Playoffs NBA 2015, l’analisi delle serie ancora aperte

Playoffs NBA 2015, l’analisi delle serie ancora aperte

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WEST Houston Rockets – Dallas Mavericks 3 – 1   Dallas rimane ostinatamente attaccata al suo passato. Adora giocare con Nowitzki e i numeri le danno ragione. Carlile è un mago nel leggere le partite e nel sopperire alla sostanziale mancanza di un play, visto com’è andata con Rondo. Ma il roster è invecchiato, somiglia molto a quello dell’ultimo titolo, e ben difficilmente potrà passare questo turno. Houston, per contro, dimostra tutti i suoi punti di forza e forse, per qualcosa, è una realtà ancora inesplorata. Al completo è una corazzata che basa tutto sulla forza e la velocità unita alla rabbiosa determinazione del Barba di segnare sempre e comunque.   San Antonio Spurs – LA Clippers 2-2   Si sapeva che sarebbe stata la serie più complessa. Gara 3 è stata un incubo per i Clippers, frettolosamente dismessa come un incidente di percorso. Ci crediamo, peccato che gli infortuni siano molti nel tempo e che i Clippers siano una delle franchigie più schizofreniche della lega. Al loro meglio possono battere chiunque, ma questi Spurs sono dei diesel che già guardano al futuro. Se l’offerta al prossimo free agent Aldridge andasse in porto, avremmo altri dieci anni di speroni al comando e credo che uno come LMA sarebbe contento di poter finalmente lottare per qualcosa in una franchigia realmente vincente.   Memphis Grizzlies – Portland Trail Blazers 3-1   La mancanza di Conley è stata decisiva per la sconfitta in gara-4, ma i Blazers non sembrano avere molte possibilità di rimonta. È che i grossi, per certi versi lenti e old-fashioned Grizzlies non si sa proprio dove possano arrivare. Il titolo sarà pure troppo, ma chiunque voglia questa finale avrà a che fare con Gasol e soci   EAST  Chicago Bulls – Milwaukee Bucks 3-2   La learning curve dei Bucks è inquietante, partita dopo partita imparano qualcosa e lo applicano, diventando sempre più difficili da battere. Il canestro di Bayliss in gara-4, rischia di essere rimpianto a lungo da una squadra che, seppur profonda, aggiunge partite inutili al fardello che uno si porta dietro per vincere il titolo. Gara-6 diventa molto affascinante, e viene in mente Phila quando mandava via MCW (ah, stanotte 22 + 8 rimbalzi e 9 assist) dicendo che non sarebbe stato un play da titolo, ma forse non gli hanno detto che ai play-off bisogna comunque arrivare, per vincere il titolo, e Rose non ha passato una gran serata…   Atlanta Hawks – New Jersey Nets 2-2   Nei play-off contano i picchi, non la media. Questa è una legge che spesso dimentichiamo. Joe Johnson è un all-star annoiato durante la stagione, Williams un altro all star annoiato nella vita, Brook Lopez un lungo che si fa un mazzo tanto sempre e ovunque trainando tutti. Nei momenti topici i valori escono e questo è da ricordare per un’Atlanta che fa della medietà il suo carattere migliore. Ma il medio, non dico il mediocre, non è il picco, e nella gara secca, o quasi, la classe emerge, specie se a Williams sono mesi che fischiano le orecchie se c’è da parlare male di qualcuno.  

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