Scottie Pippen attacca KD: “È sempre stato il secondo violino”

Scottie Pippen attacca KD: “È sempre stato il secondo violino”

La leggenda dei Bulls non si tira indietro, e poi guarda alle possibili future destinazioni di Durant.

di Simone Efosi

Il futuro di Kevin Durant al termine di questa stagione continua a essere tra i principali argomenti di discussione tra gli addetti ai lavori. Recentemente, per esempio, durante la trasmissione The Jump, è stato chiesto a Scottie Pippen cosa consiglierebbe di fare al numero 35 attualmente in forza ai Golden State Warriors.
The Pip, che sa bene cosa significa giocare in una squadra vincente e con personalità forti al proprio interno, ha le idee chiare in merito al futuro di KD e alla sua imminente free agency. L’ex braccio destro di MJ dichiara:

“Gli direi di andarsene e di farlo da solo, perché penso che sia in grado di guidare una squadra verso il Titolo per conto suo, ma insieme ad un altro. Attualmente KD è il miglior giocatore del campionato, ormai è lì (a Golden State, ndr) da qualche anno e credo che si sia tenuto “in disparte” per evitare di pestare i piedi a qualcuno, o qualcosa del genere. Può spingere in avanti o fare un passo indietro e noi ora stiamo vedendo il Durant che spinge avanti”

Scottie si riferisce senza dubbio ai 48 di media con 10 rimbalzi e 7 assist in 3 recenti partite.
Chiaramente il contesto in cui si trova KD influisce sulle sue performance, forse è per questo che Pippen si è corretto da solo, dicendo “per conto suo” e subito dopo “insieme ad un altro”, perché sa che per vincere ci vuole una squadra e che il talento del singolo spesso non basta: anche per Jordan è stato così e Scottie se lo ricorda bene.

Ma non è solo questo, infatti nelle parole di Scottie c’è anche una componente di leadership che viene a galla. Partiamo da un’ipotesi: cosa succederebbe se Durant decidesse improvvisamente di raggiungere una franchigia attualmente in difficoltà, come New York o Chicago, o comunque una squadra in cui può essere senza mezzi termini il principale riferimento di compagni e tifosi? A livello psicologico questo potrebbe significare moltissimo. Scottie Pippen, proseguendo nella sua disamina sul #35, aggiunge:

“È sempre stato il secondo violino, anche quando era a OKC ed era offuscato da Westbrook. Solo quando quest’ultimo saltava un paio di partite, allora KD aveva il palcoscenico tutto per sé. Ora ha l’attenzione di tutti perché Steph è stato fuori un po’ ma, appena il play è tornato, Durant si è subito tirato indietro (come successo stanotte). KD vuole davvero essere quel giocatore che si tiene in disparte o vuole essere quello che scende in campo ogni sera e con cui devi fare i conti sul serio?”

Lo sappiamo tutti, quello che in tanti non hanno digerito è stata la volontà di Durant di raggiungere gli Warriors quando erano all’apice del loro strapotere e dopo che gli stessi avevano eliminato a gara 7 proprio i Thunder dove militava da diversi anni proprio KD.

Mettersi alla prova come leader indiscusso all’interno di una squadra sarebbe la sfida che fa per lui, ma non dimentichiamo un aspetto fondamentale: uno come KD non è un giocatore che si lascia andare via senza dire una parola, quindi al di là di rumors, dichiarazioni di questa o quella personalità all’interno della squadra, per quanto se ne sappia ora, potrebbe pure arrivare un’offerta da Golden State che lo convinca a rimanere dov’è.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy