Dallas vola sul 2-0: per i Lakers è la fine della dinastia?

Dallas vola sul 2-0: per i Lakers è la fine della dinastia?

 

Sono le due fotografie migliori per spiegare una serie che vede Dallas andare sul 2-0 ed espugna per la seconda volta nel giro di tre giorni i campioni in carica.

Se guardiamo la partita dall’altra faccia della medaglia, ovvero quella dei Mavericks, si tratta di una grandissima impresa, che spinge i texani verso una finale di Conference su cui pochi avrebbero scommesso.

Invece Nowitzki(ribattezzato RiDirkulous) sta dominando la serie, sovrastando Gasol e Odom con la sua classe, mentre Chandler dà quell’energia e atletismo sotto canestro che mancava negli ultimi anni, Kidd non ha mai tirato così bene da tre punti nelle ultime stagioni come in questi playoff, Terry è sempre decisivo quando si alza dalla panchina e in più, proprio i panchinari rispondono sempre presente quando vengono chiamati in causa.

Insomma, se da una parte c’è una squadra a cui non ne va una giusta, dall’altra ce n’è una che lotta, suda, corre, non molla mai e, soprattutto, vince.

Gara-1 per i Lakers si deve interpretare in modo totalmente diverso rispetto a gara-2: nella prima partita della serie i gialloviola hanno buttato al vento ben sedici punti di vantaggio nel terzo periodo, gettando nelle ortiche anche la possibilità di iniziare con il piede giusto la serie. In gara-2, Dallas ha vinto.

Sì, proprio come ha detto Bynum al termine della partita: Dallas ha battuto i Lakers, in ogni aspetto del campo, a partire dalla difesa, fino all’intensità di gioco e al contributo della panchina.

Tutte le dinastie, prima o poi, vanno incontro alla loro fine: molte volte il primo segno che qualcosa inizia a non andare più per il vesto giusto viene dall’interno dello spogliatoio. In alcuni casi è un semplice infortunio, altre volte la squadra è diventata troppo vecchia. Oppure, come è successo già con i Lakers del passato, probabilmente hanno perso quella fame di vittorie perché sazi di esse.

Il primo segnale è arrivato quando i Lakers hanno perso cinque gare di fila nelle ultime due settimane di regular season e poi tutta la fatica per battere New Orleans.

Dallas si è imposta con facilità, 93-81, senza fare cose eccezionali, ma con un gioco fatto di sacrificio, lotta e intensità: tutto ciò che è mancato ai Lakers.

IL PRINCIPALE INDIZIATO

Facciamo un nome e un cognome: Pau Gasol. Il catalano sembra davvero la brutta copia di quello che dominava i lunghi dei Celtics solamente un anno fa.

Un percorso involutivo che sembra quasi impossibile da spiegare, soprattutto per quanto è avvenuto rapidamente: Gasol è un giocatore molle, senza voglia di lottare, che non si prende più tiri in attacco e non ha più nemmeno la fiducia dei compagni in difesa.

L’asse Kobe-Gasol che tanto era importante nei finali di partita della scorsa stagione, adesso si è spezzato.

LAKERS – DALLAS

La vera differenza l’ha fatta anche la panchina.

Per i Lakers, nell’occhio del ciclone ci va soprattutto Steve Blake: ed è normale, dato che sta deludendo ogni aspettativa e sta facendo addirittura rimpiangere Farmar.

I Lakers hanno sbagliato ben diciotto tiri su venti tentativi da tre punti in gara-2: Blake ha giocato talmente male che non si è riusciti, in qualche occasione, nemmeno a distinguere su fosse un tiro sbagliato o una brutta palla persa.

Eppure Blake è un tiratore piuttosto affidabile, ma evidentemente non riesce a reggere le pressioni da grande squadra.

I Lakers non perdevano in casa le prime due gare di una serie playoff addirittura dal 1977 e adesso l’impresa si fa quasi impossibile.

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