Roy, somigli tanto a Wade in questo déjà vu Mavs!!

Roy, somigli tanto a Wade in questo déjà vu Mavs!!

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Il precedente record apparteneva a Boston, che nei playoff 2002 era riuscita a chiudere un gap di 21 punti contro la New Jersey di un certo Jason Kidd, lo stesso che nove anni dopo, a meno di 2′ dalla fine, si fa turlupinare da un giovincello come Wesley Matthews con la facilità con cui quest’ultimo potrebbe rubare le caramelle a un bambino. Palla persa a metà campo e Roy segna per il 78-80.

 

 

Menzione a parte merita Brandon Roy, che nel riattualizzarsi dei fantasmi del passato in quel di Dallas, svolge il ruolo dello spettro #1 nei sogni di Dirk Nowitzki: Dwyane Wade. Come la guardia di Miami, nelle Finals 2006, aveva faticato nelle prime due partite per poi decidere la serie nelle ultime quattro, così il giocatore nato a Seattle non ha dato prova del suo talento nelle prime due gare, salvo poi reagire di orgoglio ad una situazione cestistica personale che si stava ingrigiendo e risolvere le seguenti due contese. Le ginocchia di Roy probabilmente non torneranno mai a lavorare come prima, ma l’unico augurio che si può fare a un giocatore simile è di vederlo ancora per tanti anni sui più importanti parquet del mondo, ancora agli altissimi livelli che gli competono.

 

Portland Trail Blazers (6) – Dallas Mavericks (3) 84-82 (11-16, 35-37, 49-67)

La serie è in parità sul 2-2

Gara-5 si giocherà nella notte fra lunedì e martedì alle 2.30 (ora italiana)

 

Portland intravede subito le enormi difficoltà offensive che condizioneranno l’andamento della partita nei primi tre quarti: il primo canestro dal campo lo segna infatti Miller dopo ben 4’11” dall’inizio della contesa. La partita comincia in sordina con le due squadre che sembrano avere paura di esporre le proprie debolezze, finora rimaste in grandissima parte nascoste, agli avversari. Numerosissime sono le palle perse, anche delle più banali, mentre LaMarcus e Dirk svolgono il ruolo degli spettatori di lusso. Il texano chiude il primo periodo con 0/4 dal campo, mentre il tedesco non fa molto meglio con 1/5. Dallas si porta avanti sfruttando l’iniziale 4/7 dall’arco, ma dentro la linea dei tre punti gli ospiti non riescono a concretizzare: nei primi 11’30” i Mavs tirano con 1/11 da 2, fino a quando Barea non appoggia il canestro che chiude il primo periodo sull’11-16. Al rientro in campo, la partita si fa subito più frizzante e Dallas allunga sul +9 che costringe McMillan al timeout. Il minuto di sospensione riesce ad imbrigliare Barea e a riportare la partita sui pessimi ritmi del primo quarto, ma l’impatto a rimbalzo offensivo di Haywood è buono e Dirk ne mette un paio delle sue, facendo in modo che Dallas possa mantenere il vantaggio. Aldridge dà segni di nervosismo e finisce a spintoni con Chandler: il risultato è l’entrata in partita del pubblico del Rose Garden, che trascina i Blazers sul 35-37 di fine primo tempo. Portland resta in partita nonostante l’11/31 dal campo e la buona precisione dei Mavs dall’arco (5/10), sfruttando un precisissimo 12/12 dalla linea della carità, quando gli ospiti non hanno invece a disposizione neanche un tentativo per tutti i primi 24′. Al rientro in campo, Kidd commette subito il suo quarto fallo, ma resta in campo. Dallas lavora bene in difesa e Marion scrive qualcosa sul foglio bianco che rappresentava, fin lì, la sua prestazione incolore, aiutando così la sua squadra ad allungare sul +8. La severità del metro arbitrale è assoluta, giustificata dagli avvenimenti del primo tempo; ad averne la peggio è Chandler, costretto in panchina dal quarto fallo commesso anzitempo. Questo non impedisce però ai Mavs di essere straordinariamente efficaci su tutti i 28 metri del campo. Portland comincia il secondo tempo fallendo tutti i primi 14 tiri dal campo e Nowitzki può così segnare la tripla del 41-57 a 5’19” dalla fine. McMillan questa volta non può niente con le sue parole e Dallas continua a dilagare fino al +23 della tripla di Stojakovic. Aldridge interrompe il digiuno con un gancio a 1’31” dalla fine, ma tutti gli sforzi appaiono inutili, il gap è enorme. Portland ci prova comunque, sfruttando l’impressionante vena realizzativa di Brandon Roy e trovando finalmente la via del canestro con continuità. Il jumper dello stesso Roy accorcia le distanze a sette lunghezze quando mancano quattro minuti, ma Terry segna una tripla allo scadere dei 24” che azzittisce il Rose Garden e che avrebbe tutta l’aria di un colpo da K.O. per qualunque squadra. Non per Roy e per i suoi Blazers, però, che continuano a segnare, fino a quando l’indemoniato Brandon non trova una tripla con fallo che completa la rimonta sull’82-82 a 1’06”. Terry sbaglia da 3, dall’altra parte il solito Roy segna sfruttando la tabella e Kidd ha l’opportunità del vantaggio con un “open shot” dall’arco, ma la palla non centra nemmeno il ferro e si infrange sulla tabella. Portland non può andare fino alla fine e Carlisle sceglie di non commettere fallo nonostante non abbia più timeout e la discrepanza fra i due cronometri sia di 4”. Roy fallisce il colpo del K.O. e Terry ha la possibilità di vincerla dall’arco, ma il suo tiro non va a segno e Dallas non passa al Rose Garden.

 

Ah, il secondo nome di tale Brandon Roy è DAWAYNE

 

PORTLAND: Roy 24 (9/13, 2/5 da 3, 4/5 tl), Aldridge 18, Miller 14, Matthews 11, G.Wallace 10, Batum 5, Fernandez 2; rimbalzi: G.Wallace 11, Aldridge 6, Camby 5; assist: Roy 5, G.Wallace 3

DALLAS: Nowitzki 20 (7/17, 2/4 da 3, 4/4 tl), Terry 13, Marion 12, Kidd 9, Stevenson e Stojakovic 8, Chandler 6, Barea 4, Haywood 2; rimbalzi: Marion 11, Chandler 7, Kidd e Haywood 5; assist: Kidd 4, Nowitzki, Stevenson, Terry e Barea 3

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