Regolamento NBA: la parola passa agli allenatori

Dopo le polemiche sulla gestione dell’ “Hack-a-Shaq”, la NBA chiede ai suoi allenatori suggerimenti e pareri su eventuali modifiche da apportare al regolamento.

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Come di consueto, anche quest’anno tutti gli allenatori NBA si sono ritrovati a Chicago per il tradizionale incontro prima dell’inizio della nuova stagione. Quest’anno l’oggetto dominante della discussione sono state le differenze di regolamento tra la NBA e la FIBA. La lega americana ha approfittato della situazione chiedendo a ogni coach di proporre delle modifiche al regolamento NBA. Noi vi proponiamo le richieste più curiose che sono state avanzate dai vari head coach.

Il primo a prendere parola è stato Alvin Gentry, allenatore dei New Orleans Pelicans, che ha riportato alla luce la problematica dell’ “hack-a-Shaq”, che consiste nel fare fallo intenzionale su giocatori con una pessima percentuale ai tiri liberi. Fino alla scorsa stagione, tale strategia era vietata negli utlimi due minuti della partita, ma, a Luglio, in seguito a un incontro tra i vertici dell’NBA svoltosi a Las Vegas, il divieto è stato esteso agli ultimi due minuti di ogni quarto. Le squadre che subiranno questi tipi di falli avranno diritto a un tiro libero più il possesso della palla. Adam Silver, commisioner della NBA, ha spiegato le motivazioni di tale decisione, dicendo che influirà positivamente sulla continuità della partita e metterà fine a molte lamentele dei tifosi sulle interruzioni del gioco. Tuttavia, dopo l’annuncio di tale decisione, molti allenatori si sono scagliati contro la lega, tra cui proprio Alvin Gentry, che è sembrato il più infastidito:

“Possono parlare della parte estetica del gioco, ma, quando sei in partita, fai tutto ciò che è necessario per vincere nel rispetto del regolamento. Perchè cambiare questa regola? Allora ce ne dovrebbe essere una che dice ‘se hai già due All-Stars, Kevin Durant non può giocare nella tua squadra.’ ”

Dopo aver discusso abbondantemente questo argomento, l’attenzione si è spostata interamente sulle proposte degli altri head coach.

Jason Kidd, allenatore dei Milwaukee Bucks, ha fatto una proposta a cui la lega stava già pensando da anni: l’aggiunta di un quarto arbitro. Questa modifica è stata sperimentata durante una partita della Summer League, ma la sua efficacia deve ancora essere approfondita. Da un lato, infatti, fornirebbe un parere aggiuntivo in caso di situazioni dubbie, dall’altro potrebbe creare confusione e disaccordo tra i direttori di gara.

La proposta di Nate McMillan, coach degli Indiana Pacers, riguarda invece le sostituzioni. Durante una partita, un giocatore che deve entrare dalla panchina è costretto a recarsi al tavolo e aspettare che il gioco si fermi, ma, dopo un timeout, gli allenatori possono cambiare il quintetto a loro piacimento senza doverlo riferire al tavolo. Questa situazione crea confusione e diverbi tra gli allenatori, che sono costretti a tenere d’occhio la panchina avversaria durante i timeout per capire quali giocatori entreranno in campo. “Le squadre nascondono i giocatori che stanno per entrare – spiega McMillan – e quello che devono fare i tuoi assistenti è cercare di capire chi sta per essere sostituito.”

Steve Clifford, head coach degli Charlotte Hornets, ha proposto, invece, di poter avanzare la palla a centrocampo, anche senza usare un timeout, negli ultimi due minuti di gioco. Questa piccola modifica era stata già sperimentata in Summer League e in D-League e aveva ricevuto l’appoggio di molti allenatori.

Dwane Casey (Toronto Raptors) e Frank Vogel (Orlando Magic), due che di certo non trascurano la fase difensiva, hanno criticato pesantemente la tendenza di alcuni giocatori di cercare contatti in area, anche quando non ce n’è alcun bisogno. La NBA aveva già notato questo tipo di strategia, ma i due allenatori non sembrano essere abbastanza soddisfatti dei provvedimenti presi dalla lega finora. Queste sono le parole di Vogel a riguardo: “Alcuni giocatori attaccano più per cercare di subire fallo piuttosto che per segnare.”

 

Il nuovo allenatore dei Minnesota Timberwolves Tom Thibodeau, da poco rientrato dalle Olimpiadi di Rio 2016 al fianco di Mike Krzyzewski, cerca di rifarsi ad alcune regole FIBA. È lui infatti, insieme a Brett Brown, a proporre di far ripartire il cronometro da 14 secondi, invece che 24, dopo un rimbalzo offensivo. “La regola dei 14 secondi è la modifica che mi interessa di più.” spiega Thibodeau alla stampa. “Penso che potrebbe velocizzare il gioco. […] Sarebbe una grande occasione per rivolgersi alla FIBA e dire ‘Ben fatto! Buona idea!’. “

Ma Thibodeau non è di certo l’unico a voler portare in NBA regole già presenti nella FIBA. Mike Malone, a capo dei Denver Nuggets, insiste sul poter togliere la palla dal ferro, senza che venga chiamata interferenza a canestro. Mentre David Fitzdale, allenatore dei Memphis Grizzlies, vorrebbe che l’arbitro non fosse obbligato a toccare il pallone per la rimessa, in seguito a un canestro. “Penso che dia ai giocatori troppo tempo per lamentarsi e per tornare in difesa, rallenta il gioco e basta!”

Altri allenatori, che hanno preferito rimanere anonimi, hanno avanzato altri tipi di richieste come la riduzione dei timeout, l’allontanamento della linea da tre punti, il limite di 5 falli e i periodi da 10 minuti, anzichè 12.

Ora tocca alla NBA passare al vaglio queste proposte e decidere quali potranno essere introdotte nel regolamento e quali no. Nel frattempo gli allenatori hanno fornito una discreta quantità di materiale di cui poter discutere.

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