Top 10: gli acquisti più azzeccati della off season NBA

Top 10: gli acquisti più azzeccati della off season NBA

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Eccola qui! La Top 10 degli acquisti più azzeccati della off-season NBA. Per stilare questa classifica ci siamo basati su vari parametri, come ad esempio l’utilità che un giocatore potrà avere nella sua nuova franchigia. E’ stata una decisione difficile dover escludere certi giocatori, ma a priori abbiamo scelto di non trattare i Rookie, infatti ci sembrava troppo azzardato provare a decifrare l’impatto che potranno avere quest’ultimi sulle loro nuove squadre. Iniziamo così la nostra speciale Top10: 10. NICOLAS BATUM L’ala francese, dopo 6 stagioni passate nel Beaver State (Stato dei castori), è finito alla corte di Michael Jordan, aggiungendosi ad un nucleo piuttosto interessante di giovani promettenti e veterani dalla grande esperienza. I Blazers forse si sono liberati troppo velocemente di lui e così gli Hornets ne hanno approfittato portandosi a casa una delle ali più talentuose ed emblematiche dell’intero panorama cestistico mondiale, sacrificando un Gerald Henderson ormai voglioso di lasciare Charlotte e il punto di domanda Noah Vonleh. 9. JOSH SMITH Strano a dirsi, ma J-Smoove potrebbe essere un colpo davvero interessante per i nuovi Clippers di Doc Rivers. Il lungo della Georgia è uno di quei giocatori da prendere o lasciare, con i suoi pregi e i suoi difetti. Tuttavia, con un coach come Rivers, l’ala ex Houston Rockets potrebbe davvero mettere in mostra tutto il suo talento, quel talento che molti addetti ai lavori hanno aspettato invano che esplodesse. Il fatto che per avere a disposizione Smith, i Clippers verseranno sul suo conto “soltanto” 1.5 milioni di dollari, potrebbe essere davvero una scommessa che si potrà solo vincere. josh_smith_benched 8.NEMANJA BJELICA L’MVP dell’ultima Eurolega ha finalmente deciso di sbarcare Oltreoceano e ha raggiunto la colonia europea dei Minnesota Timberwolves. Seppure sarà un rookie (e avevamo precisato che li avremmo esclusi da questa lista), i diritti sulle sue prestazioni erano in ballo dal lontano Draft 2010. L’ala serba calcherà per la prima volta un parquet NBA nel momento di massima maturazione cestistica personale e lo farà in un contesto che potrebbe essere davvero perfetto per lui. La concorrenza nel ruolo di power forward è pressoché nulla, con Garnett che dovrà avere ancor più a che fare con gli acciacchi fisici e con Bennett che difficilmente dimostrerà di non essere una delle peggiori prime scelte di tutti i tempi, quindi gli ingredienti per fare bene ci sono tutti. 7. RAJON RONDO Vale pù o meno lo stesso discorso fatto per Smith: un giocatore da prendere o lasciare. Finito a Sacramento, con un coach che pare essere stato quasi delegittimato dalla dirigenza ed un centro che fa le bizze, Rondo potrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso in uno spogliatoio piuttosto bollente. Però ci sono anche i lati positivi del piccolo play ex Celtics, infatti a Sacramento non hanno più visto un play del genere dai tempi di White Chocolate Jason Williams e questo, unito al fatto che l’atletismo ai Kings non manca, potrebbe costituire un mix davvero esplosivo che potrebbe portare la franchigia californiana ai Playoff nella prossima estate. rondo 6. WESLEY MATTHEWS Perso Monta Ellis, i Dallas Mavericks hanno ripiegato su una delle guardie più sottovalutate di tutta l’NBA. Matthews arriva in Texas dopo un’ottima stagione in cui ha dimostrato non solo di essere un ottimo giocatore, ma anche di essere più volte l’ago della bilancia dei Portland Trail Blazers. Difficilmente steccherà in maglia bianco-blu, andando ad aggiungersi ad un gruppo già collaudato e pronto  fare il salto di qualità la prossima stagione. Il gioco di Carlisle d’altronde, darà sicuramente una mano a Matthews per sfoggiare tutte le sue qualità di grande tiratore (e non solo).   5. PAUL PIERCE Eccoci nella Top 5 ed ecco un campione con la C maiuscola che ha deciso di tentare l’ultima scalata all’anello firmando per i Los Angeles Clippers dell’amico ed ex coach Doc Rivers. Pierce porterà sicuramente la dose di esperienza e classe che i californiani necessitavano da molto tempo. Oltretutto, lo slot numero 3 era senza un degno padrone da un’eternità e l’uscita di Matt Barnes ha facilitato l’arrivo di The Truth. Riuscirà a dimostrarsi all’altezza del ruolo o continuerà una normale parabola discendente verso la fine della sua carriera? Noi due lire le scommetteremmo sulla prima ipotesi.
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  4. LAMARCUS ALDRIGE No, non lo abbiamo messo al primo posto e nemmeno nella Top 3, strano vero? Ovviamente stiamo parlando del prodotto più ambito di tutta la free agency. Il lungo texano è finito proprio nel suo stato d’origine e vestirà la maglia nero-argento degli Spurs. Un vero e proprio capolavoro di RC Buford e coach Popovich che hanno così allungato la carriera di Duncan e si sono assicurati il futuro della franchigia dopo il ritiro di quest’ultimo. Molto probabilmente la scelta di accaparrarsi Aldrige pagherà, ma occorre vedere se l’ex Blazers capirà appieno il suo ruolo nella franchigia, che non sarà uguale a quello che ricopriva in Oregon, siccome non sarà più la prima opzione offensiva e dovrà inserirsi in un sistema praticamente perfetto. Starà a lui capire tutto ciò ed adeguarvisi al meglio.
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3. GREG MONROE Colpaccio dei Milwaukee Bucks, che si candidano ad essere il team del futuro della Lega. Con un Antetokounmpo ormai esploso (ma non ancora maturo al 100%), un Jabari Parker completamente rimessosi dall’infortunio al legamento che lo ha tenuto lontano dal campo per metà della scorsa annata e un Greg Monroe libero dalla coesistenza forzata con Andre Drummond, i Bucks potranno facilmente arrivare ai Playoff nella penuria della Eastern Conference. 2. JIMMY BUTLER La scelta di scucire così tanti dollari per assicurarsi la permanenza di Butler potrebbe rivelarsi una scelta sbagliata nel lungo periodo per i Bulls, ma nel breve pare sicuramente una mossa più che corretta. Dopo aver cambiato staff tecnico e affini, Chicago si appresta a vivere una stagione sostanzialmente senza aver aggiunto nessuna pedina al proprio scacchiere e forse questo fatto potrebbe rivelarsi un problema per la franchigia dell’Illinois, ma il loro mantra per quest’estate era solo uno: RIFIRMARE JIMMY BUTLER. Missione compiuta! butler 1 .LEBRON JAMES E’ vero, non c’erano dubbi riguardo al fatto che il Prescelto sarebbe rimasto a Cleveland, ma nulla è certo finché non è nero su bianco. Difficilmente il Re avrebbe potuto vestire un’altra casacca la prossima stagione: cosa avrebbe significato per la sua credibilità e la sua immagine? L’affare Thompson non ha incrinato i rapporti tra la dirigenza dei Cavs e il loro miglior giocatore, al punto che LeBron apre essersi rassegnato sul fatto che Thompson non vestirà più la casacca di Cleveland se continuerà a chiedere il massimo salariale. Nuova stagione e nuovo assalto al Larry O’Brien Trophy per James e i suoi Cavaliers, che quindi hanno saputo rafforzarsi sul mercato e confermare la presenza nelle loro fila del giocatore più dominante dell’NBA.
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