A Miami bastano 24 minuti, un Haslem eroico e un Lebron chirurgico per portare la serie sul 3-2

A Miami bastano 24 minuti, un Haslem eroico e un Lebron chirurgico per portare la serie sul 3-2

Playoff2013, Round3
Game5, Eastern Conference Finals

INDIANA PACERS 79 @ MIAMI HEAT 90:

INDIANA PACERS: George 27, West 17, Hibbert 22, Stephenson 4, Hill 1, Young 2, Hansbrough 3, Augustin, Mahinmi 3.

MIAMI HEAT: James 30, Haslem 16, Bosh 7, Wade 10, Chalmers 12, Battier, Andersen 4, Cole 4, Allen 7.

C’eravamo lasciati su un furente Lebron James che esce per raggiunto limite di falli, una caviglia di Bosh che si gira, un Hibbert sempre più dominante, un Born Ready spumeggiante ed un pareggio più che meritato per gli Indiana Pacers. La serie lascia la Bankers Life Fieldhouse per spostarsi a South Beach, Miami, Florida e più precisamente all’AmericanAirlines Arena, divenuta nei playoff la “WhiteHot” per via delle maglie bianche indossate da tutti i tifosi.
Facce diverse, approcci diversi ma posta in palio sempre altissima. Ci si può accorgere subito del peso della partita già dalle immagini che ritraggono un Lebron James “motivatore” che raduna attorno a se la squadra e la carica a dovere per riuscire a superare dei tostissimi Pacers.
Tutto pronto, si parte, Gara5, che lo spettacolo abbia inizio.

La tensione sul volto dei giocatori e sul parquet é altissima e l’inizio piuttosto “brutto” da vedere ne è la più nitida testimonianza. Nei primi 2′ di gioco nessuna delle due squadre va a segno, commettendo errori anche banali. Il “goal” arriva Sal solito Hibbert che, una volta presa posizione, è fin troppo difficile da contenere. La prima tegola per Indiana arriva dopo 4′ scarsi di gioco: Stephenson è già gravato di 2 falli. Ingresso prematuro ma necessario di Sam Young in marcatura serrata su James. Haslem prova a rispondere a Hibbert e firma il primo vantaggio (2-4) dopo un raro rimbalzo offensivo Heat. L’attacco Pacers inizia a diventare fluido ed entra subito in partita Paul George, autore di un parziale di 7-0 al quale, però, risponde James con la tripla. Haslem e Bosh, che si alternano su Hibbert, fanno enorme fatica e l’ex centro di Toronto riporta le stesse difficoltà nella metà campo offensiva. Hibbert inizia a far male anche dopo il pick&pop col jumper dalla media e per Miami son guai seri. La risposta Heat è affidata alla velocità di piedi di Chalmers che riporta i suoi sul 17-15. George però sembra indemoniato e mette due bombe consecutive che portano avanti di 4 lunghezze (23-19) Indiana alla fine del primo quarto. PG è già a quota 13 (3/4 da 3) ed Hibbert a 10.

La seconda frazione di gioco inizia con canestro di Ray Allen che prova a mettersi subito in partita. Storie molto tese sotto canestro tra Tyler Hansbrough e Chris Andersen e i due vengono quasi alle mani. La reazione di Birdman viene sanzionata con un Flagrant1 (il quarto in questa serie) ma la “vendetta” arriva all’azione successiva quando Andersen stoppa clamorosamente Hansbrough. Inizia il pandemonio alla TripleA. Ancora Battier che, nonostante soffra sia West che Hibbert, viene dirottato sui lunghi avversari che puntualmente lo battono e realizzano. La parte centrale del quarto é molto caotica con molte palle perse da ambo le parti. A mettere tutti d’accordo é Wade che realizza 4 punti di fila e fissa il risultato sul 34-31. Quando le cose sembrano essere tornate in riga per Miami, Allen omette praticamente la fase difensiva e lascia passare Young che ringrazia e schiaccia. La difesa di Miami soccombe anche con la SecondUnite di coach Vogel e Bosh non riesce a star dietro nemmeno a Mahinmi. Nuova fuga ma nuovo aggancio grazie a Bosh (5 di fila) e Lebron, il quale firma il 40 pari. West firma gli ultimi 4 punti e il secondo quarto si chiude con il punteggio di 44-40.
Su 44 totali, il trio George (15), West (10) e Hibbert (14) ha realizzato la bellezza di 39 punti. Sponda Heat, James a quota 11 e Chalmers 9. Un Lebron James non in solita forma: si limita ad un gioco molto perimetrale, non giocando praticamente mai un post-up e gli assist (1 nel primo tempo) non sembrano esser suo compito. In più c’è Wade che assomiglia sempre di più ad un corpo estraneo.

Ha inizio il secondo tempo, i 24′ giocati meglio dai Miami Heat nell’intera serie. Le cose non iniziano benissimo ed Hibbert schiaccia il +6 Pacers. L’azione offensiva di Miami inizia a far capire diverse cose: in primis la maggior convinzione di tutti e poi Lenron che in post-up attacca bene il canestro contro Hill. Segnali positivi per coach Spo che vedono i suoi tornare in partita. Oltre al lavoro spalle a canestro, mancavano gli assist a James. Detto, fatto. 2 assist consecutivi per Haslem che inizia a dominare la scena. La schiacciata vale il vantaggio 46-47! Risponde subito West che mantiene delle percentuali elevatissime in questa serie. Capitan Haslem ha qualcosa da dire a West e la terna lo punisce col tecnico. Il gioco perimetrale di Lebron dei primi 24 minuti, per larghi tratti molto poco efficace, acquisisce maggior precisione e convinzione e Lebron manda a segno 2 jumper di fila prima di servire il terzo assist del quarto per Chalmers che riporta avanti i suoi (56-58). Se da un lato James inizia a fare sul serio anche dalla lunga distanza, la difesa di Miami sale di intensità e inizia a scardinare qualsiasi tipo ti soluzione di Indiana. L’idea di raddoppiare i lunghi negli angoli, in particolar modo Hibbert, frutta più di quanto sperato e l’attacco Pacers va completamente in panne. Dalle buone difese nascono dei buoni attacchi ed é quello che succede a Miami: rimbalzi, contropiedi e intensità permettono a TheKing di realizzare la bomba del +6 (55-61) e di creare ottime spaziature per Haslem che si fa trovar pronto in maniera sorprendete: 3 jumper dalla stessa posizione, dallo stesso angolo che regalano a Miami il+12 (55-67). Tutto nasce anche dalla nuova impostazione di James che attacca il ferro, fa muovere la difesa, scarica e crea dei tiri comodi per i compagni. Non solo assist, scarichi e buone visioni di gioco ma anche l’ennesima tripla da 8 metri che vale il 57-70 di fine terzo periodo.
James ne mette 16 solo in questo quarto, con 5 assist. In totale arriva a 27 punti (3/6 da 3 e 12/19 dal campo). Haslem arriva a 14 ed il parziale di Miami nel terzo periodo è 13-30.

http://binaryapi.ap.org/L’ultimo quarto inizia con Lebron in panca e Wade e Allen come guardie per gli Heat. Ma dopo appena 1’19” e un 5-0 di parziale George, Lebron é di nuovo in campo. Allen svolge un lavoro molto prezioso in difesa su George, viste le condizioni precarie di Wade. Il duello si accende in entrambe le metà campo ed entrambi si sfidano con i piedi dietro l’arco. Una di Allen e una di George ma il vantaggio Miami non varia. Lebron decide di voler mettere la parola fine e, difendendo in maniera aggressiva ed intensa, elementi che mancavano nel primo tempo, riesce a sviluppare ottime transizioni che portano al ferro Wade per 4 punti di fila. Andersen ci mette il suo e continua a non sbagliare dal campo. Cole riesce a tamponare ai tentativi di un George mai domo.
É Game, Set & Match, Miami vince gara5 grazie ad uno strepitoso secondo tempo di intensità e difesa, di precisione e trance agonistica. I Pacers, rientrati male sul parquet dopo l’intervallo, incassano e non riescono a reagire e così si trovano con le spalle al muro, costretti a dover vincere alla Bankers Life Fieldhouse sabato notte.

James finirà la partita con 30 punti, 8 rimbalzi, 6 assist (13/26 dal campo, 3/7 da 3, 1/4 FT) e con un plus-minus di +14. Haslem, MVP della serata, ne segna 16 con 8/9 dal campo in 25′ (+11). Chalmers a tratti fondamentale, ne mette 12 con 2/4 da 3. Bene anche Allen e bene anche Birdman che arriva a 17/17 in una striscia storica. Unica nota stonata é il 58,3% dalla lunetta.
Per Indiana non basta un George da 27, 11 e 5 rimbalzi (5/8 da 3) e un Hibbert da 22 e solo 6 rimbalzi. Anche West prova a metterci il suo con 17 punti ma un plus-minus di -19. Nullo, o quasi, l’apporto della panchina.

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