà aggiungere una terza: Markelle Fultz, ma si dovrà avere la pazienza per aspettarlo. Quella scelta numero 1, nel draft di Tatum e Mitchell, pende sulla sua testa come un macigno, ma il ragazzo ha le spalle larghe e nel suo breve esordio in NBA ha già fatto vedere di poter stare con i grandi (è diventato il più giovane di sempre a siglare una tripla doppia strappando il record a Lonzo). Dario Saric è la nota a margine che chiude il cerchio. Quest’anno è arrivata la maturazione cestistica che ci si aspettava. Scelte intelligenti, tiri puliti e tanto lavoro prezioso, oltre alle cifre ovviamente in crescita. Un potenziale incredibile, che ha già spostato gli equilibri a Est e che mira già al bottino più grande, senza paura.

PHILLY CHE VERRA’ – Non solo Simmons ed Embiid. Il roster dei Sixers è già competitivo, ma il grande spazio salariale e le due prime scelte al prossimo draft aprono scenari imprevedibili sul mercato. Arriverà, con tutta probabilità, una superstar. L’obiettivo, neanche a dirlo, è LeBron James. Il GM Brian Colangelo si aspetta di disporre di uno spazio di 25 milioni nel salary cap, che potrebbe aumentare lasciando andare qualche pedina appena uscita dal contratto, in modo da poter offrire al numero 23 il massimo salariale (35 milioni). Paul George e Khawi Leonard sono altri due nomi in orbita Philadelphia. L’ex Indiana e OKC non è più sicuro di andare ai Lakers e fare da primo violino in una squadra giovane e ambiziosa potrebbe essere la carta giusta per convincerlo. L’ala degli Spurs si muoverà via trade. Le due prime scelte al prossimo draft di cui dispongono i Sixers possono essere un’importante pedina di scambio, ma la dirigenza della Pennsylvania vuole la certezza di poterlo rifirmare, quando il prossimo anno uscirà dal contratto. Poi c’è la questione free-agent: Belinelli, Redick, Ilyasova e Johnson sono arrivati al capolinea. Sarà difficile vedere di nuovo tutti e 4 in maglia Sixers. Si dovrà puntare sulla loro voglia di restare, convincendoli con un progetto vincente a firmare al minimo. Ma se Marco ha già fatto sapere di voler restare, le offerte migliori che riceveranno gli altri lasciano più di qualche dubbio. L’obiettivo principale sarà trattenere Redick, con un contratto che andrà dai 12 ai 15 milioni di dollari. Un compito difficile per Colangelo, che vivrà probabilmente l’estate più lunga e complicata della sua carriera. In ogni caso, coach Brown può sorridere. “The Process” è appena all’inizio.

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