Playoffs NBA, Heat-Bucks: i Campioni in carica al primo step a caccia del “Repeat”

Playoffs NBA, Heat-Bucks: i Campioni in carica al primo step a caccia del “Repeat”

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Ad un osservatore poco attento e occasionale la prima serie dei playoff NBA tra Miami Heat e Milwaukee Bucks può sembrare fin troppo semplice e dal l’esito scontato. Non é sicuramente l’accoppiamento che sperava coach Jim Boylan ma il record di 38-44 (terza nella Central Division dopo Indiana e Chicago) vale l’ottavo posto a poca distanza dal settimo, occupato da Boston e ad un buon margine di distacco dai 76ers che stranamente non prendono parte ai playoff 2013. I campioni in carica, invece, si trovano ad incontrare un avversario non proprio impossibile; coach Spoelstra può contare su giocatori fuori dal comune senso del normale e puntare ad una rapida conclusione della serie. Quello che fa “temere” i più scaramantici e gli amanti delle statistiche é che nel favoloso 66-16 realizzato dalla franchigia di South Beach, una delle sedici sconfitte é proprio per mano dei Bucks che il 29 Dicembre 2912 hanno incassato un sonoro 85-104 da Jennings & Co. Gli altri 3 precedenti sono, però, tutti a favore dei Miami (106-113 il 21 Novembre, 107-94 a metà Marzo e il 94-85 il 9 di questo mese) che ha già espugnato anche il BMO Harris Bradley Center. Altro dato che può far dormire tranquilli i tifosi Heat sono le prestazioni dei Big Three nei match contro Milwaukee; infatti in 4 partite James ha chiuso con 27.5 punti di media, mentre Wade e Bosh, in 3 partite, rispettivamente 24 e 20.6.

MIAMI HEAT
La franchigia del sempre presente Pat Riley é sicuramente quella sulla quale va puntato, come si dice oltreoceano, il “dollaro educato” per la conquista dell’anello. La squadra che lo scorso anno si é imposta in una bellissima serie contro i Thunder punta al Repeat, visto e considerato la solidità della rosa e la grande capacità di cambiare l’inerzia della partita in una frazione di secondo. Le straordinarie e ormai storiche 27W consecutive di questa stagione hanno dato modo a tutti gli addetti ai lavori di prendere consapevolezza della fame non saziata dalla vittoria dell’anello. In particolar modo Lebron James che, a detta di un gran numero di persone, dopo le Finals e il titolo dello scorso anno, sembra essere ancor più affamato delle precedenti annate. Le caratteristiche e i pregi di una delle migliori squadre che la National Basketball Association abbia mai avuto visto scendere in campo sono tantissimi, partendo dalla forza irreale dei Big Three, passando per una difesa che, quando vuole, alza l’intensità e diventa davvero difficile da scardinare. Le uniche debolezze, parliamo di quelle sotto le plance, sembrano essere tate colmate dall’arrivo di Chris Andersen, The Birdman, che dà esplosività e verticalità a rimbalzo e permette una miglior difesa sui lunghi avversari. I punti deboli sono stati limati durante questa estate con i tanti rinforzi acquistati da Orlando, Boston e così via ma continuano ad esserci; basti guardare la non sempre costante fluidità offensiva dovuta anche alla presenza di 3 giocatori “eccentrici” come James, Wade e Bosh. L’unica cosa che possono-devono temere i Miami Heat sono proprio i Miami Heat.

Quintetto base: Mario Chalmers, Dwayne Wade, Lebron James, Hudonis Haslem, Chris Bosh. Voto: 9

Impossibile dare un voto più basso per una squadra che nei primi 5 giocatori ha un giocatore da 26.8 PPG, 8.0 RPG e 7.3 APG come Lebron e una “seconda scelta” offensiva da 21.2 PPG come Wade. Quintetto che però subisce spesso delle variazioni, come nel caso dell’utilizzo al posto di Haslem di Shane Battier, più duttile dell’ala grande nativa di Miami. In tal caso, il ruolo di Lebron può passare da guardia ad ala forte o se preferite un 4. Anche se praticamente e in più occasioni durante la partita, il Re è libero di giocare in qualsiasi altro ruolo.

Panchina: Norris Cole, Mike Miller, Ray Allen, Rashard Lewis, Chris Andersen, James Jones, Juwan Howard, Shane Battier, Joel Anthony, Jarvis Varnado. Voto: 8

Più di un lusso avere giocatori del calibro di Walter Ray Allen, Shane Battier e Mike Miller che partono dalla panchina. In più va aggiunto un Lewis ritrovato e in ottima forma, grazie anche alle ultime partite di Regular Season dove ha trovato continuità e fiducia nel suo gioco. Norris Cole, seppur al secondo anno, ha acquistato un controllo e una forza mentale in grado da poter essere inserito anche in momenti importanti della partita.

 


MILWAUKEE BUCKS
Correva l’anno 2006 ed erano i tempi di Bogut, Gaines, Kukoc, Redd e TJ Ford quando i Bucks arrivarono per l’ultima volta ai Playoff NBA. Sei anni dopo rientrano tra le migliori 16 squadre della lega e molto lo si deve al gran lavoro di coach Boylan e della società che ha sempre cercato di investire nel modo più giusto. La squadra si basa su un quintetto base di buon livello e sulle due stelle di maggior importanza: Brandon Jennings, visto anche in Italia nella disastrosa avventura con la Virtus Roma, e Monta Ellis, prelevato dai Golden State Warriors. Le prime due scelte offensive viaggiano con ottime medie stagionali (17.5 PPG per Jennings e 19.2 PPG per Ellis) e sono supportati da un Ilyasova in crescita per quanto riguarda la condizione fisica e un sempre più presente Sanders, lungo dotato di grande atletismo e famoso per le sue violente stoppate. La grande esperienza che mette a disposizione il coach dei Bucks è la vera chiave di gioco: infatti la squadra di Milwaukee ha ormai degli equilibri ben definiti, resi tali anche dall’ottimo inserimento dei nuovi arrivati come JJ Redick. Anche per quest’ultimo le cifre sono notevoli in quanto, uscendo dalla panchina, realizza 14.1 PPG. 
Una delle note positive e di speranza per i tifosi Bucks é l’ottima media pi ti di Brandon Jennings nei precedenti incontri contro gli Heat (23.7 PPG).

Quintetto base: Brandon Jennings, Monta Ellis, Ersan Ilyasova, Mike Dunleavy, Larry Sanders. Voto: 6.5

Anche in questo caso la “starting lineup” può variare a seconda delle esigenze. Quintetto con buoni punti nelle mani ed affidato ad un rapidissimo e abilissimo play come Brandon Jennings. Dotato di un ottimo Ball-handling, l’ex Roma è micidiale con le sue penetrazioni ma anche con gli scarichi per tiratori come Dunleavy, Redick ed Ellis. Difensivamente parlando, una squadra ben collaudata anche se manca di esplosività, escluso Sanders. Bucks che, come detto, stanno ritrovando il miglior Ilyasova e questo è un fattore molto importante, vista e considerata l’intensità quasi raddoppiata rispetto alle partite di regular season. Il punto debole dei ragazzi di coach Boylan potrebbe allora essere la mancanza di rotazioni valide, in quanto Dalembert fornisce poco per quanto riguarda la parte offensiva, lo stesso ragionamento vale per Mbah a Moute (giocatori fisici di alto livello ma con tecnica non proprio raffinata), e Przybilla e Daniels non riescono a dare troppi minuti di riposo ad Ellis e Jennings.

Panchina: JJ Redick, Marquis Daniels, Gustavo Ayon, Samuel Dalembert, Drew Gooden, John Henson, Luc Mbah a Moute, Joel Przybilla, Ish Smith, Ekpe Udoh. Voto: 5

La mancanza di riserve di livello si farà sentire in questa serie, visto e considerato le rotazioni lunghe della squadra campione in carica. Un dato da non sottovalutare questo in chiave playoff perché anche pochi minuti di riposo posson fare la differenze e se i tempi di recupero in panchina diminuiscono a causa di effettivo valore della “Second Unite”, allora son problemi.

 

Pronostico basketinside.com: MIAMI HEAT in 4 gare

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