Cuore, mente e difesa: gli Heat battono i Bulls di Rose nell’opening night!

Cuore, mente e difesa: gli Heat battono i Bulls di Rose nell’opening night!

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La panchina di Miami fa la differenza, ai Bulls non bastano invece Boozer e Butler per risalire dopo un incredibile secondo quarto.

CHICAGO BULLS 95 @ MIAMI HEAT 107

CHICAGO BULLS (0-1): Deng 4, Boozer 31, Noah 2, Butler 20, Rose 12, Dunleavy 10, Gibson 10, Hinrich 6, Mohammed, Snell.

MIAMI HEAT (1-0): James 17, Bosh 16, Haslem 6, Wade 13, Chalmers 13, Cole 11, Battier 14, Allen 11, Andersen 6.

Si ricomincia. Ritorna il campionato più bello del mondo, ritorna dopo l’ultimo canestro siglato precisamente 113 giorni fa, ritorna dopo la Celebration Ring, la cerimonia che prevede la consegna degli anelli ai campioni in carica. Insomma, ricomincia la NBA!
Dopo la sopracitata consegna degli anelli, si apre la stagione 2013/2014 con un primo ritorno. Non parliamo di nessun giocatore in particolare ma di uno scaramantico gesto che vede coinvolto Lebron James e il suo “Chalk Toss”. Tornando a parlare di eventi quantomeno più legati al parquet, é la serata sì dei Miami Heat, sì delle ultime celebrazioni per la scorsa stagione, ma é soprattutto la sera in cui, dopo 549 giorni, Derrick Rose solca nuovamente il campo in una gara ufficiale. Mancava dal 28 Aprile 2012, dopo quel brutto infortunio nei PO. Da lì in poi una lunga degenza che lo ha portato a star fuori per tanto tempo; tempo che però gli ha permesso non solo di rimettersi in sesto dal punto di vista fisico ma anche dal punto di vista tecnico, arricchendo il suo bagaglio di scelte offensive con il tiro dalla lunga distanza.
Tanti i temi suggestivi di questa Opening Night: dalla rivalità ormai storica tra Heat e Bulls, sancita ufficialmente anche da Noah e James, passando per il ricordo quasi sfumato di quella vittoria Bulls allo United Center che compromise la striscia di vittorie consecutive, fino ad arrivare all’immensa fisicitá della serie playoff che ha visto coinvolte le due franchigie. Insomma, Miami Heat – Chicago Bulls non è mai una partita banale. Ma, come sempre, meglio far parlare il campo.

I quintetti iniziali sono i seguenti: per gli ospiti Derrick Rose, Luol Deng, Jimmy Butler, Carlos Boozer e Joakim Noah; per i campioni in carica, invece, Mario Chalmers, Dwayne Wade, Lebron James, Hudonis Haslem e Chris Bosh.
La palla a due si alza in una gremita AmericanAirlinesArena e viene vinta dai Bulls di coach Thibodeau. L’avvio, però, é scioccante per Chicago perché non appena D-Rose controlla il suo primo pallone, un tarantolato Mario Chalmers glielo scippa letteralmente e favorisce la prima schiacciata e primi punti stagionali a firma di capitan Haslem. Si evince subito dai primi possessi che la partita, pur essendo la prima delle 82 della Regular Season, é impostata su chiavi difensive come la pressione e i raddoppi sui portatori di palla. Ne é un chiaro esempio il costante raddoppio sul palleggiatore appena si gioca in spazi più angusami non sembrano preoccupare Rose che senza alcun timore, nè fisico nè psicologico, va al ferro e realizza i primi due punti dei Chicago Bulls in questa nuova stagione. L’attacco dei Miami sembra, in prima battuta, non perfettamente pronto per la solida e precisa difesa delle squadre di Thibodeau, basti guardare i tanti tiri sbagliati da Chris Bosh in avvio.
Sull’altro fronte, Jimmy Butler vuole iniziare da dove aveva finito: per lui 16 punti di media nei PO e una più che discreta difesa su Lebron James. La tripla del ragazzo in casacca rossa col numero 21 segna il primo vantaggio Bulls. Lebron, dal canto suo, sembra essere molto cauto e tende a voler gestire con cautela ogni palla che passa tra le sue mani. La parte offensiva dei Bulls viene dominata, però, da Carlos Boozer che non trova grande opposizione.
Le brutte notizie in casa Chicago arrivano col secondo fallo dopo appena 5′ di gioco di Butler, costretto ad accomodarsi in panchina, rimpiazzato dal nuovo acquisto Mike Dunleavy. Intanto Rose ci tiene a dimostrare che é realmente tornato e mette a segno un coast to coast vecchia maniera per il 9-2 Bulls. Miami sembra avere difficoltà in fase offensiva e colleziona un enigmatico 0/8, con il già citato Bosh coinvolto in questi tanti errori. Serve una svolta a Miami e questa arriva da una maggior fluidità nella circolazione della palla e con tiri di maggior qualità. La svolta, guarda caso, arriva proprio da due piazzati di Bosh, assistiti da Wade, che riportano a -3 Miami.
Rose, citando Flavio Tranquillo, letteralmente “scoppia di salute” e non solo arriva al ferro con un’agilità disarmante ma fornisce anche assist per un super ispirato Boozer. Merita spazio anche la palla persa, inusuale fino alla passata stagione, di Mario Chalmers per infrazione di passi, uno dei “punti di enfasi” che caratterizzano il sempre più rinnovato regolamento arbitrale. Il nuovo -3 per Miami arriva grazie ai primi due punti di Lebron James che, dall’angolo, piazza un preciso long two.
Iniziano le rotazioni per entrambe le squadre: vanno a recuperare energie in panchina Wade e Haslem per Miami e dentro Allen e Battier, mentre per Chicago fuori Rose e dentro Hinrich. Alle continue offensive di Booze, iniziano a rispondere i cecchini di Miami, i quali si trovano a vicenda; é il caso di Allen che innesca Shane Battier che anche lui, come Butler, riprende da dove aveva lasciato (7/8 in gara 7 contro gli Spurs). Coach Spo completa le rotazioni inserendo Cole e Andersen ma é Allen che dall’angolo firma il primo vantaggio per i padroni di casa (15-16). Allen, con un’altra tripla, e Lebron, con un tiro libero, allungano il parziale a 7-0, parziale col quale si chiuderà il primo quarto col punteggio di 15-17 Heat.
Il punteggio basso é indice di un iniziale predominio delle difese sugli attacchi e sulle percentuali non ancora altissime di a trame le squadre. I dati sali enti di questo primo quarto di gioco sono le già 7 palle perse per i Bulls, gli 8 punti di Boozer e un più che positivo Derrick Rose.

Nella seconda frazione di gioco si assiste ad una vera e propria egemonia tecnica e fisica da parte dei padroni di casa che mettono la freccia in maniera seria. Il quarto lo aprono la seconda tripla di serata di Battier e la tripla di Cole, assistita da Allen, per il 15-23 Miami. Il parziale arriva a 13-0 e il dato eclatante e significativo é che il parziale inizia non appena Rose lascia il campo (con Rose, Bulls a +5, senza Rose parziale di 13-0). Hinrich da 3 spezza il parziale per la gioia di Thibodeau che vedeva i Miami in fuga. Quest’ultimo decide di reinserire Rose, il quale viene, l’ero, contenuto magistralmente sia da Cole, sia dagli aiuti di un granitico Andersen. L’arma di Rose, da sempre considerata pericolosa per gli avversari, é la velocità in transizione. Miami lo sa e cerca di riempire il più velocemente l’area per contenere le sue incursioni, il più delle volte, però, commettendo fallo. L’1/2 ai liberi di rose riporta a -4 i Bulls. Dall’altra parte coach Spo trova delle ottime risposte da Cole che, con un crossover di altissimo livello, stende D-Rose e realizza. Battier continua la sua serata perfetta da 3, anche grazie all’ennesimo assist di Allen, e porta Miami sul +9. Chicago riceva dalla panchina molto poco, soprattutto da Dunleavy che tira con percentuali bassissime. Allen continua a distribuire palloni e, questa volta, il destinatario del suo lob é Wade che sigla il 20-31.
Dopo il TO di un infuriato Thibodeau, ritorna sul parquet Lebron James ed é subito autore di un bellissimo passaggio schiacciato a terra per colui che, dopo il terzo anello, si fa chiamare Mr. 3 (parliamo di Wade). Sembra non volersi più interrompere un parziale che ha dell’incredibile: James abusa di Snell, all’esordio nella Lega, sulla linea di fondo,mentre Bosh da 3 confeziona il massimo vantaggio (20-41) e un parziale di 17-0. Sembrano smarriti e poco presenti mentalmente i Bulls che commettono degli errori difensivi non propriamente da Bulls. I TO per interrompere la rottura prolungata non servono a molto e all’uscita Allen piazza la quinta tripla su altrettanti tentativi nel secondo quarto. Chicago rialza la testa grazie a Rose che arriva ancora al ferro e ad un costante Boozer che con l’and-one riavvicina i suoi. Ma i Miami sono più reattivi sulle palle vaganti, in particolare Rio Chalmers che confeziona una serie di difese di altissimo livello. Miami finisce in crescendo con l’alley-oop tra James e Andersen. Heat praticamente perfetti in questo quarto, soprattutto con la “Second Unite” (Battier, Cole, Andersen e soprattutto Allen).
Il primo tempo si conclude con un parziale di 18-37 per Miami che segna quasi 40 punti in 12 minuti di gioco. Il risultato totale è 33-54 per i campioni in carica con un silenzioso James (9 punti, 4 rimbalzi e 3 assist), un Allen chirurgico e Battier già a quota 11. Per i Bulls, prova già sontuosa di Boozer che ne mette a referto 19 con 7/11 dal campo. Le percentuali, molto basse nel primo quarto, salgono vertiginosamente per Miami (45,2% da 2 e 58,3% da 3) e restano mediocri per Chicago (30% da 2 e 18,2% da 3).
La fotografia perfetta fino a quel momento della partita é quella di Scottie Pippen, presente a palazzo, beccato dalle telecamere durante una smorfia e un gesto di pura disapprovazione nei confronti della serata dei Bulls.

Il terzo periodo deve essere il momento dei Bulls per cercare di rientrare in l’anchina, nonostante il clamoroso secondo quarto dei padroni di casa. Coach Thibodeau rigetta nella mischia Butler, nonostante i suoi problemi di falli. É subito il ragazzo di Seattle che ruba e va a segnare in contropiede, suonando un po’ la sveglia per i suoi. A spegnere subito i tentativi di rimonta é Chalmers che va al ferro sempre grazie ad una perfetta rotazione della palla. Boozer continua a macinare punti e gioco offensivo, mentre stenta nella metà campo difensiva, concedendo comodi tiri a Bosh. Dopo quasi l’intera pre season saltata, Noah è in netto ritardo fisico-atletico e si nota da due schiacciate sbagliate nel giro di pochi minuti. Chalmers costringe Deng in campo aperto a commettere fallo (il quarto per lui) e manda in lunetta Rio Chalmers che realizza il +21 Heat (41-62). I ritmi inesorabilmente si abbassano ma non diminuisce il gap tra le due squadre che resta sempre sui 20 punti. Rose, dopo un ottimo inizio, si spegne un po’, sorte che invece non tocca a Boozer che continua ad essere molto preciso dal campo. Rose realizza la sua unica bomba della partita sui sei tentativi totali, bomba che viene cancellata da due giocate magnifiche: la prima in penetrazione di Cole e la seconda, quasi sulla sirena del terzo periodo, un passaggio delizioso no-look di James per Andersen che ringrazia, schiaccia e fa impazzire la TripleA.
Il quarto si chiude con il punteggio di 58-78 e un Boozer a quota 27 punti e 6 rimbalzi quando ci sono ancora 12′ da giocare. Paradossale il fatto che il solo Boozer ne abbia 27 ed il resto della squadra appena 31. Miami pesca dalla panchina 30 punti e continua a tirare col 57% dall’arco dei 7,25.

I buoi sembrano già scappati dalla stalla ma nel quarto periodo i Bulls cercano di ridurre lo svantaggio, nonostante Rose resti fuori dal quintetto. Si apre non bene il quarto, però, con Allen che infila un’altra tripla per il 58-81. I tentativi di rimonta iniziano con due triple consecutive di Mike Dunleavy e un fallo e canestro di Butler il tutto riportando i Bulls sul -15. Preoccupato Spoelstra rimanda dentro sia Bosh che James ma i Bulls sembrano aver cambiato spirito e arrivano fino al -8 grazie a Butler che alza i giri in difesa e riesca ad innescare spesso la transizione. A Butler rispondono puntuali James e Wade che, in post, realizzano in avvicinamento. Un nuovo parziale di 8-0 riporta i Bulls sul -8, parziale demolito dalla bomba di un perfetto Shane Battier, bissata poi, per finire, da Dwayne Wade. Finisce 95-107 in favore dei padroni di casa il primo match della stagione 2013/2014.

I Bulls ripartono da dati comunque positivi: il buon ritorno di Rose va al di la delle statistiche (12 punti, 4 assist, 4/15 dal campo e 1/7 da 3). Naturalmente non ancora decisivo ma già in grado di far vedere eccellenti cose; i 31 punti (13/18 da 2 in 32′) di Boozer e un Butler che, se non fosse stato condizionato dai falli, avrebbe potuto aiutare molto di più i suoi compagni di squadra. Negativo, e non poco, l’apporto della panchina di Chicago che raccoglie molto poco. Note negative sono Deng (appena 4 punti), elemento che terra banco, a mio avviso, per tutta la siso, per tutta la stagione, vista la mancata offerta per quanto riguarda il prolungamento del contratto; un Noah praticamente alla prima partita stagionale che realizza 2 punti.
Miami, invece, parte subito col piede giusto, nonostante i big Three non abbiano spinto più di tanto, visto il margine di vantaggio accumulato nel secondo periodo. Aspetti positivi si hanno dalla difesa, solida, disposta al sacrificio e ormai adagiata su degli automatismi che tendono a fare tutta la differenza di questo mondo; la perfetta distribuzione di punti, basti guardare i 7 giocatori mandati in doppia cifra stasera; la grande assistenza della panchina, capace di mettere a segno 42 punti. L’unico difetto che si può imputare ai campioni é quello di aver tirato i remi in barca con eccessivo anticipo, permettendo ai Bulls di “rientrare” in partita.
Sia dal punto di vista difensivo che offensivo, una partita eccellente dei campioni in carica che non hanno fatto affidamento sui nuovi acquisti, vale a dire Greg Oden (in borghese) e Michael Beasley.

Una partita iniziata con un predominio delle difese e poi spezzata dall’incredibile parziale di 37-18 del secondo periodo a favore dei padroni di casa. È presto per dare giudizi, tante cose emergono da questa prima di campionato ma vanno prese con le pinze per quel che possono dimostrare attualmente.
I Miami Heat, però, mandano un messaggio chiaro e a chi credeva e crede tuttora che non siano i favoriti per il titolo. Ci sono, vogliono giocarsi il tutto per tutto prima dell’estate2014, che si annuncia la più calda di sempre.

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