Where amazing happens presents: Allen “The Answer” Iverson

Where amazing happens presents: Allen “The Answer” Iverson

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Quattro volte capocannoniere della Lega, cinque stagioni giocate con una media punti superiore a 30, diciassettesimo posto nella lista dei più forti realizzatori di tutti i tempi, 24368 punti realizzati per una media di 26,84 punti a partita. Numeri che parlano da soli, ma alquanto riduttivi e non sufficienti a spiegare il fenomeno Iverson. Nato nel bel mezzo delle Hampton Roads della Virginia, Allen Ezail Iverson, meglio conosciuto con il soprannome di “the Answer” -la Risposta-, è e rimarrà una delle più incredibili storie di basket di tutti i tempi, un giocatore che nonostante i suoi 187 centimetri “di altezza” ha saputo regalarci momenti di basket vissuto, quelli veri, quelli giocati da chi ha respirato l’aria dei playground americani, dove ancora oggi i bambini lo ricordano indossando sulla schiena il numero 3, il suo numero fortunato.

Approda nell’NBA nel 1996 come prima scelta assoluta dei Philadelphia 76ers, a quell’epoca guidati dal coach Larry Brown, che impressionato dalla grinta di quel “piccolo uomo” e dalla sua capacità di penetrare ed incassare i contatti con giocatori anche più alti di lui, lo sottrae dal suo ruolo di playmaker per trasformarlo in un’ottima guardia tiratrice. Superbo realizzatore, conquista il titolo di MVP nella stagione 2000 – 2001, portando i suoi Sixers alle finali NBA, che perderanno 4 a 1 contro “quei Lakers”, quelli di Kobe Bryant, Shaq e Phil Jackson. Terminati gli anni d’oro dei Sixers, Iverson milita in qualche altra franchigia NBA – Denver, Detroit e Memphis-, collezionando pessime medie, causa anche i suoi problemi fisici, che nel 2010 lo costringono ad abbandonare le scene. Dopo una breve apparizione in Europa fra Turchia e Cina, e nonostante le sue ambiziose intenzioni di ricominciare a sognare in grande, non tornerà più a giocare. “I put it in God’s hands”. Queste le parole con cui Iverson ha recentemente annunciato il suo ritiro dal mondo della palla a spicchi. “L’NBA mi ha dato tanto, mi ha dato un nome, e se questa strada finisce qui, così sia. Non sono arrabbiato per questo”.

Si chiude così una delle migliori pagine della storia del basket internazionale, e quale occasione migliore per ufficializzare l’addio di “the Answer” che la partita di esordio dei suoi amati 76ers, il 30 ottobre, all’apertura del nuovo campionato NBA 2014-2014, contro i neocampioni della Florida. E proprio a conferma del fatto che nella vita conta di più quanto corri che tutto il resto, lo stesso Lebron James racconta come “non si potesse dubitare del suo cuore, dava sempre tutto. Dicevano fosse 6′, ma sembrava più 5’10” e giocava come una shopping guard di 6’8”. Crescendo Allen Iverson era il mio secondo giocatore preferito dopo MJ”. Due parole, THE ANSWER.

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