Sliding Doors: chi vince senza gli infortuni?

Sliding Doors: chi vince senza gli infortuni?

Stiramenti, lesioni, fratture, distorsioni. Gli imprevisti all’inizio dei Playoffs cambiano il corso di un’intera stagione NBA. Curry è ai box e rischia di dover abbandonare ogni idea di titolo come altri grandi del passato prima di lui.

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Uno scivolone sul parquet bagnato, un’uscita pericolosa dal blocco, un contatto al limite. Il ginocchio si gira, il dito si rompe, la caviglia va in fiamme, la spalla esce. Spesso in NBA la differenza tra il sollevare lo stendardo di campioni al soffitto dell’arena e l’alzare bandiera bianca la fanno gli infortuni, che oggi come ieri “riscrivono” l’albo d’oro della Lega.

Golden State è senza Steph Curry e i Clippers sono privi di Chris Paul e Blake Griffin. L’anno scorso LeBron ha giocato senza Love e Irving, mentre in passato Garnett guardava i Celtics dalla panchina e Derrick Rose soffriva per i suoi Bulls dal lettino del fisioterapista.

Scendono le quotazioni dei Warriors a caccia del Repeat. Steph Curry ha giocato una Regular Season strepitosa riscrivendo il concetto di ciò che è umanamente possibile su un campo da basket, ma ha abbandonato la serie di primo turno dei Playoffs contro i Rockets per una distorsione al ginocchio destro. L’MVP è scivolato su una macchia di sudore del parquet di Houston e sarà fuori servizio almeno per due settimane.

Senza Curry si complica il cammino verso le Finals dei campioni in carica di Golden State che si sono sbarazzati di Houston 4-1 e attendono la vincente tra Clippers e Blazers in semifinale. Una mano ai Warriors la daranno però proprio gli stessi infortuni, che gli presenteranno un avversario decisamente più morbido del previsto.

Chris Paul esce dal campo infortunato
Chris Paul esce dal campo infortunato

I Clippers, favoriti e in vantaggio 2-1 nella serie contro Portland hanno perso infatti per il resto della stagione Chris Paul e Blake Griffin. In gara 4 il play si è rotto il dito medio della mano destra rimanendo impigliato nei pantaloncini di Gerald Henderson durante un tentativo di recupero palla, mentre Griffin si è nuovamente infortunato al quadricipite femorale della gamba destra, lo stesso che l’ha tenuto fermo da Natale.

L.A. vede lo spettro dell’eliminazione sotto ora 3-2 nella serie e Golden State, pur senza Curry, dovrebbe passare agilmente in finale di Conference a prescindere dall’avversario.

L’anello mancante. Curry potrebbe perdere l’appuntamento con il secondo titolo per colpa di una scivolata, ma è in ottima compagnia. Molti sono infatti i campioni NBA che hanno in casa meno argenteria per via degli infortuni nei Playoffs.

LeBron James è probabilmente uno di questi. Lo scorso anno Cleveland avrebbe potuto issare il primo stendardo di campioni NBA al soffitto della Quicken Loans Arena se il Prescelto avesse avuto al suo fianco Love e Irving, fuori per infortunio, nelle serie di finale persa proprio contro Golden State.

Nel 1989 i Lakers viaggiavano spediti verso il 12esimo titolo, ma in finale Byron Scott e Magic Johnson si infortunarono e i Pistons di Isiah Thomas vinsero 4-0. Nel 2003 invece Dirk Nowitzki stava dominando i Playoffs ad Ovest. Quarantasei punti nella gara di apertura di primo turno contro Portland, 30 e 19 rimbalzi in gara 7 delle semifinali e 38 in gara-1 delle finali di Conference contro San Antonio. In gara 3 però il tedesco subisce una distorsione al ginocchio che lo costringe ad abbandonare il campo. Gli Spurs vincono serie e titolo.

Nel 2009 Yao Ming si ruppe il piede durante gara 3 delle semifinali di Conference contro i Lakers che vinsero la serie 4-3. L’infortunio costò la carriera al cinese mentre i gialloviola vinsero il titolo in Finale contro Orlando, che a Est aveva eliminato i Boston Celtics campioni in carica privi di Kevin Garnett, out per tutta la seconda parte di stagione per un problema al ginocchio.

Ancora senza titoli gli Oklahoma City Thunder di Kevin Durant e Russell Westbrook. Nel 2013 i Thunder si aggiudicarono la prima piazza ad Ovest vincendo 60 partite. Nel primo turno di Playoffs batterono i Rockets in sei partite, ma pagarono un prezzo altissimo. Patrick Beverley a gioco fermo cacciò la palla dalle mani di Westbrook che con un movimento innaturale si lesionò il menisco. Il play finì sotto i ferri e OKC venne eliminata in semifinale da Memphis. L’anno dopo Durant salterà quasi tutta la stagione per un frattura ad un piede e i Thunder mancheranno il treno Playoffs.

Rose a terra dopo l'infortunio al crociato
Rose a terra dopo l’infortunio al crociato

Destino crudele nel 2012 anche per i Chicago Bulls. I tori, guidati dal più giovane MVP della storia della NBA, Derrick Rose, chiusero la stagione col miglior record ad Est e si preparavano ad una serie di primo turno abbastanza comoda contro i Philadelphia 76ers. A 1’10” dalla sirena di gara 1, con il risultato già in cassaforte, D-Rose in penetrazione appoggia in maniera innaturale il piede e si rompe il crociato del ginocchio sinistro. I Sixers vinsero la serie in 6 gare, mentre per il play di Chicago sarà l’inizio di un calvario senza fine.

Parte della stampa di Windy City accusò l’allenatore dei Bulls Tom Thibodeau, “colpevole” di aver lasciato Rose in campo nel finale di una partita vinta da un pezzo. E se lo avesse tolto qualche minuto prima… Sliding doors.

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