Playoffs NBA 2015, l’analisi degli “sweep” del primo turno

Playoffs NBA 2015, l’analisi degli “sweep” del primo turno

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Non tutti i 4-0 sono uguali. Alcuni sono attesi, altri sanciscono fallimenti imprevisti, altri ancora sono il trampolino da cui saltare per obiettivi più alti. Nei 4-0 di quest’anno ci sono almeno tre narrazioni diverse, che corrispondono alla somma di attese e prospettive dei diversi team che le hanno subite/compiute. Toronto Raptors – Washington Wizards
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Toronto Raptors I Toronto Raptors hanno iniziato l’anno sorprendendo la lega con un mix di difesa forte e equilibrio in attacco, che ha conquistato loro i favori di buona parte della Eastern Conference. La squadra di Casey ha offerto solidità sotto canestro con Valanciunas e Johnson, un buon backfield con DeRozan e Lowry e in ala piccola ha alternato Terrence Ross e Lou Williams, avendo così un contributo costante, che ha messo in ombra alcune manchevolezze nel ruolo. Alla prova dei playoff, però, la squadra canadese si è sciolta come un gelato a luglio nelle mani di un bambino. Le deficienze in ala piccola sono uscite allo scoperto contro l’esperienza di Pierce, le guardie sono crollate contro la coppia Wall-Beal, Lowry in particolare è stato estremamente deficitario nella regia e nella pericolosità offensiva. Gara 1 e gara 3 hanno dato qualche brivido, ma i Wizards sono riusciti a dominarli bene. La causa di questo crollo è da individuare nella classica sopravvalutazione di un roster che, all’inizio della stagione, ha ottenuto risultati superiori alla norma, ma nel lungo periodo è semplicemente sceso al suo vero livello. I Raptors sono stati sopravvalutati, punto. Delusione: Kyle Lowry è crollato alla prova più importante. Ma anche in ruoli 3-4 i Raps sono stati subissati dalla forza fisica e tecnica dei Wizards, il solo Valanciunas non poteva reggere. Sorpresa: Sostanzialmente nessuna. Prospettive: dopo questa serie di playoff la squadra richiede sicuramente molti rinforzi. Le debolezze a rimbalzo e nel ruolo di terzo esterno hanno messo troppa pressione difensiva su DeRozan, che in certi frangenti era l’unico vero pericolo della squadra. Un 4 con punti nelle mani e un 3 eclettico, in grado di dare forza in difesa e un tiro affidabile nel lungo periodo. Hanno una scelta al primo giro e non molto per le trade. Williams e Amir Johnson in scadenza di contratto richiederanno una scelta di adeguamenti, che Williams potrebbe chiedere, o di decidere se tenere un giocatore che ha dimostrato di poter dare quanto ha dato, Johnson, e di rendere almeno nei limiti del suo talento. Washington Wizards Washington ha fatto un anno strano: ha sostanzialmente sottoperformato nella RS, salvo poi partire col botto nei playoff. Wall e Beal si propongono sempre più come gli Splash Brothers d’oriente, Pierce ha asciugato le polveri per il primo turno e sotto canestro la combinazione Nene-Gortat + Porter e Gooden ha assicurato solidità per tutta la partita. Otto Porter ha dimostrato che aspettare e formare un giocatore può dare dei buoni ritorni. Nel prosieguo dei playoff saranno un osso duro per chiunque, la profondità e l’eclettismo insieme all’abilità dei passatori promettono di essere una formula complessa da affrontare. New Orleans Pelicans – Golden State Warriors
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New Orleans Se è vero che non tutti i 4-0 sono uguali, quello di New Orleans lo è meno degli altri. Arrivata ai playoff dopo una corsa a tre con OKC e Phoenix (e in parte Utah), i Pelicans non hanno mal figurato contro i favoritissimi Warriors. Antony Davis ha tenuto botta molto bene con alcune giocate entusiasmanti, a turno il resto della squadra ha fornito un buon cast di supporto, anche se Golden State è una squadra troppo più forte per offrire veri e propri appigli agli avversari. Con Davis, Eric Gordon e a tratti Tyreke Evans e Ryan Anderson sono emersi nelle diverse partite, anche se il back court ha sostanzialmente fallito, nel tentativo di fornire palloni giocabili a un Asik che è sembrato molto fuori dal gioco. Delusione: Omer Asik è stato il più discontinuo in basso, con Pondexter. In una serie non molto adatta a un pivot bianco alto e lento, è stato sopravanzato in velocità dai quintetti atipici dei Warriors e in sostanza non ha fornito un rendimento sufficiente in nessuna partita. Da rivedere ad alto livello anche Tyreke Evans. Sopresa: Eric Gordon ha giocato una serie solida offrendo la spalla più continua a Davis, in una serie in cui nessuna guardia poteva sentirsi a suo agio. Prospettive: La squadra è scoperta nella posizione 3, fondamentale nel basket di oggi, per fornire quell’imprevedibilità che serve a supportare la squadra, sia vicino che lontano dal canestro. In un basket che propone sempre più giocatori totali, fronteggiare i Warriors, che possono schierare Barnes, Iguodala e Livingston, è letteralmente una sciarada multipla da pagina della sfinge. L’anno prossimo, il rinnovo di Davis sarà sicuramente oneroso ma necessario, potrebbe aprire le porte per qualche free agent in cerca di riscatto che firmi per un anno. Golden State Warriors È il caso di dire: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”. La profondità, la forza fisica, la capacità di alternare quintetti più o meno atipici, si sono dimostrati un qualcosa di molto complicato da affrontare di quanto si pensasse. I Warriors hanno vinto con sicurezza e non si vedono squadre a ovest che possano realmente minacciare la loro corsa alla finale. Boston Celtics – Cleveland Cavs
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Boston Celtics Chuck Connors, un attore hollywoodiano famoso negli anni 50-60, che aveva giocato la prima stagione dei Celtics nel 46-47, ricordava questo aneddoto: “Un giorno Honey [John Honey Russel, primo allenatore dei Celtics nella lega, un duro da basket anni ’20-’30], mi disse, prima di una palla a due: “Lo vedi quel tipo? Tu non lo batti saltando, ma sai cosa devi fare? Non salti, ma quando lui scende, tu gli tiri una gomitata sul mento e lo butti a terra e lui sarà tranquillo il resto della partita”. Lo feci e lui non mi disturbò per tutto il tempo. La partita dopo, pensai di dover fare la stessa cosa. Honey non mi disse niente, ma alla palla a due lo feci lo stesso. Solo che lui era un bestione e mi menò per tutta la partita.” Ecco, i Celtics sono entrati in campo con una predisposizione di questo tipo, che, se ha esaltato il tifo più acceso, ha però influito negativamente sulla serie, portando poi alla reazione eccessiva di JR Smith e alla spalla lussata di Kevin Love. D’altronde, i Celtics questo avevano da mettere in campo, dopo una serie di trades che li hanno alterati non poco. Stevens è stato bravo a concentrarsi sul gioco, sulle opportunità che Thomas, Smart e Turner gli davano, d’influire maggiormente in attacco e di guidare una squadra più misurata. Perfino Datome ha trovato spazio, anche se poco, ma Gigione nostro non si è fatto intimidire. Delusione: difficile dare un nome. Bass ha prodotto meno di quel che ci si aspettava da un uomo che potrebbe rimanere l’anno prossimo. Sorpresa: Turner ha giocato una buona serie, risultando il più continuo. Prospettive: Boston ha creato spazio salariale e accumulato scelte per gli anni prossimi, riuscendo a portare la squadra ai playoff. Dall’alto dei cieli Walter Brown, il loro primo presidente, sarà contento di questo. Hanno evitato di inseguire sconfitte su sconfitte, dando ai tifosi qualcosa per cui tifare. Se l’anno prossimo azzecheranno le scelte ai Draft e un paio di free-agent nei prossimi due anni, potremmo rivedere i Celtics ai playoff e contender a breve, senza passare le umilianti forche caudine che hanno affrontato i Sixers. Forse Ainge non è abbastanza geniale da far passare stagioni da 14 vittorie per mere preparazioni a futuri campionati. Cleveland Cavs Sono usciti con le ossa se non rotte almeno lussate, da questa serie. Se Chicago sarà il loro avversario, avrà per tutta la serie il vantaggio di non affrontare Love e per almeno due partite JR Smith. Il quintetto dei Cavs in attacco si dovrà concentrare ancora di più sul duo James-Irving e confidare nella voglia di Mozgov di dominare sotto canestro. Ciononostante, l’accoppiamento con Chicago si presenta molto problematico, data la lunghezza del roster della Windy City e la varietà di soluzioni offensive. A favore di Cleveland ci possono essere le distrazioni in difesa nei momenti topici e una certa fragilità mentale nei finali di partita di Chicago. Se sarà Chicago ad affrontarli…

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