Toronto Raptors, finalmente è finale di Conference

Dopo 21 anni di lunga attesa e dopo essere stati etichettati come “i Clippers dell’Est”, i Toronto Raptors conquistano la loro prima e storica finale di Conference.

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#WeTheNorth, finalmente possono urlarlo sia i tifosi dentro l’Air Canada Center, che i numerosi spettatori che osservano all’esterno le gesta dei loro beniamini. Dopo 21 anni passati tra molti dolori e pochissime gioie, i Toronto Raptors approdano alle loro prime e storiche finali di conference.
Nel mese di febbraio, volgendo lo sguardo al cielo stellato, abbiamo assistito all’allineamento di cinque pianeti, una cosa incredibile che ha lasciato tutti col fiato sospeso. Quest’anno è accaduta la stessa cosa anche per i Toronto Raptors, infatti possiamo riepilogare la stagione loro e dello stesso Canada in 5 punti fondamentali:

1- A febbraio si sono tenuti i primi All-Star Game al di fuori degli USA, un evento storico che combacia a pennello con l’ultimo All-Star Game di Kobe Bryant, che dopo 18 edizioni ha salutato anche il Canada.
I tifosi canadesi hanno ringraziato così:

 

2- Parliamo sempre di All-Star Game; dopo tantissimi anni, precisamente 15, i Raptors vantano due giocatori nel roster della Eastern Conference: Lowry e DeRozan. I primi ad essere riusciti in questa impresa furono Carter e Antonio Davis nel 2000-2001.

3- Back to back to back. Per tre anni consecutivi i Raptors riescono a migliorare la loro percentuale di vittorie passando dal 58.5% del 2013-2014 al 59.8% del 2014-2015, fino ad arrivare ad un fantastico 68.3% in questa stagione.

4- Back to back to back. Per tre anni consecutivi i Raptors hanno vinto la classifica dell’Atlantic Division, in precedenza avevano centrato questo traguardo solo nella stagione 2006-2007.

5- Finalmente dopo 15 anni i Raptors riesco a superare il primo turno battendo per 4-3 gli Indiana Pacers. Però questa volta i canadesi non si sono arresi alla fatale gara 7, che nel 2000-2001 costò il passaggio del turno alla troupe capitanata da Carter, e dopo una lotta estenuante contro Miami i Raptors sono finalmente in finale di conference, ovviamente per la prima volta in assoluto.

Da tre anni i Raptors sono stabilmente tra le prime quattro squadre della Eastern Conference, nel 2013-2014 arrivarono terzi, nel 2014-2015 arrivarono quarti e quest’anno si sono piazzati al secondo posto. Come ben sappiamo, la regular season ha un intensità diversa dai playoff e molto spesso i dinosauri hanno subito una trasformazione: dai famelici T-Rex della regular season, agli innocui stegosauri dei playoff. Nella loro storia, i Toronto Raptors hanno agguantato la post season per otto volte con questi risultati:

1999-2000: eliminati al primo round da New York per 3-0

2000-2001: vincono il primo round per 3-2 contro New York, perdono al secondo turno contro Philadelphia per 4-3

2001-2002: eliminati al primo round da Detroit per 3-2

2006-2007: eliminati al primo round da New Jersey per 4-2

2007-2008: eliminati al primo round da Orlando per 4-1

2013-2014: eliminati al primo round da Brooklyn per 4-3

2014-2015: eliminati al primo round da Washington per 4-0

Insomma, prima di questa stagione i Raptors avevano uno storico ai playoff di 14 vinte e 28 perse, ma nelle ultime due annate c’era la consapevolezza di un gruppo che avrebbe fatto bene nell’imminente futuro. Nelle ultime tre stagioni, la squadra canadese non ha cambiato coach (Casey allena dal 2011) e ha finalmente trovato un backcourt fantastico con Lowry e DeRozan.

Lowry dopo una prima stagione tutto sommato buona nel 2012-2013 chiusa a 11.6 punti e 6.4 assist, ha avuto un’esplosione pazzesca chiudendo il 2013-2014 con 17.9 punti e 7.4 assist. Invece per quanto riguarda DeRozan, dopo un primo anno di assestamento con Kyle, ha incanalato tre stagioni consecutive con 20+ punti di media tirando col 42.3%.

Nonostante questi record di squadra e personali, ai playoff la squadra si dimostra come neve al sole e si squaglia sotto i colpi delle altre formazioni.

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Nel 2013-2014 contro Brooklyn, potremmo parlare ore ed ore di quell’ultimo orribile possesso dei Raptors. In molti ricordano quella partita non solo per la stoppata di Pierce, ma soprattutto per le percentuali al tiro di DeRozan e Lowry, 5-12 per il primo e 7-19 per il secondo, per un totale di 38.7%.

In molti diedero la colpa all’inesperienza e alla pressione psicologia dei playoff, e giocare contro Pierce, Garnett, Williams, Johnson, che sono dei maestri dei PO, non ha aiutato la squadra di casa. Nonostante la sconfitta, i tifosi locali hanno sempre supportato la squadra sia dentro che fuori dal campo, e nonostante la prematura uscita dai playoff tra la gente aleggiava la convinzione di fare il botto nella stagione successiva.
Nel 2014-2015 i Raptors esplosero sì, ma in senso negativo, e subirono un cappotto da parte dei Washington Wizards, un secco 4-0 che lasciò tutti di stucco ed alzò un polverone immenso sui Raptors ed in particolare su Lowry e DeRozan. Nella serie contro i Wizards (ancora di Pierce), Lowry mise in piedi delle cifre veramente pietose: 12.3 PPG, 31.6 FG% e un miserrimo 21.7% da 3, tanto che si pensò ad un trasferimento a Minneapolis per il play di Pennsylvania.

 

Per quanto riguarda DeRozan, dopo la figuraccia in post season è da fine novembre inizio dicembre che il suo nome viene accostato ai Los Angeles Lakers, infatti la squadra della California ha in mente di ripartire dalla stella dei Raptors per il post Bryant; immaginate quanto possa essere felice un ragazzo (nato a Compton, California) di poter far parte della sua squadra preferita da sempre.

Nonostante tutti questi fastidiosi rumors che possono intaccare la serenità di un gruppo, il team di coach Casey ha continuato il suo lavoro in maniera più che eccellente arrivando a vincere ben 56 delle 82 gare previste dal calendario NBA e sbarcando ai playoff col secondo miglior record a Est.

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La squadra e i tifosi sono carichi al 100% e questa volta i Raptors sanno di non poter più fallire e il loro primo ostacolo sono gli Indiana Pacers di Paul George. Si inizia con una doccia gelida, e dopo gara-1 riecheggiano i fantasmi del passato. In un Air Canada Centre stracolmo sia dentro che fuori, i Raptors perdono di ben 10 punti, e ancora una volta i dinosauri canadesi sono stati traditi dalle loro stelle Lowry e DeRozan; per i due un complessivo di 8-32, vale a dire il 25% al tiro. La serie va avanti per le lunghe e dopo 6 intense gare si arriva all’ultima sfida, gara-7. Questa volta però il destino è colorato di bianco e rosso e con il punteggio di 89-84 Toronto dopo 21 anni torna a giocarsi una semifinale di conference. Nonostante ciò, il duo delle meraviglie continua a steccare, infatti DeRozan (eroe di serata con 30 punti) ha tirato bene 32 volte (record di tiri tentati nei playoff per un giocatore dei Raptors) andando a segno soltanto per 10, mentre Lowry si è fermato ad un “modesto” 5-14. Sicuramente in questa serie il dominatore assoluto è stato Valanciunas, che ha chiuso la tenzone con una doppia doppia incredibile di media 13.6 PPG e 11.9 RPG, ma soprattutto in più occasioni si è caricato la squadra sulle spalle sia difensivamente che offensivamente.

 

Dopo essersi sbarazzati di Indiana con tantissimi problemi, sulla via tra la gloria e un ennesimo fallimento ci sono i Miami Heat, e gara-1 inizia ancora una volta con una sconfitta per 102-96 dopo un OT e ancora steccano Lowry e Derozan: 3-13 per il primo e 9-22 per il secondo. In gara-2 arriva un vittoria grazie soprattutto ad una grandissima prestazione di Carroll (autore di 21 punti), mentre le “stelle” hanno tirato con un complessivo 16/46. Dopo una combattuta gara-3 in cui ha la meglio Toronto con un Lowry formato regular season, iniziano i problemi per entrambe le squadre: infatti sia Valanciunas che Whiteside staranno fuori per il resto della serie. Coach Casey si sarà disperato per la perdita del lungo lituano, ma fortunatamente ha trovato in Biyombo un centro perfetto: il congolese nelle ultime quattro partite giocate senza Valanciunas e Whiteside ha dominato il pitturato mettendo a referto 11 punti ma soprattuutto 12 rimbalzi di media.

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Nonostante abbia giocato senza il suo unico centro e con una rotazione di pochi uomini (in cui ci sono due rookie), Miami riesce a vincere gara-4 grazie ai 30 punti di Wade, mentre Lowry e DeRozan continuano a steccare e tirano con un complessivo di 6-28. In gara-5 e gara-6 abbiamo un botta e risposta e la serie sarà nuovamente decisa a gara-7. Sicuramente nella testa dei tifosi riecheggiano le immagini di quella famosa gara-7 contro Philadelphia in cui il tiro di Carter si infranse (come i sogni dei tifosi) sul ferro. Questa volta però i Raptors si trovano al momento giusto, con i giocatori giusti e contro l’avversario giusto, praticamente era quasi impossibile sbagliare ancora. Il tabellino finale recita 116-89 per i canadesi, trascinati letteralmente dalle sue superstar capaci di mettere a segno il 54% dei punti totali con un Lowry letale da tre (5-7) ed autore di 35 punti, mentre per DeRozan segnate 28.

Incredibile la festa che c’è stata alla fine di gara-7, sembrava quasi che i Raptors avessero vinto l’anello, quando sono “solo” approdati alle finali di conference, ma forse dietro tutta questa festa ci sono molti motivi più che validi. Toronto è una città che ha vissuto più ombre che luci ed è giusto che festeggi nel modo adeguato, ma soprattutto va il merito a questo gruppo di essersi levato di dosso l’etichetta di “eterni perdenti”.

 

Adesso in finale ci sono i Cavs ben riposati e con un LeBron James a caccia della sua sesta finale consecutiva, e mentre tutti si domandano come finirà la serie tra OKC e Warriors, la maggior parte è sicura di vedere i Cavs schiacciare i Raptors. LeBron & co. non dovrebbero prendere troppo sotto gamba i canadesi, poiché adesso non hanno più niente da perdere e sicuramente anche se dovessero uscire sconfitti per 4-0, come ogni volta i tifosi saranno dentro e fuori al palazzetto a gridare: #WeTheNorth.

 

– di Lorenzo Schettino

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