Top 5: le possibili rivelazioni del draft 2013

Top 5: le possibili rivelazioni del draft 2013

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Si sa, il draft NBA non è mai stata per così dire, una “scienza esatta”. Il motivo principale, è più che altro il divario del livello di gioco e fisico che esiste tra il mondo collegiale NCAA e quello professionistico NBA. Storicamente, i giocatori a risentirne di più, sono i cosi detti “lunghi”, soprattutto negli ultimi anni, dove parecchie prime scelte, hanno fatto fatica nel ruolo di Centro in alcune franchigie. I nomi più significativi sono quelli di Hasheem Thabeet, inizialmente paragonato a Mutombo, Kwame Brown, scelta dei Wizards nel 2001, attualmente con una media di 6.6 punti in carriera, o Greg Oden, il gigante perseguitato dagli infortuni. In compenso, però, il draft, regala anche belle sorprese, e di solito a goderne sono le squadre con una buona dirigenza dietro, esempio lampante è quello degli Spurs, che nel lontano 1999, scelsero alla numero 57, dalla Viola Reggio Calabria, Manu Ginobili. Proviamo ora, in base anche alle prestazioni della preseason, a buttare un occhio in avanti, cercando di capire chi potrebbe inaspettatamente esplodere e diventare un piacevole “steal” of the draft, regalando così, grandi soddisfazioni quasi inaspettate. 1. PEYTON SIVA
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Il prodotto di Louisville, pupillo di Rick Pitino e protagonista della vittoria del torneo NCAA dei suoi Cardinals, è sbarcato in NBA quasi per caso. Non era sicura, infatti, la sua candidatura per il draft 2013, scelta molto ponderata, presa negli ultimi giorni disponibili. Siva, scelta numero 56, ha messo in mostra negli anni scorsi, ma anche nella preseason in maglia Pistons, le sue doti da play autentico, capace di mettere punti a referto, ma soprattutto palle rubate e assist, ha chiuso infatti la sua preseason con 5 assist di media. Sicuramente ancora non ha il fisico per fronteggiare guardie più esperte, ma ha la forza mentale di un veterano, pregio che l’ha portato da situazioni familiari tragiche fino ad un titolo NCAA ed ora, a giocarsi un posto in NBA. 2. SABBAZZ MUHAMMAD
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La solita storia di un talento cristallino dal comportamento stravagante. Agli inizi della scorsa stagione collegiale si parlava di un astro nascente, parole subito offuscate da piccoli infortuni ma soprattutto da situazioni singolari, come la rivelazione da parte del padre sulla sua vera età, che gli è quasi costata l’eleggibilità al draft. Proprio per questo è scivolato dalle prime posizioni, fino alla numero 14, un affare per la franchigia dei T’Wolves, che però hanno già pagato della stravaganza della guardia ex UCLA. Muhammad, infatti, è stato recentemente espulso dal programma di inserimento per le matricole, perchè beccato in compagnia di una ragazza nella sua stanza d’albergo, e quindi multato dalla dirigenza della squadra, che osserva rigorosamente il regolamento NBA. Si spera che Shabbazz lasci da parte le bravate e cominci col piede giusto la stagione che è alle porte, così da dare il suo prezioso contributo alla causa di una franchigia che punta alla grande risalita. 3. NEMANJA NEDOVIC
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Una sorpresa in positivo potrebbe essere Nemanja Nedovic, play dotato di ottime qualità tecniche, un buon atletismo e di un primo passo esplosivo. Il serbo, proveniente dal campionato lituano, scelta numero 30, potrebbe trovare spazio nella rotazione dei Warriors, nei minuti in cui solitamente Curry gioca da guardia, sfruttando i blocchi per il suo micidiale tiro dalla lunga distanza. Nedovic, reduce da un’annata in cui ha collezionato 11 punti con quasi 4 assist di media a partita, dovrà contendersi il posto con Toney Douglas, chiamato nel difficile ruolo che Jarret Jack ha brillantemente interpretato nella scorsa stagione. 4. DENNIS SCHRODER
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Altro europeo a dir poco intrigante e sicuramente pronto per i parquet NBA, nonostante il suo fisico ancora un pò gracile, è Dennis Schroder. L’ex Braunschweig, sembra quasi la copia di Rajon Rondo, altra clamorosa testimonianza di “steal” dal roster del 2006. Il tedesco, infatti, come il numero 9 in maglia verde, possiede grandi abilità di “ball handling”, è un eccellente passatore e soprattutto un ottimo difensore sulla palla, ma anche lui, pecca un pò nel tiro da fuori. Tanta la concorrenza che andrà a trovare in quel di Atlanta, con Teague fresco di rinnovo e Lou Williams, che può sempre dare quel brio in più all’attacco degli Hawks. Sembra comunque, che la società punti molto sulla sua scelta (la numero 17 al draft), come si è potuto notare nelle gare di preseason, dove Schroder si è presentato bene, mettendo in mostra le sue grandi potenzialità da play puro. 5. GIANNIS ANTETOKOUNMPO
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Dopo un tedesco dalla carnagione scura, un greco, anch’esso di colore, che potrà sfruttare la situazione di ricostruzione di una franchigia, i Bucks, che punta molto sui giovani nel lungo periodo. Classe ’94, addirittura, la promessa proveniente dalla serie cadetta greca. Guardano molto in avanti a Milwaukee, che hanno scelto alla numero 15 un giocatore forse ancora un pò acerbo, ma con enormi margini di crescita. Il primo aspetto da migliorare sembra la difesa, ma in compenso si vedono basi solide con la palla in mano, avendo un gran controllo del corpo e riuscendo a crearsi un buon tiro dal palleggio. Altro gran pregio, inoltre, è il fattore rimbalzi, nella sua prima e ultima stagione in Grecia, Giannis, ha collezionato ben 5 rimbalzi con 10 punti di media a partita. Insomma, nella disperata Milwaukee, si vede almeno un barlume di speranza proveniente dal draft. Tanti altri, comunque, i giocatori interessanti, scelti in posizioni piuttosto alte. Si parla molto del play Michael Carter-Williams all’ 11esima scelta, accostato addirittura a Magic Johnson, per la sua prestanza fisica e duttilità. Occhio anche a Kelly Olynyk, scelto da Boston alla 13, che a Gonzaga ha fatto vedere un’ottima tecnica, e che con Rondo potrebbe formare un duo molto intrigante. Come al sotito, però, sarà il tempo a trarre le conclusioni ed a regalare eventuali soddisfazioni alle varie franchigie che hanno fatto la loro scelta.  

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