The History of Upsets: Where “David vs Goliath” Happens

The History of Upsets: Where “David vs Goliath” Happens

I due estremi della classifica si scontrano in quello che diventerà un match indimenticabile quanto sorprendente, con i fanalini di coda che prevalgono sui primi della classe. Ecco i più grandi upset della storia delle regular season NBA.

UPSET (noun, /ˈʌp.set/): in ​sports, an unexpected victory of a competitor that was not favored to win.

Nei suoi quasi settant’anni di vita, la NBA ne ha viste tante, tra vittorie scontate, partite al cardiopalma e vere e proprie sorprese. L’ultimo caso è forse il più curioso, in cui i fanalini di coda di una Conference si travestono da eroi e si concedono un piccolo momento di gloria, negando la vittoria ai primi della classe, ed è per questo che ripercorreremo tutta la storia degli Upsets NBA, rivivendo le più grandi partite che abbiano visto le ultime in classifica strappare la W ai grandi favoriti.

Nota: i record inseriti tra parentesi sono aggiornati alla fine della regular season.

1946-47: WASHINGTON CAPITOLS (49-11) – PITTSBURGH IRONMEN (15-45) 69-75

Prima stagione, primo upset in scena nella neonata NBA (allora chiamata BAA), offerto dai defunti Pittsburgh Ironmen, che hanno difeso la propria casa dall’assedio dei Capitols – allenati da un certo “Red” Auerbach, coach sicuramente capace di vincere – primi nella Eastern Division.

Washington: Feerick 10, Gantt, Mahnken 14, McKinney 7, Norlander 7, O’Grady 2, Passaglia, Scolari 17, Torgoff 12. Coach: “Red” Auerbach.

Pittsburgh: Abramovic 11, Bytzura, Gunther 24, Jorgensen 4, Kappen 10, Maravich, Melvin, Noszka 19, Zeller 7. Coach: Paul Birch.

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1948-49: PROVIDENCE STEAMROLLERS (12-48) – ROCHESTER ROYALS (45-15) 90-89/88-80

I Rochester Royals (poi Cincinnati, Kansas City e Sacramento Kings) diventano vittima dei modesti Providence Steamrollers, una delle franchigie più “dimenticabili” di sempre (in tre anni di vita ebbero un record totale di 46-122). Gli uomini di coach Les Harrison vengono doppiamente sconfitti, sia in casa che fuori.

1953-54: MINNEAPOLIS LAKERS (46-26) – BALTIMORE BULLETS (16-56) 78-88/64-75

Doppio colpo anche per i Bullets: i Minneapolis Lakers di George Mikan, che poi vinceranno il titolo NBA, vengono sconfitti al Baltimore Coliseum. La stella dei Lakers mise a referto 14 punti nella prima partita e 18 nella seconda.

1959-60: CINCINNATI ROYALS (19-56) – BOSTON CELTICS (59-16) 128-115

I Royals, oltre a cambiare sede da Rochester a Cincinnati, cambiano anche il ruolo da “Golia” a “Davide”, mentre la vittima torna ad essere coach “Red” Auerbach, nel suo primo anno da allenatore di Bill Russell. I Celtics vinceranno il primo di una lunga serie di titoli, ma un pizzico di gloria se lo guadagnano i ragazzi di Cincinnati, che in regular season si tolgono la soddisfazione di battere la neonata squadra-dinastia. Interessante il duello fra Jack Twyman, 40 pts, e Bill Sharman, che risponde con 34.

Cincinnati: Bockhorn 9, Embry 4, Jordon 31, Park 14, Piontek 19, Reed 1, Rollins, Staverman, Twyman 40, Wilfong 10. Coach: Tom Marshall.

Boston: Conley 10, Cousy 16, Heinsohn 19, K.J. Jones 5, S. Jones 7, Loscutoff, Ramsey 8, Richter, Russell 16, Sharman 34. Coach: “Red” Auerbach.

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1964-65: BOSTON CELTICS (62-18) – SAN FRANCISCO WARRIORS (17-63) 85-112

Ancora Boston nel mirino di una piccola squadra, con una differenza: gli Warriors hanno nel roster un centro con un fisico mai visto prima e destinato a diventare uno dei più grandi di tutti i tempi. Wilt Chamberlain e compagni si sbarazzano degli imbattibili Celtics dando loro 27 punti di scarto. Il duello Russell-Chamberlain? Dominio Wilt: 24 punti contro i 6 della bandiera dei Celtics.

Boston: Bonham 12, Counts 15, Havlicek 4, Heinsohn 3, K.J. Jones 5, S. Jones 13, Naulls 5, Russell 6, Sanders 4, Siegfried 11, Thompson 7. Coach: “Red” Auerbach.

San Francisco: Chamberlain 24, Koper 10, Kramer 2, Lee 8, McLemore 12, Meschery 25, Phillips 4, Rodgers 15, Thurmond 12. Coach: Alex Hannum.

1966-67: PHILADELPHIA 76ERS (68-13) – BALTIMORE BULLETS (20-61) 133-139

Anche Wilt Chamberlain ha il suo “Davide”: i Baltimore Bullets tornano in scena e sorprendono i 76ers che diventeranno campioni NBA 1966-67. “The Big Dipper” domina, ma i suoi 43 punti non bastano per evitare l’upset.

Philadelphia: Chamberlain 43, Cunningham 24, Greer 14, Guokas, Jackson 8, Jones 33, Melchionni, Walker 11. Coach: Alex Hannum.

Baltimore: Barnhill 10, Ellis 24, Green 20, Johnson 15, Loughery 35, Marin 6, Scott 29. Coach: Gene Shue.

1972-73: MILWAUKEE BUCKS (60-22) – PHILADELPHIA 76ERS (9-73) 104-106

9 vittorie e 73 sconfitte (.110%). I Philadelphia 76ers 1972-73 (chiamati anche “Nine-and-73ers” per via del record stagionale) sono la seconda peggiore squadra di ogni epoca, dietro solo agli Charlotte Bobcats che nel 2011-12 azzeccarono solo sette partite su 66 (.106%). I Bucks del duo formato da Kareem Abdul-Jabbar ed Oscar Robertson riuscì ad inciampare allo Spectrum, sommersi dai 36 punti di Leroy Ellis.

Milwaukee: Abdul-Jabbar 29, Allen 7, Cunningham 2, Dandridge 38, Davis, Driscoll 6, McGlockin 12, Perry 4, Robertson 6. Coach: Larry Costello.

Philadelphia: Boyd 26, Carter 14, Ellis 36, Halliburton, Leaks 8, May 4, Schlueter 2, Van Arsdale 16. Coach: Kevin Loughery.

1980-81: PHOENIX SUNS (57-25) – DALLAS MAVERICKS (15-67) 103-107

I Phoenix Suns del compianto Dennis Johnson sorprendono tutti portandosi al primo posto nella Western Conference, ma allo stesso tempo si fanno sorprendere dagli allora modesti Mavs, i quali, grazie ai 25 di un Jim Spanarkel in versione “eroe per un giorno”, mettono a segno l’upset.

Phoenix: Adams 7, Cook 3, Davis 18, High 11, Johnson 27, Kelley 13, Kramer 3, Macy 5, Robinson 11, Scott 5. Coach: John MacLeod.

Dallas: Byrnes 4, Davis 16, Jeelani 5, Kea 2, LaGarde 19, Lloyd 5, Mack 8, Pietkiewicz 6, Robinzine 17, Spanarkel 25. Coach: Dick Motta.

1981-82: SAN DIEGO CLIPPERS (17-65) – LOS ANGELES LAKERS (57-25) 138-129

Anche i Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar inciampano di fronte ad una franchigia attualmente di alto livello, ma che all’epoca era la “squadra-materasso” della Lega. Lo Showtime non funziona, Magic uscirà per falli e l’ex Lewis Alcindor non basta per evitare la sconfitta: San Diego conquista la W, grazie ad un Freeman Williams da 25 punti.

Nota a margine per gli appassionati di basket e cinema: undici anni dopo, Williams interpreterà Duck Johnson nel celebre film “White Men Can’t Jump”.

San Diego: Brogan, Brooks, Bryant 6, Chambers 23, Douglas, Nater 10, J. Smith, P. Smith 19, Taylor 21, Whitehead 17, Williams 25. Coach: Paul Silas.

Los Angeles: Abdul-Jabbar 30, Cooper 17, Johnson 17, Jordan, Kupchak 13, Landsberger 4, McGee 8, McKenna, Nixon 18, Wilkes 22. Coach: Pat Riley.

Michael Cage, “eroe” dell’upset servito dai Clippers ai cugini giallo-viola. (Credits: www.gamesandcards.com)

1987-88: LOS ANGELES LAKERS (62-20) – LOS ANGELES CLIPPERS (17-65) 109-111

I Clippers cambiano città, ma l’esito rimane lo stesso: sei anni dopo, gli uomini di coach Shue, che arrivano al derby di L.A. dopo 11 sconfitte consecutive, servono nuovamente l’upset grazie alla coppia Benjamin-Cage sotto canestro, che complessivamente registrano 41 punti e 33 (!) rimbalzi. I Lakers, che poi vinceranno il titolo NBA, portano il match all’overtime, ma la tripla doppia di Magic Johnson non basta ed i giallo-viola perdono interrompendo una serie di 15 vittorie.

L.A. Lakers: Abdul-Jabbar 17, Cooper 8, Green 9, Johnson 27 (11 rimbalzi e 13 assist), Rambis, Scott 16, Thompson 15, Wagner, Worthy 17. Coach: Pat Riley.

L.A. Clippers: Benjamin 18 (16 rimbalzi), Cage 23 (17 rimbalzi), Coleman 12, Cureton 4, Dailey 16, Drew 14, Nessley, Valentine, Wolf 4, Woodson 19. Coach: Gene Shue.

1991-92: ORLANDO MAGIC (21-61) – CHICAGO BULLS (67-15) 111-108

Clamoroso allo Stadium! Gli Orlando Magic recuperano la bellezza di 20 punti nell’ultimo quarto e lasciano scioccato il pubblico di Chicago. “La peggiore sconfitta della nostra stagione” ha dichiarato Michael Jordan nel post-partita. Piccola curiosità su quello che è stato il primo match vinto dai Magic in casa dei Bulls: gli uomini di coach Phil Jackson erano reduci da un record di 56-12 prima del match contro Orlando, perciò la franchigia della Florida, con questo upset, riuscì ad interrompere matematicamente una possibile corsa dei Bulls verso la vittoria n° 70 in stagione (traguardo raggiunto dagli stessi Bulls nel 1995-96).

Orlando: Acres 3, Bowie 13, Catledge 20, Corchiani 3, Williams 19 (10 rimbalzi), Higgins 4, Kite, Roberts 18, Skiles 11, Smith, Turner 8, Vincent 12. Coach: Matt Guokas.

Chicago: Armstrong 6, Cartwright 4, Grant 19, Hodges 10, Jordan 25 (15 rimbalzi), King 2, Levingston, Paxson 4, Perdue 8 (10 rimbalzi), Pippen 27, Williams 3. Coach: Phil Jackson.

2000-01: SAN ANTONIO SPURS (58-24) – CHICAGO BULLS (15-67) 104-105

Cambio di ruolo per i Chicago Bulls: nuovo ciclo, nuova era, ultimo posto nella Eastern Conference, ma una grande vittoria al cardiopalma contro gli Spurs primi nella Western Conference. Per sconfiggere San Antonio, Elton Brand e compagni hanno giocato la loro migliore partita della stagione, tirando con il 54% dal campo (season-high). Dall’altra parte, prestazione soft per i texani, come dichiarato da coach Popovich, nonostante i 53 punti complessivi messi a segno dalla coppia Tim Duncan-David Robinson.

San Antonio: Anderson 15, Daniels 7, Dial 6, Duncan 25, Elliott 5, Ferry 4, Kerr 2, Porter 6, Robinson 28, Rose 6. Coach: Gregg Popovich.

Chicago: Benjamin, Brand 22, Drew 12 (11 assist), El-Amin 2, Fizer 6, Hoiberg 9, Mercer 33, Miller 11, Ruffin 2, Artest 8. Coach: Tim Floyd.

2001-02: NEW JERSEY NETS (52-30) – GOLDEN STATE WARRIORS (21-61) 85-101

Partita che forse rispecchia la situazione della NBA nei primi anni del XXI secolo: i New Jersey Nets, che conclusero la regular season al primo posto nell’Est con 30 sconfitte, inciampano contro i Golden State Warriors, ultimi in classifica nell’Ovest ma con signori giocatori nel roster, come Antawn Jamison, Erick Dampier e Jason Richardson, quest’ultimo al suo anno da matricola.

New Jersey: Armstrong 2, Collins 4, Dial 2, Harris 3, Kidd 16, Kittles 6, MacCulloch 12, Martin 19, Slater 2, Van Horn 13, Williams 6. Coach: Byron Scott.

Golden State: Blaylock 13, Dampier 11 (14 rimbalzi), Fortson 16, Foyle 2, Henderson 2, Hughes 11, Jamison 22, Mills 4, Murphy 2, Richardson 12, Sura 6. Coach: Dave Cowens.

2003-04: ORLANDO MAGIC (21-61) – INDIANA PACERS (61-21) 94-90

Mentre gli Warriors del 2001/02 avevano signori giocatori pur classificandosi all’ultimo posto nella loro Conference, gli Orlando Magic dell’annata 2003/04 vantano nel roster una vera e propria stella. Tracy McGrady piazza una doppia doppia da 21 punti e 11 assist che permette ai suoi Magic di sconfiggere gli Indiana Pacers di Reggie Miller  partita da dimenticare per lui, con 1/10 dal campo e 1/9 da tre  Ron Artest e Jermaine O’Neal. Nonostante T-Mac, i Magic non andranno oltre l’ultimo posto ad Est, che gli permetterà comunque di chiamare Dwight Howard con la prima scelta assoluta nel Draft successivo. Dwight andrà a rimpiazzare un altro Howard, Juwan, che nel match contro Indiana metterà a referto 19 punti.

Orlando: Bogans 15 (12 rimbalzi), DeClercq 4, Giricek 1, Gooden 18 (10 rimbalzi), Howard 19, McGrady 21 (11 assist), Pachulia, Strickland 13, Williams 3. Coach: Johnny Davis.

Indiana: Anderson 4, Croshere 13, Foster 5, Harrington 12 (12 rimbalzi), Johnson 7, Jones 4, Miller 3, O’Neal 24 (17 rimbalzi), Artest 18. Coach: Rick Carlisle.

Steve Francis, Eddy Curry e Stephon Marbury frustrati in panchina: l’immagine della deludente stagione 2005/06 dei New York Knicks. (Credits: www.clipsuper.com)

2005-06: DETROIT PISTONS (64-18) – NEW YORK KNICKS (23-59) 103-105

La stagione 2005-06 è stata una delle più deludenti di sempre per i Knicks, che si classificarono all’ultimo posto della Eastern Conference nonostante avessero all’interno del roster giocatori del calibro di Stephon Marbury, Steve Francis e Jamal Crawford, guidati in panchina da un coach di tutto rispetto come Larry Brown, che venne licenziato a fine stagione. Tuttavia, i Knicks offrirono ai tifosi newyorkesi qualche piccolo momento di gioia, come la vittoria sui Detroit Pistons, reduci dalla finale persa contro San Antonio.

Detroit: Billups 24, Davis, Delk 6, Evans 8, Hamilton 10, Hunter, McDyess 18, Prince 15, B. Wallace 10, R. Wallace 12. Coach: Flip Saunders.

New York: Butler 2, Crawford 18, Curry 16 (11 rimbalzi), Francis 15, Frye 6, James, Lee, Marbury 12, Robinson 8, J. Rose 12, M. Rose 12 (11 rimbalzi), Woods 4. Coach: Larry Brown.

2008-09: LOS ANGELES LAKERS (65-17) – SACRAMENTO KINGS (17-65) 101-113

Ebbene sì, anche i Lakers campioni NBA del 2008-09 sono stati vittime di un upset, servito dai rivali Sacramento Kings. Per Sacramento una buona prova di squadra, con ben sei giocatori in doppia cifra, mentre nei Lakers brillarono solo Pau Gasol e Kobe Bryant, oltre ad un buon contributo di Lamar Odom entrando dalla panchina. Curiosità: nel roster dei Kings figurava Bobby Brown, ex guardia della Mens Sana, ora in forza al Besiktas.

Los Angeles: Ariza 4, Bryant 28, Bynum 8, Farmar 8, Fisher 9, Gasol 25 (12 rimbalzi), Mihm, Odom 11, Powell, Radmanovic 8, Vujacic. Coach: Phil Jackson.

Sacramento: Brown 5, Garcia 21, Greene 7, Hawes 11, Jackson 15, Miller 13, Moore 4, Salmons 21, Thompson 4, Udrih 12. Coach: Kenny Natt.

2008-09: CLEVELAND CAVALIERS (66-16) – WASHINGTON WIZARDS (19-63) 77-80/101-109

Stessa stagione, ma ci spostiamo nella costa orientale degli Stati Uniti, dove i Wizards di Antawn Jamison e Caron Butler servono un doppio upset ai Cavs dominatori della Eastern Conference. Il destino della gara del 4 gennaio 2009 (persa 77-80 da Cleveland) fu segnato da una clamorosa infrazione di passi commessa da LeBron James proprio sul possesso dell’eventuale pareggio, mentre il bis viene concesso nel rush finale di regular season grazie ad una prova da 51% dal campo per gli uomini di coach Ed Tapscott. Per Washington, Antawn Jamison ha segnato 26 punti (13 rimbalzi) nel primo match e 19 nel secondo, mentre dall’altra parte LeBron James tocca quota 30 in entrambe le gare. Da segnalare i 19 e 25 punti di Caron Butler.

2014-15: NEW YORK KNICKS (17-65) ATLANTA HAWKS (60-22) 112-108

Non è mai troppo tardi per servire un upset, infatti la vittoria dei New York Knicks sui sorprendenti Atlanta Hawks arriva proprio all’ultima gara di regular season. I Knickerbockers, trascinati da un Langston Galloway da 26 punti con 6/6 dall’arco, riescono ad espugnare la Philips Arena, portandosi anche sulla doppia cifra di vantaggio. Gli uomini di coach Budenholzer, infatti, nel primo tempo sembrano voler conservare le proprie energie in vista dei Playoffs, mentre nell’ultimo quarto arriva l’inutile tentativo di rimonta con le triple di Kyle Korver.

New York: Acy 12, Aldrich 2, Amundson 8, Bargnani n.e., Early 5, Galloway 26, Hardaway Jr. 23, Larkin 9, Ledo, Smith 20, Thomas 7, Wear n.e. Coach: Derek Fisher.

Atlanta: Antic n.e., Bazemore 10, Brand 4, Carroll 16, Daye n.e., Horford 18, Jenkins 3, Korver 19, Mack 12, Muscala 2, Schröder n.e., Scott 5, Teague 19. Coach: Mike Budenholzer.

2015-16: GOLDEN STATE WARRIORS (72-9 al 12/04) – LOS ANGELES LAKERS (16-65 al 12/04) 95-112

Nonostante sia accaduto recentemente, il match del 6 marzo scorso fra i Golden State Warriors ed i Los Angeles Lakers è considerato come una delle partite più sorprendenti di sempre. Dopo un primo quarto discreto, gli uomini di Kerr litigano con il canestro, ma oltre a questo manca anche la voglia di difendere e di giocare con alta intensità. Giornata NO per gli Splash Brothers: dall’arco dei tre punti, 1/10 per Steph Curry e 0/8 per Klay Thompson. Dall’altra parte, ben sette giocatori in doppia cifra per i Lakers: Julius Randle piazza l’ennesima doppia doppia, il trio Bryant-Russell-Clarkson finalizza mentre Bass e Young danno il loro contributo dalla panchina, il tutto sotto la regia impeccabile di Marcelinho Huertas.

Golden State: Barbosa 8, Barnes 5, Bogut 4, Clark 8, Curry 18, Green 9 (10 rimbalzi), Iguodala n.e., Livingston 8, McAdoo 7, Rush 5, Speights 2, Thompson 15, Varejao 6. Coach: Steve Kerr.

Los Angeles: Bass 13, Black n.e., Bryant 12, Clarkson 25, Hibbert 2, Huertas 10, Kelly n.e., Nance Jr. 4, Randle 12 (14 rimbalzi), Russell 21, Sacre n.e., World Peace, Young 13. Coach: Byron Scott.

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