Westbrook o Griffin: chi sarà la chiave dei nuovi Celtics?

I rumors impazziscono e vedono i Celtics alla ricerca di una stella. Griffin e Westbrook le prime scelte, ma di chi hanno bisogno veramente a Boston?

I Boston Celtics sono in cerca della superstar, del grande nome in grado di far fare quel tanto atteso salto di qualità, che i tifosi dei Celtics attendono dai tempi di Paul Pierce e compagnia. Finalmente sembra che Danny Ainge abbia deciso di non guardare solamente al futuro, ma anche al presente, e che presente. I Celtics hanno un asset in prospettiva molto interessante, ma quest’estate hanno deciso di puntare anche al presente prossimo. La firma di Al Horford fa capire che non è più sufficiente raggiungere il primo turno di Playoffs, ma che si pretende qualcosa in più. L’ex centro di Atlanta è una preziosa aggiunta, che ha già dimostrato di saper cambiare gli equilibri in una Eastern Conference che vede una grande battaglia dietro ai Cavs che sembrano avere qualcosa in più. Al Horford assicura quella presenza difensiva a centro area e soprattutto è quel lungo in grado di garantire cifre da doppia doppia costanti (in carriera viaggia sui 15 punti e 8 rimbalzi di media). Nel pieno della carriera, dopo 9 stagioni in NBA ed aver compiuto 30 anni, il nativo della Repubblica Dominicana sembra essere entrato nel periodo clou della sua carriera e per questo i Celtics intendono sfruttarlo al meglio. Ma come dicevamo, Danny Ainge non sembra accontentarsi, e sembra stia valutando l’opzione di aggiungere un “Big Three” alla coppia di All-star formata da Thomas e Horford. I rumors impazziscono, ma la lista sembra si sia ristretta a due nomi, Russell Westbrook e Blake Griffin.

La point guard dei Thunder è stata travolta indirettamente dalla decisione del suo ex compagno Kevin Durant di lasciare la squadra ed ora si trova di fronte ad un bivio, il quale potrebbe costringere OKC ad operare scelte dolorose. 

Il numero 32 dei Clippers nell’ultima stagione è stato protagonista in negativo, tra vicende fuori dal campo ed infortuni e quello status di incedibile che aveva fino poco fa, non sembra più intoccabile.  Ma di chi hanno bisogno veramente i Celtics? Chi tra i due permetterebbe ai verdi di fare quel salto di qualità che li porterebbero ad essere una vera contender?

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Per prima cosa, per arrivare a questi giocatori, qualche sacrificio sarà necessario. Il nome più appetibile è Jae Crowder, ala proveniente da Marquette, giocatore in grado di saper interpretare positivamente le due parti del campo e non a caso sul taccuino di molte squadre NBA.

Perché prendere Russell Westbrook. Perché con l’arrivo del numero 0 dei Thunder si aggiungere una point guard di livello altissimo, una vera e propria superstar che ha dimostrato nell’ultima stagione di saper dominare. 26 punti, 11 assist e 7 rimbalzi di media negli ultimi Playoffs, fanno capire quanto è migliorato Russ nelle decisioni, nel “playmaking”, nel tiro, forzando di meno e dimostrando che queste cifre da superstar, sono le cifre di un giocatore che sa di poter essere il leader di una squadra che punta al titolo. Con Westbrook potrebbe partire in quintetto Avery Bradley, guardia polifunzionale che potrebbe risultare perfetta al fianco del prodotto di UCLA, o un’altra possibilità è anche Isaiah Thomas, formando un pacchetto di guardie di grandissimo talento, gia entrambi All-Star. Un’alternativa potrebbe essere anche quella di far partire dalla panchina Thomas, avendo così un sesto uomo di lusso che potrebbe affiancare Westbrook nei momenti decisivi della partita. Westbrook, Thomas e Horford formerebbero un trio decisamente appetibile, con l’ex Hawks protagonista indiscusso nel pitturato.  I fatti che abbiamo appena elencato, potrebbero rivelarsi anche un problema per i Celtics. Un’eventuale convivenza tra Isaiah Thomas e Russell Westbrook è tutta da valutare. Entrambi amano giocare con il pallone in mano per molto tempo e sicuramente qualcosa da modificare nello stile di gioco per uno dei due (se non per entrambi) sarà necessario. Il rischio di una circolazione di palla lenta, con continui isolamenti da parte delle point guard, limitando gli scarichi per le ali o per il centro è una possibilità concreta, il quale nell’eventuale caso dell’arrivo di Westbrook, Coach Stevens dovrà lavorarci (e siamo quasi certi che sarà in grado di risolvere il problema).

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E se arrivasse Blake Griffin? Potremmo ripetere il discorso effettuato in precedenza, con un pacchetto di lunghi devastante, entrambi All-star, entrambi giocatori che hanno dimostrato di saper fare la differenza. Al Horford e Blake Griffin nella stessa squadra, sarebbero un lusso che in pochi potrebbero permettersi, in particolare ad Est. I Celtics aumenterebbero la loro qualità sotto canestro, in particolare a rimbalzo, costringendo le avversarie ad adeguamenti difensivi che creerebbero vantaggi non indifferenti per i verdi allenati da Coach Stevens. Le guardie dei Celtics, che tanto bene hanno funzionato nella scorsa stagione, non subirebbero cambiamenti e come già detto poco fa, il valore (soprattutto offensivo) sotto canestro, aumenterebbe notevolmente. Blake Griffin nell’ultima stagione è stato protagonista di alcuni infortuni che lo hanno tenuto fuori per molto tempo dal parquet e soprattutto di alcuni guai extra-cestistici (pugno e magazziniere vi dicono qualcosa?), ma il prodotto dell’università di Oklahoma ha anche lui dimostrato di essere un all-star, al quale manca quel qualcosa per arrivare al tanto atteso anello. 21 punti, 10 rimbalzi e 4 assist di media in carriera non sono cifre da giocatore qualsiasi, ma cifre di un giocatore in grado di spostare gli equilibri, e per questo ai Celtics servirebbe, eccome.  Ma un Griffin come Ala grande, non darebbe fastidio ad un giocatore simile per caratteristiche come Al Horford? Il rischio c’è e bisogna prenderne atto. Come detto per Westbrook e Thomas, sta all’intelligenza cestistica dei giocatori e soprattutto al lavoro tattico di Brad Stevens il quale nel caso di arrivo di Blake Griffin, sarà a dir poco indispensabile.

Forse arriverà Westbrook, forse arriverà Griffin, forse entrambi o nessuno dei due, ma nel campo delle supposizioni abbiamo cercato di valutare quali sono i pro e quali sono i contro e sopratutto quali sono i due giocatori in grado di permettere ai Celtics di fare il salto di qualità e diventare una contender a tutti gli effetti nella Eastern Conference. Il futuro è verde, verde Celtics.

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