Stern: “Non permisi la trade CP3-Lakers perchè dovevo proteggere gli Hornets”

Stern: “Non permisi la trade CP3-Lakers perchè dovevo proteggere gli Hornets”

L’ex Commissioner NBA parla di New Orleans e non solo.

di La Redazione

L’ex Commissioner NBA David Stern ha tenuto una lunga conversazione con Chris Ballard di Sports Illustrated nella quale ha analizzato varie tematiche della sua trentennale “presidenza” della NBA. Ha confermato di aver deciso di lasciare, ma non ha mai ammesso di essersi ritirato, tanto che tuttora è nel mondo della pallacanestro investendo i soldi e il suo tempo tra scommesse (ha cambiato idea rispetto al passato), abbigliamento e sviluppo di app.

Parlando della NBA giocata, non è assolutamente sfavorevole alla presenza di un dominio incontrastato come quello di Golden State: “Hanno una grande squadra, dei giocatori interessanti, un allenatore dinamico, un proprietario che ha dimostrato come gli interessi la franchigia. Formare un prodotto da oltre un miliardo di valore è una cosa più che buona, ottima vorrei dire. Non credo nella storia dei superteams perché quando iniziai [nel 1984, ndr] c’erano due squadroni come Celtics e Lakers…guarda quanto pubblico c’era alle partite o quanti prodotti venivano venduti. Tutti i segnali in questa direzione sono buoni”.

Nell’intervista si parla della sua vita dentro e fuori dal campo negli anni del suo operato in NBA ma anche di quello che fa ora – “La mia vita è noiosa”, ammette sarcasticamente – ma ovviamente non poteva mancare la domanda sul veto alla possibile trade che avrebbe mandato Chris Paul ai Lakers.

“L’ho fatto perché volevo proteggere gli allora Hornets [i futuri Pelicans, ndr]…da quel giorno tutti mi fanno la stessa domanda ma vorrei dire che non ho assolutamente deciso di “rubare” CP3 ai Lakers, ma semplicemente ho detto no allo scambio. Nessuna squadra vende o scambia il suo futuro Hall of Famer senza la firma del proprietario, e io all’epoca rappresentavo la proprietà degli Hornets”.

In quella situazione, visto che la franchigia era in vendita e nessuno l’aveva ancora comprata, i proprietari delle altre 29 franchigie erano proprietari anche di New Orleans, ma l’ultima parola nelle decisioni importanti toccava sempre a Stern.

Poi attacca Dell Demps, all’epoca GM degli Hornets ed ora dei Pelicans: “In questi anni non ho mai spiegato molto bene cosa successe all’epoca. Era arrivata la proposta di uno scambio che Demps voleva che approvassimo ma io dissi di no. Lui affermò che Morey e Kupchak, GM di Rockets e Lakers, erano dalla sua parte ma io ribadii il mio pensiero. Abbiamo appena passato un lockout e vuoi che scambi il nostro miglior giocatore?”, ha tuonato ormai 7 anni fa David Stern. Nell’intervista ha poi rivelato altri retroscena di quelle giornate con Chris Paul in bilico tra NOLA, Lakers e Clippers: “Demps si era accordato per mandare CP3 ai Lakers in cambio di Kenyon Martin, Luis Scola e qualcos’altro e io feci presente che si poteva ottenere di meglio! Allora si fecero avanti i Clippers con Eric Gordon, Al Farouq Aminu e la loro prima scelta di quell’anno – con la decima pescarono Austin Rivers – più qualcun altro, mi pare Chris Kaman. Dell Demps è un pessimo GM e ovviamente nessuno di quelli è rimasto a New Orleans a lungo: sarebbe capace di perdere pure Anthony Davis“, ha concluso Stern.

A queste ultime parole, i Pelicans hanno replicato con una nota ufficiale in cui prendono le distanze da quelle affermazioni e danno piena fiducia sia a Demps, sia ad Adam Silver che guida con “progressive and innovative leadership” un’organizzazione perfetta come quella NBA di cui loro fanno orgogliosamente parte.

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