Chicago vince facile su Cleveland. Irving un po’ spento

Chicago vince facile su Cleveland. Irving un po’ spento

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Nella notte di Lunedi 11 novembre, la partita a 5 stelle è Cleveland Cavaliers – Chicago Bulls in uno United Center pronto ad accogliere la banda di giovinastri dell’Ohio.
Negli ultimi 4-5 anni questa non è mai stata una partita da canale nazionale, per un problema di tempo con l’esplosione dei talenti delle due squadre: per dirla più chiaramente, quando LeBron dominava in una piccola Cleveland, Rose ancora non dava il suo apporto stratosferico, così come quando il numero 1 Bulls si è infortunato, non ha potuto incontrare il nuovo fenomeno Kirie Irving.
Il recupero oltre-tempo di Pooh, ci permette di parlare dei due schieramenti:

Da una parte, In casa, i Bulls di Derrick Rose e Noah. Reduci da un annata eroica, in attesa dell’MVP mai presentatosi, hanno comunque portato ai playoffs, con molto onore una squadra basata sulla difesa di coach Thibodeau.
Dall’altra, parte in trasferta, Una Cleveland sul modello “young is strong” capitanata dal divino KIRIE Irving (Non a caso divino) affiancato da Thompson, ormai ambito da molte franchigie e soprattutto da Andrew Bynum neo-acquisto recuperato dagli infortuni farlocchi che lo tenevano fuori dal campo a Phillie. Rimane Anthony Bennett, draftato per sfondare il panorama NBA, per ora tenuto nel garage a imparare dai più esperti. La partita finisce a favore di Chicago, con una buona prestazione di squadra, senza assoli da 20-30 punti.

A Cleveland mancano quei 10 punti dalla panchina che dovrebbero essere portati da Zeller-Varejao.

Analizzando dal finale possiamo dedurre alcune cose importanti:

1- Spiace dirlo, ma se gli ultimi due tre mesi della scorsa stagione di Derrick Rose sono stati “Non sto al 110 %” , ci tocca dire che anche in questo momento non lo è. E’ di certo comprensibile che il ginocchio di ancora un po instabilità e che Derrick non voglia sforzare più di tanto per evitare qualsiasi trauma dannoso, ma ancora non si sono visti quei 30-40 punti da fenomeno che favorivano le vittorie facili del toro.
Da segnalare un piccolo infortunio al polso

2- Con questo Derrick Rose, la squadra rimane quella dell’anno scorso: “15-16 punti e carisma” venivano facilmente portati anche da Nate the great, (sconsideratamente scambiato nell’estate) permettendoci quindi di prevedere un risultato simile se non peggiore (guardando a questa super-indiana)
Non c’è assolutamente da disperare perché come sappiamo le squadre di Thibodeau sono un cantiere aperto e presto vedremo il vero Rose.

3-La vittoria dei Bulls è anche “merito” di una prestazione scarsa dell’altro grande protagonista: nella notte Kirie Irving riesce a sbloccarsi solo nel secondo tempo sparando una bomba da antologia. con una panchina ancora carente è facile perdere rimontando così tardi. E’ comunque il migliore dei suoi.

4- L’incognita Andrew Bynum sta giocando finalmente dopo un anno di fermo, ma si lamenta dei propri problemi fisici: un po’ come Howard non riesce a dare il 100% (Howard-Bynum erano i talenti più cristallini dell’NBA 4 anni fa) e riesce a raccogliere solo 6 rimbalzi con un avversario però tosto come Noah.

5- A questi Cleveland Cavaliers manca una guida esperta. Varejao non è mai stato un centro dominante e seppur ne possa capire di NBA non da un apporto da leader mentale alla squadra. Servirebbero due trentenni volponi per rendere più  cattiva una squadra potenzialmente fortissima

6- Anthony Bennett?

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