Tiri liberi: arma di distrazione di massa

Tiri liberi: arma di distrazione di massa

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Se mai aveste avuto l’onere o l’onore di trovarvi a tirare dalla “linea della carità”, saprete anche che (a meno che non vi svegliaste la mattina con degli occhi color del cielo, una faccia d’angelo di chi non ha mai preso una multa neanche per divieto di sosta e un talento naturale per i tiri) non è una cosa cosi semplice come potrebbe sembrare da fuori. Sì, perché al di là del talento e dei fondamentali, l’altra cosa indispensabile per i tiri liberi è la concentrazione. Non è come nel calcio, dove nel rigore tra tiratore e porta c’è anche il fattore ‘portiere’ da considerare. Nei tiri liberi è un têteà-tête con il cesto. Quindi com’è che, a parità di meccanica, a volte entra e a volte no? (Steph, se mi leggi, sentiti pure escluso) Ore e ore passate in palestra, a ripetere i tiri, fino a farli diventare un mantra, non sempre basta. Lo sanno gli allenatori, lo sanno i giocatori e soprattutto lo sanno i tifosi. Ed è così che sta prendendo sempre più piede nelle partite soprattutto quelle oltreoceano, l’ignorantissima arte del ‘Free Throw Distraction. Letteralmente ‘Distrazione dei tiri liberi’. Tutti gli appassionati di basket sanno che i posti dietro canestro sono indecenti per la visuale, ma sanno anche che sono gli unici che potrebbero dare l’opportunità di ‘influenzare’ il gioco. Ecco perché spesso si presentano alle partite muniti di qualsiasi gadget o attrezzo in grado di far rumore o di essere agitato, per tentare in tutti i modi di distogliere l’attenzione del tiratore e catalizzarla su di loro, anche solo per una letale frazione di secondo. Questo almeno per i fan meno organizzati e informati. Sì, perché non ci vuole un genio a capire che non è una tecnica poi cosi efficace. Ci vuole uno scienziato. Daniel Engber per l’esattezza, tifoso di NBA e con un master in neuroscienze, non solo ci scrisse su un articolo, ma ci allegò anche una proposta per Mark Cuban. (Pausa. So che questo articolo sembra stia prendendo una piega troppo impegnativa ma non è cosi. Datemi fiducia per altre 4/5 righe) Secondo lo studio di Engeber, i fan tendevano a muovere le loro ‘armi di distrazione’ randomly, che noi potremmo tranquillamente tradurre con alla ca…a caso, ecco. David Whitney psicologo dell’Università della California provò infatti in un suo articolo pubblicato su ‘’Nature Neuroscience’’ (che avremo tutti certamente letto), che il nostro sistema visivo ha la tendenza appunto a crearci quello che lui definì ‘Campo di continuità’,  ossia  ‘tende a ignorare le piccole variazioni che avvengono nel giro di alcuni secondi in un oggetto osservato, in modo da garantirci la percezione della stabilità del mondo intorno a noi. Se così non fosse, le fluttuazioni delle ombre e i movimenti di ciò che guardiamo indurrebbero un effetto percettivo simile a quello prodotto dalle droghe allucinogene’. Detto in parole povere per noi comuni mortali, quel mare di oggetti agitati non sono nient’altro che ‘rumore bianco’ visivo e non essendo il cervello umano in grado di percepire ciò come un ‘unico movimento’, per i giocatori non risulta cosi difficile ignorarlo. La chiave per la buona riuscita della distrazione, era riuscire quindi a creare un movimento uniforme di fondo, che desse al giocatore la sensazione di essere egli stesso parte di quel movimento, ‘sbilanciando’ così il tiro. Engber propose dunque a Cuban di fare un tentativo per testare la teoria. Per tre partite, (seguendo l’esempio della Duke University e dell’Università del Texas dove le cheerleaders organizzano il tifo), provare a mandare qualcuno sugli spalti a istruire i propri fan in modo da riuscire a farli muovere all’unisono. E i risultati non furono affatto male. Prima partita contro Boston, tirarono con una percentuale del 60% (circa il 20% in meno della loro media stagionale). Stessa cosa per la partita successiva con i Bucks.  La terza partita però, contro i Lakers e il loro standard 78% convinse Cuban che le prime due altro non fossero che un colpo di fortuna. Accantonando così l’iniziativa. Ma non tutto fu perso. C’è infatti chi ha preso questa scienza seriamente, trasformandola in una vera e propria arte. Primo tra tutti ‘Wild Bill’, tifoso numero uno di Utah State. Anche i meno appassionati avranno sicuramente avuto l’onore di vederlo in azione. Se cosi non fosse provvedo io ora:
Wild Bill
Wild Bill
  …E queste sono solo alcune ovviamente. Giusto per farvi capire la difficoltà dei tiratori, trovandosi di fronte a cotanta bellezza. Poi c’è anche chi non può, come lui, puntare sul fascino ipnotizzabile e allora punta sull’ironia. pa   O sui giochi di mente… me Ma c’è anche chi si meriterebbe un Master in Tifo Ignorante. Stiamo parlando degli studenti/tifosi dell’Università dell’Arizona. Si sono organizzati e sono riusciti a creare un vero e proprio siparietto. Ribattezzato ‘The Curtain of Distraction’ appunto. Frutto della mente malata di alcuni membri della Crew 942 (una sorta di fan club della squadra) questa iniziativa puntava oltre alla distrazione dei tiratori anche a incentivare gli studenti a partecipare alle partite di basket e ovviamente a divertirli. Inizialmente molto titubanti su come sarebbe stata accolta la loro trovata. Ma il successo non tardò ad arrivare. Ecco quindi che un po’ alla volta la cosa prese forma. Alcuni compagni iniziarono a metterci qualche soldo per finanziare il progetto, altri a prestare i costumi di scena, altri ancora a offrire la loro presenza come volontari. E quello che ne è uscito è qualcosa di esilarante. Nel momento in cui il tiratore si posiziona sulla lunetta e si appresta al tiro, dietro canestro due studenti tirano le tende del sipario e và in scena un atto di circa 5/6 secondi di purissima ignoranza ogni volta diverso. Un unicorno con sfondo di arcobaleno.. Un clown che salta la corda… Una vecchietta che vi urla contro brandendo un bastone… Un assolo di air guitar… No non sto vaneggiando, sono solo alcune delle cose che si sono inventati. Qua potete vederne altre: Vi starete chiedendo, ma ha funzionato? Beh, si. Ai fini dello spettacolo ovviamente si. Per quanto riguarda la distrazione dei giocatori invece, anche. Sì, perché le statistiche hanno dimostrato che dal prima al dopo l’introduzione del ‘sipario’ la percentuale di tiri liberi persi degli ospiti è passata dal 28% al 40%. Ovviamente non si può avere la certezza assoluta che questo aumento sia dovuto a ciò,  ma come direbbe qualcuno non è comunque un’ipotesi da scartare..anche se trattandosi di un’ipotesi è solo un eventualità, come dire ipotetica appunto e quindi in fondo comunque possibile anche se poco probabile. (…) Ma bando alle citazioni. Che questa arte sia efficace o no a noi poco importa, perché se è qualcosa che, fatto con passione e senza violenza, può aiutare la gente ad avvicinarsi o appassionarsi ancora di più a questo superfantasmagorico sport che noi tanto amiamo… bhe, ben venga l’ignoranza allora.

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