UFFICIALE: NBA, a fine stagione si ritira il decano degli arbitri Joey Crawford

UFFICIALE: NBA, a fine stagione si ritira il decano degli arbitri Joey Crawford

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Non sarà clamoroso e mediatico come quello di Kobe Bryant, ma questa stagione NBA, una volta conclusa, assisterà ad un altro ritiro pesante: quello del 64enne Joey Crawford, ossia uno dei santoni dei fischietti del più bel campionato del mondo, dopo la bellezza di 39 stagioni di onorato servizio.

Professionista nella NBA dal 1977, Crawford, che veste la maglia numero diciassette, è ritenuto da sempre uno degli arbitri più rigorosi della lega. L’11 novembre 2005, in occasione di Lakers – Sixers (franchigia della sua città), ha toccato quota 2000 partite dirette, diventando il sesto arbitro della storia NBA a raggiungere questo traguardo dopo Jake O’Donnell, Dick Bavetta, Earl Strom e Tommy Nunez. È stato inoltre l’arbitro che ha preso parte a più gare dei Playoff NBA (300) e delle NBA Finals (49) tra quelli ancora in attività, e ha inoltre arbitrato ininterrottamente le Finals dal 1986 al 2006: dacile dunque supporre che siano tanti gli episodi salienti nella sua lunghissima carriera, ma alcuni spiccano rispetto agli altri.

Il primo avvenne durante la seconda partita delle Western Conference Finals nel 2003, quando Crawford fischiò quattro falli tecnici nei primi dieci minuti, tra cui due e l’espulsione di Don Nelson, l’allora allenatore dei Dallas Mavericks, reo di aver contestato una decisione contro la sua squadra. Più tardi venne espulso anche Del Harris, assistente di Nelson.

Altro episodio indimenticabile il 15 aprile del 2007, quando Crawford espulse Tim Duncan. Il caraibico, secondo Crawford, stava ridendo di lui e lo stava insultando dalla panchina durante la gara contro i Dallas Mavericks. Duncan sostenne che Crawford lo avesse sfidato a passare alle mani. Il 17 aprile, a seguito del diverbio, Crawford venne sospeso per il resto della stagione e per i Playoff del 2007, mettendo fine alla striscia di ventuno presenze consecutive alle Finals. Duncan venne invece sospeso e multato di 25.000 dollari per aver insultato l’arbitro. Il 17 settembre Crawford venne reintegrato, e ammise che l’incidente con Duncan fu uno dei più grandi errori della sua carriera, dichiarando: “Quello che è successo con Duncan ha probabilmente cambiato la mia vita. Realizzi che forse non stavi facendo le cose come andavano fatte e che avevi bisogno di un momento per riorganizzarti, non solo in campo ma anche fuori. Avevo già fatto ricorso ad uno psicologo sportivo prima di quel fatto ma dopo ci andai molto più spesso. Mi ha dato una nuova prospettiva”.

Altro episodio con gli Spurs durante i playoffs 2008: Crawford ha diretto gara-4 delle Western Conference Finals tra Los Angeles Lakers e San Antonio Spurs. Negli ultimi secondi del match, Crawford non ha fischiato un fallo di Derek Fisher sulla guardia degli Spurs Brent Barry, mancanza che ha pesato molto sul risultato finale. Successivamente, l’NBA ha riconosciuto l’errore e si è scusata. Crawford ha arbitrato gara-2 e gara-6 delle NBA Finals 2013, nelle quali gli Spurs di Duncan hanno giocato contro i Miami Heat. La squadra della Florida ha vinto entrambe le gare e la serie.

Insomma, un passato da ricordare: ma il futuro? E’ lui stesso a parlarne al Delaware County Daily Times, annunciando la propria decisione: “Non c’è nulla di cui dispiacersi. Sai cosa succede? Non è che si perde la passione, perché il basket è una follia inesauribile. Si tratta soltanto di fermarsi a un certo punto, riflettere, e dirsi: ‘Io non voglio fare  pazzo al di fuori di me stesso, non voglio che gli altri mi dicano di smettere.’ Detto chiaramente: voglio continuare ad arbitrare solo se posso essere apprezzato dai giocatori, e voglio quindi concludere la mia carriera a testa alta, magari con le Finali NBA”.

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