Tremate, tremate: i Wolves stanno per tornare!

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È una strategia di mercato fino ad ora considerevole quella condotta dai Minnesota Timberwolves, intenzionati più che mai a riscattarsi dai deludenti risultati della passata stagione, continuamente costellata da infortuni e sciagure di vario tipo. Il record negativo di 31-51 non è bastato ai Wolves per raggiungere i Playoffs 2013; ma il veterano “Rick” Adelman, coach della franchigia di Minneapolis e tre volte allenatore all’All Star Game, ha comunque ricevuto la meritata fiducia da parte del chairman Glen Taylor e lo spazio necessario per potersi muovere all’interno del vastissimo mercato a stelle e strisce. E proprio per quanto concerne l’allestimento del roster va notato, innanzitutto, come i primi, veri colpi provengano proprio dalle conferme di Ricky Rubio, Kevin Love e, in ultimo, di Nikola Pekovic. Se la permanenza del play spagnolo alla corte di coach Adelman non è quasi mai stata messa in discussione, mentre i dubbi su quella di KL 42 sono stati sciolti dalla volontà del giocatore di tornare più forte di prima dopo uno stop eccessivamente prolungato, la firma del centro montenegrino è arrivata soltanto dopo un’allettante offerta di 60 milioni di dollari in cinque anni. Gli addetti ai lavori ne sono certi: quella di Kevin Love potrebbe configurarsi come la stagione non solo del riscatto, ma anche della sua definitiva consacrazione nel massimo campionato cestistico americano. L’ala grande di Santa Monica ha beneficiato del periodo estivo per recuperare interamente la sua condizione fisica e per ritornare a quegli standard del 2012 (26.0 punti di media e 13.3 rimbalzi a partita) che lo hanno reso come uno dei migliori lunghi della NBA. Fondamentali saranno anche i contributi di Rubio e Pekovic, entrambi impegnati, rispettivamente, con Spagna e Montenegro, agli Europei che prenderanno vita in Slovenia il prossimo 4 settembre. Al play catalano, già pronto a fare prove generali per il suo terzo anno da professionista nella NBA, toccherà un importante ruolo nella cabina di regia della Roja, mentre il possente montenegrino (autodefinitosi di recente come un Old Style Center) è chiamato a prendere per mano le redini della sua Nazionale a suon di schiacciate e rimbalzi.
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Ma, ad accompagnare il trio dei Wolves, non ci saranno più incertezze e sfortune, perché Glen Taylor ha messo a disposizione di coach Adelman un organico esperto e solido. E così, al pacchetto lunghi già di per sé roccioso con le presenze di Love e Pekovic, la franchigia di Minneapolis ha deciso di aggiungere un promettente Gorgui Dieng, al suo primo anno da pro in NBA e reduce dalla conquista del titolo NCAA con i Louisville Cardinals, e un Ronny Turiaf (uscente dai Clippers) di cui sicuramente non vanno apprezzate le sue doti qualitative e quantitative, quanto la generosità e la costanza nell’usare il fisico e il cuore nei momenti topici. Anche il reparto esterni risulta essere fortemente rinnovato, con l’arrivo, da Denver, di Corey Brewer: per la shooting guard, nativa di Portland, si tratta di un graditissimo ritorno, avendo disputato ben quattro stagioni (dal 2007 al 2011) con la canotta dei Wolves. Brewer, dopo l’ottima stagione con i Nuggets, ha deciso di dare il suo contributo alla causa di Minnesota, dove consentirà all’ex Rockets Chase Budinger di potersi alternare costantemente nel corso della partita. A completare il roster, oltre ai confermati Alexey Shved, Derrick Williams, José Juan Barea e Dante Cunningham, vi è un altro rookie: Shabazz Muhammad, classe 1992, proveniente da UCLA. Anch’egli è arrivato nel Minnesota – insieme a Gorgui Dieng – in occasione di una trade tra i Wolves e gli Utah Jazz, nella quale i lupi di Minneapolis hanno ceduto alla franchigia di Salt Lake City il pluripremiato Trey Burke, arrivato a un passo dal sogno di conquista del titolo NCAA con i Michigan Wolverines. Shabazz Muhammad, genio e sregolatezza al tempo stesso, è stato recentemente espulso dal programma di inserimento delle matricole, organizzato dalla NBA con il compito di permettere ai rookie un inserimento adeguato nel loro nuovo mondo cestistico. Motivo: la talentuosa shooting guard di Long Beach è stata trovata nella sua camera d’albergo in compagnia di una ragazza non autorizzata a entrarvi. Shabazz, che ha già fatto parlare abbastanza di sé nell’unico anno di presenza al college, sembra rivelarsi, dunque, come un “lupo” a tutti gli effetti: perde il pelo, ma non il vizio. Ma al di là di questi “scoop” a volte invadenti, anche Muhammad è pronto a fornire il suo apporto notevole a una franchigia che ha tutte le carte in regola per ritornare, se non ai vertici della pallacanestro americana, quantomeno al ridosso delle big. Insomma, i Minnesota Timberwolves hanno la seria intenzione di configurarsi come la mina vagante della prossima stagione NBA. E con un Kevin Love – possibilmente – rinvigorito, nessun obiettivo sembra essere un miraggio.

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