Spurs-Heat. La finale dei vostri sogni!

Spurs-Heat. La finale dei vostri sogni!

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Partiamo da ciò che direbbe un profano. Non c’è storia, Heat 4 – 0, troppo forti, giovani e atletici. Questo è il dato di fatto, se la mettiamo sulle statistiche e sulla carta anagrafica non abbiamo una serie, neanche vale la pena di parlarne. Fortunatamente il basket, benchè gli americani ne facciano una ragione di vita, non è soltanto statistiche, plus/minus e spettacolo. Il basket è impregnato di tanti altri fattori, molti dei quali sono decisamente a vantaggio dei texani da San Antonio.


 Ad ogni modo, partiamo proprio dalle statistiche di questi playoff, relative ad ogni singolo giocatore, per poi arrivare alle altre variabili ed ai fattori di questa serie di Nba Finals 2013.

SAN ANTONIO SPURS

PLAYER GP GS MIN PPG OFFR DEFR RPG APG SPG BPG      
Tony Parker, PG 14 14 37.0 23.0 0.8 3.1 3.9 7.2 1.21 0.14      
Tim Duncan, PF 14 14 34.4 17.8 2.0 7.2 9.2 2.1 0.86 1.71      
Kawhi Leonard, SF 14 14 37.1 13.0 2.1 5.9 8.0 1.1 1.64 0.57      
Manu Ginobili, SG 14 0 25.8 11.5 0.6 3.9 4.5 5.4 1.36 0.43      
Danny Green, SG 14 14 30.1 9.6 0.9 3.3 4.1 1.9 1.07 0.86      
Tiago Splitter, C 12 11 23.3 6.8 1.3 2.4 3.7 1.7 0.83 0.92      
Gary Neal, PG 14 0 15.7 5.5 0.0 2.0 2.0 0.6 0.21 0.07      
Matt Bonner, PF 14 1 16.5 5.0 0.6 1.6 2.3 0.4 0.29 0.36      
Boris Diaw, C 10 1 17.8 4.1 0.3 2.2 2.5 1.8 0.40 0.20      
DeJuan Blair, C 9 0 6.6 4.0 0.4 1.3 1.8 0.7 0.33 0.11      
Cory Joseph, PG 14 0 10.6 3.4 0.4 1.4 1.8 1.3 0.29 0.14      
Aron Baynes, PF 4 1 5.8 2.0 0.5 0.8 1.3 0.0 0.00 0.00      
Nando de Colo, PG 3 0 3.0 1.3 0.7 0.3 1.0 0.3 0.00 0.00      
Patty Mills, PG 7 0 2.4 1.1 0.1 0.1 0.3 0.3 0.00 0.00      
Tracy McGrady, SG 4 0 4.3 0.0 0.3 0.8 1.0 0.5 0.50 0.50      
Totals 14 101.6 9.3 33.6 42.9 23.6 8.29 5.43      

MIAMI HEAT

PLAYER GP GS MIN PPG OFFR DEFR RPG APG SPG BPG      
LeBron James, SF 16 16 41.2 26.2 1.3 6.1 7.3 6.4 1.56 0.75      
Dwyane Wade, SG 15 15 35.1 14.1 1.9 3.0 4.9 4.9 1.60 0.93      
Chris Bosh, C 16 16 31.9 12.3 1.1 5.4 6.6 1.2 0.69 1.56      
Ray Allen, SG 16 0 23.8 10.0 0.7 2.3 3.0 1.1 0.69 0.19      
Mario Chalmers, PG 16 16 26.8 8.9 0.6 1.6 2.1 3.5 1.00 0.06      
Norris Cole, PG 16 0 21.0 7.1 0.3 1.8 2.1 1.9 0.69 0.06      
Chris Andersen, PF 15 0 15.5 7.1 1.7 2.3 4.1 0.2 0.33 1.27      
Udonis Haslem, PF 16 16 18.4 6.3 1.4 2.6 3.9 0.4 0.94 0.25      
Shane Battier, SF 15 0 20.3 4.3 0.5 1.3 1.8 0.4 0.27 0.27      
Mike Miller, SG 10 1 8.0 2.1 0.1 1.3 1.4 0.9 0.40 0.00      
Rashard Lewis, PF 8 0 4.4 1.6 0.0 0.6 0.6 0.3 0.25 0.25      
James Jones, SF 6 0 3.5 0.5 0.0 0.3 0.3 0.0 0.00 0.00      
Joel Anthony, C 10 0 5.6 0.4 0.6 0.8 1.4 0.0 0.20 0.40      

 

Guardando semplicemente alle statistiche dei playoff, sembrerà sorprendente ma, a differenza di quanto le stats riportavano in regular season, le differenze sono piuttosto attenuate, agli Spurs manca un realizzatore come LeBron, gli Heat potrebbero soffrire a rimbalzo, entrambe le squadre non hanno un assistman che vada sopra le righe, gli Spurs sono più affidabili nel pitturato, gli Heat corrono di più in contropiede e transizione. Entrambe le squadre hanno panchina lunga e possibilità di fare rotazioni, fattore decisivo in una serie al meglio delle sette, gli Heat però non hanno rinforzi sotto i tabelloni, del resto gli Spurs hanno i big 3 in versione vintage, decisamente più attempati degli alterego della Florida.

Vediamo adesso, nel dettaglio, dove si giocherà la serie di finale, quali saranno i fattori decisivi per arrivare al titolo Nba:

  1. EXPERIENCE vs WILDNESS: ve lo abbiamo proposto nell’immagine di presentazione del presente articolo, lo riproponiamo come primo fattore che influenzerà le sorti di queste finali, la battaglia tra big 3 Heat e vintage big 3 Spurs. Le statistiche di cui sopra presumibilmente saranno confermate se non migliorate da Duncan e James, Parker si confermerà salvo magari pagare un pò le difese forti su di lui, la vera differenza la faranno Ginobili da una parte, Wade e Bosh dall’altra. Il primo perchè si è limitato in questi playoff, Popovich lo ha preservato per le finali, ben sapendo che per battere gli Heat l’argentino sarebbe stato fondamentale, tanto meglio preservarlo per averlo integro e in forma in finale. Gli altri due, invece, si sono espressi ben al dì sotto delle proprie potenzialità, se torneranno ai loro standard abituali sarà dura per gli Spurs avere la meglio.

  2. LA DIFESA DI LEONARD: ebbene si, il giovane Leonard, 22enne ala piccola di grande impatto atletico e fisico, 13 punti e 8 rimbalzi di media in questi playoffs, un ragazzo in rampa di lancio che ha già trovato il proprio spazio in maglia Spurs e si è guadagnato la piena fiducia di coach Popovich, non una cosa da poco, considerando che nel suo ruolo sono crollati nell’ordine Richard Jefferson e Stephen Jackson. Da lui ci si aspetta la medesima produzione offensiva ed a rimbalzo, dove sarà fondamentale. Magari pagherà con le percentuali, inevitabile con il salire del livello difensivo, del resto alle finali ci si aspettano molti più punti da Manu Ginobili, oltre che molti più minuti. Detto questo, Leonard dovrà essere sempre in campo, francobollato a King James, unico giocatore realmente in grado di contenerlo e di limitarne la produzione, per quanto ciò sia umanamente possibile. Un lavoro poco piacevole decisamente, un grande onore, però.
  3. LA BATTAGLIA NEL PITTURATO: gli Spurs sono decisamente più completi e potenti nel post basso, con Duncan, Splitter, Diaw, Bonner e Blair. Gli Heat rispondono con il solo Bosh, con “Birdman” Andersen, Haslem e LeBron spesso impiegato da “4” tattico, essendo Joel Anthony praticamente fuori dalle rotazioni. Imporsi a rimbalzo potrebbe essere per gli Spurs un punto di forza. Il ruolo tattico di LeBron sarà fondamentale, nessuno dei lunghi Spurs può neanche pensare di marcarlo, del resto difficilmente James potrebbe contenere un Tim Duncan in post basso. Chi dei due coach riuscirà a imporre il proprio gioco avrà già fatto un passo in avanti verso l’anello.
  4. LE PANCHINE: entrambe complete, per gli Spurs chiaramente il punto di forza è Ginobili, sesto uomo. Per gli Heat si chiama Ray Allen. Oltre a questi, decisivi Diaw con la sua sapienza tattica e Bonner col suo tiro da tre punti, per gli Spurs, Andersen per la difesa, Cole, Miller e Battier per dare riposo agli esterni.
  5. IL COACH: Spoelstra ha fatto un gran lavoro, non era facile tenere insieme i caratterini che ha a disposizione, del resto se la serie si deciderà ai dettagli tattici, difficilmente un genio della panchina come Popovich sbaglierà le mosse decisive per arrivare al titolo.
  6. IL SISTEMA: se gli Heat prendono il volo e viaggiano a mille, neanche gli Spurs possono tener loro testa. Però, se la serie viene indirizzata sul giusto binario, e si arriva ai dettagli, ai finali decisivi, ai palloni che scottano, l’esperienza degli Spurs, forti di un sistema di gioco che produce trofei già da una decina d’anni, potrebbe avere decisamente la meglio. Grandi uomini, prima di grandi giocatori, sebbene attempati e magari logori, sempre campioni di primissimo livello, con un sistema di gioco paragonibile ad un ingranaggio perfetto. Viceversa, se la serie viaggerà su corsa ed atletismo, allora gli Heat non sono arginabili, troppo forti, decisamente troppa roba anche per questi Spurs.

Tutto ciò premesso, gli Spurs sono decisamente la squadra che più potrebbe dar filo da torcere a LeBron e compagni, migliori, come detto, sia come gruppo che come sistema di gioco, superiori come staff tecnico, una spanna sopra anche per quanto riguarda esperienza e classe, intesa non soltanto come talento atletico e fisico, dove gli Heat sono impareggiabili, bensì soprattutto come leadership, tecnica ed orgoglio. Certo, se ne facciamo una questione di talento individuale, specialmente atletico e fisico, il paragone neanche si pone,  due dei tre big 3 in maglia bianconera potrebbero anagraficamente già essere pensionati del parquet, vedi Duncan, 37 anni, e Manu Ginobili, 36.

Ad ogni modo, la situazione è ideale per avere una delle finali più belle di tutti i tempi. Gli Spurs sono arrivati in finale senza troppa fatica, eliminando i Grizzlies in sole 4 partite, concedendone 6 ai Warriors e soprattutto al fenomenale Steph Curry, distruggendo anche i Lakers in soltanto 4 partite, senza concedere nessuna attenuante. Poca fatica, quindi, rispetto agli Heat che sono arrivati a gara7 con i Pacers, un paio di giorni di riposo in più nella gambe, ossigeno puro per i big 3 versione vintage!

Il vero problema, infatti, per gli Spurs, era arrivare in finale, senza quindi pagare le innumerevoli battaglie della western conference. Ebbene, gli Spurs ce l’hanno fatta, preservando Manu Ginobili come solo coach Pop sa fare, nella speranza di averlo nelle Finals ad un altro livello, quello che più gli compete e che è stato il suo standard in tutta la sua carriera Nba. Come vi abbiamo sottolineato nell’elenco di variabili che potrebbero influenzare queste finali, Duncan e Parker già si sono iscritti a pieno titolo in questi playoff, l’argentino invece ha scherzato, facendo vedere qualche sprazzo di grande basket senza però mai eccedere, limitandosi a servire assist e fare un pò di tutto nei pochi minuti concessi, sempre intorno ai 20-25, mai di più.

Per Manu, infatti, soltanto 12 punti, 5 rimbalzi e quasi 6 assist di media, diciamo che i minuti devono salire quantomeno a 30 e i punti almeno a 16-17, altrimenti con gli Heat si farà fatica.  Con lui al top, sperare è il minimo. Certo per gli Spurs sarebbe stato preferibile ricevere i Pacers in finale, ma questo vale per tutti in realtà. Per i ragazzi di coach Pop oltre che una questione di talento sarebbe stata anche una questione di abbinamenti offensivi e difensivi, i Pacers con Hibbert sono facilmente aggredibili con un “4” tiratore, che apra le difese e metta in difficoltà il sistema difensivo avversario. Con gli Heat, a prescindere dal valore dei singoli avversari, questo non si potrebbe ipotizzare perchè con LeBron o Battier da ala forte, e Bosh da centro, difficilmente potresti far pagare il tiro da tre della tua power forward.

Foto: sulekha.com

 

Insomma, con gli Heat strafavoriti, in attesa che Bosh si iscriva a questi playoff, con Wade che in gara7 ha già risposto presente, gli Spurs hanno le carte in regola per regalarci una ipotetica finale che potrebbe fare storia. I super fenomeni, visti poco bene ovunque tranne che a Miami, nella loro città, che si sono uniti insieme per dominare, suscitando critiche ovunque, anche da parte di MJ e Magic, contro i campioni veri, ormai al canto del cigno, ovvero i big 3 neroargento.

Se i fattori astrali si allinieranno tutti nel modo giusto, ci attendiamo una serie da far venire i brividi, a prescindere da chi ne uscirà vittorioso. Non basta la citazione di Federico Buffa, ” se non ti piacciono le finali Nba non voglio neanche conoscerti“, perchè questa potrebbe essere una finale tra le finali, una di quelle nel cui calderone potrebbero essere inserite tante di quelle storie, racconti, aneddoti, emozioni, insomma, per ripetermi, una finale tra le finali. Sta agli Heat arrivarci, sta agli Spurs confermare quanto da noi affermato, sta a Manu regalare ai suoi compagni l’ultimo step, quello magari decisivo per consegnare gli Spurs alla leggenda. Spurs – Heat.. We love this game!

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Andrea Di Vita

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