Steph Curry, la “provocazione” di Carlisle e Parsons: “E’ lo Steve Jobs della pallacanestro”

Steph Curry, la “provocazione” di Carlisle e Parsons: “E’ lo Steve Jobs della pallacanestro”

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Il 2015 di Stephen Curry è difficile da paragonare, almeno nel passato recente nella NBA. Il suo anello, il suo titolo di MVP, i suoi incredibili numeri individuali e il cammino dei Warriors verso la leggenda, ormai – a parte qualche eccezione – non si contano i complimenti verso la stella di Golden Stale: ultimi nell’ordine quelli di Rick Carlisle e Chandler Parsons.

“Forse per lui è una situazione incredibile e complessa, ma dall’esterno penso che si sta parlando di un giocatore che è simile a ciò che Steve Jobs ha fatto nella nostra vita quotidiana”, ha detto il coach Mavs in una intervista ai colleghi dello Star Telegram. “Ha cambiato il nostro modo di vivere la pallacanestro, il nostro modo di giocare in futuro, un po’ come il fondatore di Apple ha cambiato con l’informatica la nostra visione del mondo. Sono sicuro che la sua carriera, oltre l’aspetto individuale, inciderà moltissimo nella storia della pallacanestro”.

Non è da meno l’ala dei Mavericks: “Steph sta cambiando il gioco. Ci sono stati grandi tiratori in questo campionato, ma penso che sia il migliore in assoluto, soprattutto dopo il palleggio. La sua gestione palla è veloce, l’esecuzione anche di più, può tirare fuori dal palleggio su entrambi i lati, non c’è distanza o situazione in cui non possa farlo”.

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