Anthony ne mette 32, Gara 2 è dei Knicks

Anthony ne mette 32, Gara 2 è dei Knicks

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Può accadere di giocare una Gara 1 orribile sotto tutti i punti di vista. E, per la verità, giocare pure i tre quarti di Gara 2 più o meno alla stessa maniera. Poi accade che qualcosa cambia, si accende una scintilla, che nemmeno sapevi di avere dentro, ma che ti fa riuscire bene le cose che prima avevi difficoltà a far funzionare. Quella cosa ti permette di piazzare quel parziale di 30-2 nel quarto periodo, che ti fa chiudere la partita e, forse, svoltare la stagione.
Accade in Gara 2 tra Pacers e Knicks e , stavolta, a beneficiarne è la franchigia di New York, che riporta in parità la serie e potrà partire per Indianapolis con un po’ meno patemi rispetto a Gara 1, anche se si prevedono comunque due partite molto difficili. Era dal 1999 che i Knicks non segnavano almeno 100 punti in una serie di Play Off, e gran parte del merito va a Carmelo Anthony, mattatore indiscusso della serata con 32 punti, di cui ben 16 in quel decisivo parziale di 30-2 in favore dei Knicks.

Del resto, il gioco di New York è questo. Affidarsi alle proprie – straordinarie – individualità. Se queste vengono ingabbiate o sono in serata no – come in Gara 1 – si va incontro a tremende figuracce. Ma se gente come Anthony o Smith(stasera non una grande partita per lui comunque) trova un po’ di ritmo ed azzecca la serata, marcarli diventa compito arduo per chiunque, compresa la rocciosa difesa di Indiana che stavolta non riesce ad arginare la straripante marea dei Knicks.
Come accennato sopra, la partita rimane in equilibrio fino alla fine del terzo quarto, quando New York piazza un parziale di 10-2.

Il quarto periodo dovrebbe essere quello della riscossa per i Pacers, ed invece inizia nel segno di Pablo Prigioni, che piazza prima una tripla e poi un jumper che scava ulteriore divario tra Pacers e Knicks. Il Madison esplode, il pubblico entusiasta inizia ad osannare i propri beniamini, ed Anthony decide di dar vita al proprio show personale che, di fatto, uccide la partita.

Come detto sopra, la differenza in questa partita l’hanno fatta le individualità, e qui indiana ha mostrato i suoi limiti strutturali. Squadra solida che fa del gioco di squadra la sua arma principale, nonostante un George in grande spolvero ha sicuramente meno talento di New York e, inoltre, quando va sotto fa fatica a recuperare parziali importanti, complice un attacco non proprio brillante.
L’impressione è che se Indiana riesce a tenere la partita a ritmi bassi e cadenzati può facilmente ingabbiare i Knicks, ma se permette loro di pigiare il piede sull’acceleratore si trova in enorme difficoltà.
E sarà questa, probabilmente, la chiave di lettura di questa serie: il ritmo. Tutto dipenderà da quanto New York riuscirà ad imporre il proprio, o di quanto Indiana riuscirà a rallentare quello die Knicks.
La serie, adesso, si sposta ad Indianapolis e qui si giocheranno le partite decisive: uscire con almeno una vittoria da li non sarà facile, ma i Knicks hanno l’imperativo morale di riuscirci perché, in caso contrario, ribaltare la serie sarà molto, molto difficile.

Indiana Pacers – New York Knicks: 79 – 105

1 2 3 4 T
IND 20 22 24 13 79
NY 29 18 25 33 105

MVP Basketinside: Carmelo Anthony

Indiana Pacers: George 20 pt, West 13 pt + 6 reb, Hibbert 6 pt + 12 reb, Hill 12 pt + 7 ast, Stephenson 9 pt, T. Hansbrough 2 pt, Young 2 pt, Augustin 4 pt, Mahinmi ne, Pendergraph ne, B. Hansbrough ne, Green 7 pt, Johnson 4 pt

New York Knicks: Anthony 32 pt + 9 reb, Shumpert 15 pt + 6 reb, Chandler 8 pt, Felton 14 pt, Prigioni 10 pt, Smith 6 pt + 6 reb. Kidd ne, Martin 10 pt, Copeland ne, Novak ne, Richardson 6 pt, White 2 pt

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