Bulls inarrestabili, i Lakers tornano alla vittoria ma perdono Bynum

Bulls inarrestabili, i Lakers tornano alla vittoria ma perdono Bynum

 

Le speranze per i Lakers di raggiungere uno storico threepeat potrebbero davvero subire una rapida involuzione per colpa dello stop di Bynum, infortunatosi piuttosto accidentalmente in uno scontro d gioco con DeJuan Blair nel secondo periodo: oggi ci sarà una MRI per chiarire quali siano i tempi di recupero e se per Bynum si può parlare di stagione finita o meno.

Importante, comunque, la vittoria contro gli Spurs, che hanno tenuto a riposo i tre uomini migliori (Ginobili, Duncan, Parker), ottenendo un buon contributo da Neal e Bonner, che hanno chiuso il match rispettivamente con 16 e 13 punti.

Gregg Popovic non è parso molto preoccupato che Chicago abbia pareggiato il record di San Antonio, anzi si è detto soddisfatto dell’ottima prova dei suoi, che hanno impegnato i Lakers fino a tre minuti dal termine, quando una tripla di Bryant ha messo definitivamente in cassaforte il match.

Gasol contribuisce con una doppia doppia (17 punti e 17 rimbalzi) nel ritorno al successo dei Lakers, che adesso, vincendo a Sacramento (o anche con una sconfitta di Dallas), si assicurerebbero la seconda piazza nella Western Conference.

I Lakers hanno faticato oltremodo ad aver ragione dei rimaneggiati Spurs, che hanno presentato Gary Neal, Tiago Splitter e George Hill nel quintetto titolare e sono riusciti a mettere i bastoni tra le ruote dei gialloviola per tutto il match, cedendo solo nel finale, deciso da un canestro dalla lunga di Bryant, apparso decisamente nervoso (terzo tecnico consecutivo negli ultime tre match e vicino alla sospensione di una partita prevista dalla Lega).

San Antonio Spurs

Jefferson 10, Splitter 8, Blair 12 (11 rimb), Hill 11, Neal 16, Bonner 13, Anderson 5, Green 6, Quinn 2, Novak 10.

Los Angeles Lakers

Artest 7, Gasol 17 (17 rimb), Bynum 4, Bryant 27, Fisher 13, Odom 23, Brown 9, Walton 2.

NEW YORK KNICKS  –  CHICAGO BULLS  90 – 103

Derrick Rose ha ormai dimostrato di aver fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità per portarsi a casa il premio di MVP, portando i suoi Bulls fino al miglior record Nba (61-20) e solamente l’ultima giornata della stagione regolare deciderà chi fra Spurs e Chicago avrà il fattore campo nelle ipotetiche finali Nba.

Dopo aver battuto Orlando in una gara estremamente difficile, i Bulls si ripetono al Madison Square Garden, sconfiggendo 103-90 i Knicks di Anthony, Billups e Stoudemaire.

Rose sforna ancora una prestazione da assoluto MVP, trascinando i suoi nel parziale decisivo di 26-2 nel terzo periodo, ben spalleggiato da Luol Deng (23 punti e 10 rimbalzi) e Carlos Boozer (14 punti e 22 rimbalzi).

I Bulls adesso ospiteranno New Jersey, mentre San Antonio dovrà espugnare Phoenix: sulla carta il vantaggio per raggiungere il miglior record NBA è tutto nelle mani di Rose e compagni.

La partita si è sostanzialmente decisa nel terzo parziale quando, dopo l’iniziale canestro di Keith Bogans, i Bulls, guidati da sette punti consecutivi di Rose, intervallati da un canestro dalla media, hanno prodotti altri 17 punti consecutivi, arrivando al massimo vantaggio (+21) sul 78-57 con meno di cinque minuti alla fine del terzo quarto.

Chicago Bulls

Boozer 14 (22 rimb), Deng 23 (10 rimb), Noah 13, Bogans 8, Rose 26, Brewer, Gibson 4, Asik 2, Watson 9, Korver 4.

New York Knicks

Anthony 21, S.Williams 10, Turiaf 6, Billups 10, Fields 8, Jeffries 2, Douglas 13, Walker 18, Carter 2.

PORTLAND TRAIL BLAZERS  –  MEMPHIS GRIZZLIES  102 – 89

LaMarcus Aldridge trascina i padroni di casa con una grande prestazione (22 punti e 11 rimbalzi), permettendo a Portland di assicurarsi la sesta posizione nella griglia playoff ad Ovest, sconfiggendo Memphis 102-89.

I Blazers, che hanno raccolto la terza vittoria consecutiva, dovranno aspettare ancora le ultime partite della stagione regolare prima di sapere chi incontreranno nella post-season.

Memphis, che ha tenuto precauzionalmente a riposo Zach Randolph e Tony Allen, si sta ancora giocando la settima piazza con gli Hornets: nell’ultima gara, i Grizzlies faranno visita ai Clippers, mentre New Orleans volerà a Dallas, contro una squadra che deve per forza vincere per provare ad insidiare i Lakers al secondo posto della Western Conference.

Senza dubbio, i Grizzlies hanno un compito più agevole, ma hanno dimostrato di giocare tatticamente queste ultime partite, “scegliendosi” l’avversario migliore ai playoff: almeno, la strategia di coach Lionel Hollins di far riposare due dei migliori giocatori del team, in uno scontro diretto come quello a Portland, sembra proprio confermata in vista di un primo round dei playoff più abbordabile.

Partita sostanzialmente equilibrata, fino al break nel secondo parziale dei Blazers, che si portano a +8 (43-35), grazie ad un sottomano rovesciato di Matthews, ma subiscono immediatamente la rimonta di Memphis, che pareggiano a quota 43 con Marc Gasol, prima di sorpassare con un jumper di Mike Conley.

Aldridge si accomoda subito in panchina nel terzo parziale, gravato di quattro falli, ma i Blazers prendono coraggio e, trascinati dall’intensità difensiva di Gerald Wallace, si portano sul 66-59.

Il parziale successivo è quello decisivo, visto che sempre Aldridge trascina Portland nel 22-16 che permette di chiudere avanti il terzo quarto 88-75.

Nell’ultima frazione l’unico tentativo di rimonta dei Grizzlies, firmato da una tripla di Shane Battier, che porta i suoi a -8, 88-80 a 5’45” dal termine, è ben bloccato dalla difesa di Portland che porta a casa un’ottima vittoria che la spinge al sesto posto nella griglia playoff.

Memphis Grizzlies

Young 13, Arthur 6, Gasol 11 (10 rimb), Mayo 13, Conley 17, Battier 12, Vasquez, Smith 6, Haddadi 9, Powe 2.

Portland Trail Blazers

Wallace 14, Aldridge 22, Camby 4, Matthews 13, Miller 9, Batum 16, Fernandez 18, Roy 2, Mills 2, Earl Barron 2.

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