Et Voilá: Tony Parker decide Gara1 a 5″ dalla fine; non basta la tripla doppia di LeBron

Et Voilá: Tony Parker decide Gara1 a 5″ dalla fine; non basta la tripla doppia di LeBron

Photo: AP Photo/Wilfredo Lee

Era iniziato tutto con dei ricordi, quei 6 anni non sembrano affatto passati. La rabbia di Lebron che si vede alzare il titolo di MVP sulla faccia da parte di un piccolo grande uomo di Bruges, l’immagine di Duncan che consola l’allora 22enne guardia dei Cavs con una promessa: poter rigiocare quella partita. Non é più memoria ora, è la realtà, la chance é li, ma non é detto che lo stesso Tim, psicologo anche nei minimi dettagli, gliela faccia cogliere. Non solo ricordi, non solo rammarichi e gioie, anelli e delusioni, ma anche l’ipotesi, triste, ma fortunatamente solo ipotesi, di un possibile ritiro di Manu Ginobili a fine stagione. Solo voci, solo pensieri, solo forse ricerca della motivazione. Già, perché é quella che conta veramente a questo livello, ORA.
Benvenuti alle NBA FINALS 2013 dove il top della Eastern Conference e della Western Conference si sfidano in una serie che si preannuncia semplicemente fantastica. In un angolo i campioni in carica, i Miami Heat, la squadra ospitante in questa gara1; nell’altro, quegli immortali più che vecchietti San Antonio Spurs, che tornano a giocare una partita di playoff dopo 9 giorni di riposo. Non c’è tempo per preamboli e introduzioni, c’è solo il tempo per lo spettacolo più bello del mondo.

Tutta bianca e come sempre strapiena l’AmericanAirlines Arena di South Beach, Miami, FL, dove appena tre giorni fa i Miami hanno portato a casa una strepitosa gara7 contro i Pacers. Stasera avversario diverso sotto tutti i punti di vista e sicuramente gara di ben altro spessore e livello.

nba.comSembra voler partire con le marce altissime la squadra di casa che sul primo possesso trova i due punti con la schiacciato a due mani di Dwayne Wade, rinvigorito dopo la Gara7 contro Indiana. La risposta degli Spurs non si fa attendere e i Rookie delle Finals (Leonard e Green) più Parker piazzano un parziale di 9-0 che induce coach Spo a fermare la partita. Dopo il TimeOut un buon attacco di Miami con la bomba i Chalmers e il punteggio di 9-6. Contro parziale di 7-0 Miami firmato dal predetto Mario, Bosh e ancora Wade. James si limita a mettersi a disposizione dei propri compagni. Gli assist arrivano soprattutto per Bosh che prende tanti tiri, realizzandone meno della metà. Lebron, allora, decide di iniziare ad attaccare il ferro, ma il vantaggio siglato da LBJ viene replicato dal francese. Se in attacco Miami giostra bene la situazione, difensivamente mostra dei buchi e delle crepe vistose, soprattutto con Chalmers e con i lunghi. Lo dimostra Diaw che prende la linea di fondo e segna due comodi punti e poi Green che piazza la seconda bomba della sua serata. La risposta, rabbiosa se ce n’è una è di Lebron James, a segno con la tripla (18-18). Iniziano le rotazioni dei coach: già in campo Diaw e Ginobili, Spoelstra risponde con Miller e Allen, proponendo un quintetto “Small”. Inizialmente coach Popovich decide di non adeguarsi ma paga dazio con la bomba del neo-entrato Walter Ray Allen. Problemi di falli per il centro caraibico in nero-argento ed é costretto a lasciare il campo dopo un inizio difficile dal punto di vista realizzativo (0/5). La panchina di Miami sembra dare l’apporto richiesto e anche Miller si iscrive alla partita con due in penetrazione e alzando la parabola. Ripaga con la stessa moneta coach Pop che trova il -1 con un break di 4-0 firmato Neal-Ginobili. 23-24 Miami alla fine del primo quarto. Decisamente più controllato, rispetto alla serie contro Indiana, il computo delle palle perse, appena due per parte.

La seconda parte del primo tempo inizia con un Allen in versione Dinals: altra bomba importante. Continua Spoelstra con la “Small-Ball” e, dopo il nel canestro di Leonard, Miller torna a bombardare dall’arco (26-31). La risposta viene da Bahia Blanca: Manu con la bomba che lo mette in partita. James prova ad alzare i ritmi e correre in contropiede, due facili per The King. La rottura di San Antonio sembra essere prolungata e Cole da 3 punti punisce nuovamente la squadra di Duncan e compagni (29-38). Gli Spurs restano abbarbicati a questa partita anche grazie al predetto nativo di Saint Croix che decide di iniziare a farsi perdonare ciò che di sbagliato aveva fatto nel primo quarto. Sia in attacco che in difesa, diventa decisivo il suo apporto anche a rimbalzo. Viene coadiuvato dal NewJerseyGangsta Danny Green e gli Spirs sono di nuovo -2. Wade ritorna a lavoro e il suo jumper vale il 36-40. Inizia un duello a distanza tra Duncan e Wade che mettono rispettivamente 4 punti consecutivi a testa. Wade passa in vantaggio con il canestro che vale il nuovo 38-44. Si alzano i ritmi, corre Miami e Norris Cole senza paura attacca il ferro in contropiede contro Duncan. TimeOut Popovich dal quale gli Spurs ne escono magnificamente ancora con Duncan che segue a rimbalzo offensivo e realizza altri due punti. Problemi di falli anche per Miami e Bosh si siede in panchina con 3 falli. Gli accoppiamenti difensivi con Duncan (Battier e Anthony) non riescono a fermare un Duncan che chiuderà il quarto con 12 punti e 5/7 dal campo. Così come Lebron James ha più spazio per attaccare il ferro, anche Parker, marcato da un più che rivedibile Chalmers, penetra e realizza ogni qual volta vuole. Ancora Wade sembra chiude il quarto ma Duncan, rientrato per gli ultimi 8 decimi, realizza un canestro pazzesco che fissa il risultato 49-52. Wade già a 13, James quasi già in tripla doppia (10,8,5) e Allen e Miller che combinano 11 punti. Duncan, invece, chiude con 12 e 9, Parker con 9 e 4 assist e Green con 9 (3/5 da 3), con una buona prova anche di Manu a quota 6. Sembrano esser stati, però, due quarti di “studio, tra due squadre che non si sono mai affrontate a roster completi.

Il secondo tempo inizia come il primo, con Wade che va al ferro e segna il nuovo +5. Se su una metà campo Leonard fa un lavoro straordinario su James, dall’altra Parker batte il suo uomo puntualmente sul primo palleggio e realizza con continuità. Provo a mettersi in partita Bosh che capitalizza prima su un assist di Lebron da fantascienza e poi creandosi il piazzato per il 51-58 Heat. Piazzato per piazzato, anche Duncan si ricorda di avere una mattonella preferita e da li punisce la tardiva difesa dei lunghi di Miami. L’attacco di Miami a metà quarto va in panne e da due banali palle perse scaturiscono una schiacciata di Leonard, che come sempre dimostra di avere braccia infinite e atletismo da vendere, e un clinic di Tim Duncan in post basso. Siamo di nuovo sul -1 (59-60) quando Lebron serve il suo decimo assist serale per il solito jumper di Haslem dal mezzo angolo. Appena gli Spurs intravedono un tentativo di fuga, ecco la reazione. Stavolta é il turno di El Narigon, Manu Ginobili con la tripla. Arriva, però, il terzo banale fallo di Tim ed é costretto a far ritorno in panca. La bomba di Chalmers e la risposta pronta di un più che discreto Neal tengono sempre lì le due squadre. Neal prova e realizza dalla grande distanza ma Allen è caldissimo e risponde per il nuovo +5. Leonard sciupa tre ghiotte occasioni dai 3 punti e Manu chiude il quarto dalla lunetta portando il risultato sul 69-72 Heat. James é a un passo dalla tripla doppia (12,11,9) Wade vola a 17 mentre Duncan é già a 16,11 e 4, Manu a 13 e Parker a 11.
Non arriva la fiammata che ci si aspettava dai Miami Heat, soliti nel terzo periodo a cambiare le sorti della partita. Meriti vanno alla difesa Spurs che sale pian piano di intensità fino a far quasi collassare l’attacco Heat.

Ultimo periodo ancora sul sostanziale equilibrio. Inizia bene Miami che trova Birdman a rimbalzo in attacco. Sull’accoppiamento sportsillustrated.cnn.comdifensivo successivo finisce LBJ sulle tracce del brasiliano Splitter che realizza il 75-76. Dalla palla persa di Miller scaturisce il primo importante vantaggio Spurs con la firma del capitano della nazionale francese, Tony Parker. Bosh risponde col classico piazzato dal gomito ma la partita si capovolge sempre e solo per volere dell’ex Mr. Longoria. Dopo il canestro di Leonard, Parker inizia a fare sul serio e sfodera uno dei suoi colpi migliori: virata a velocità della luce e layup comodo. 81-78 Spurs che trovano il vantaggio dopo il cambio di strategia di Gregg Popovich: quintetto Small vs quintetto Small. Miami accorcia con uno dei due liberi messo a segno da Allen ma Duncan risponde immediatamente. Chalmers, evidente anello debole del quintetto di Miami, prima perde palla chiudendosi in angolo e facendo scadere i 24″ e poi si fa battere da Parker che arriva fino in fondo. Risultato: 85-79 San Antonio! Dopo il TimeOut Spoelstra, LBJ realizza dopo il rimbalzo offensivo (85-81). La spinta decisiva arriva da Danny Green che infila un tripla dl peso specifico elevatissimo su assist di Manu Ginobili. Bisogna affidarsi in casa Miami a James che va dentro e realizza. La chance di riavvicinarsi per gli Heat viene offerta da Green che non frena i suoi istinti e frana addosso ad Allen concedendogli 3 liberi, convertiti in 3 punti (88-86). Duncan porta nuovamente a scuola i lunghi Heat e realizza. Bosh dall’altra parte sbaglia una tripla con praterie di spazio e Green cattura il rimbalzo e chiama TO. Gli Spurs non realizzano e Ginobili commette fallo su Lebron che dalla lunetta è freddo e realizza il -2 a 31″ dalla fine. Momento decisivo, si va da Tony: prima la tiene in palleggio, poi penetra e viene chiuso da James che lo contiene, scivola ma si rialza in tempo per fintare il tiro, far saltare Lebron e realizzare a 5″ dalla fine il canestro che vale la vittoria di San Antonio. Il canestro arriva ad un decimo di secondo sulla sirena dei 24. Et Voilà, ecco la meraviglia di Tony Parker!

Finisce 92-88 per San Antonio che porta a casa una gara1 importante ma non ancora decisiva. Fondamentale psicologicamente ma non ancora da poter decretare indirizzata la serie. Del resto Miami ha perso gara1 con Chicago, ha rischiato di perdere gara1 con Indiana e sicuramente i match iniziali di una serie non sono favorevoli ai campioni in carica. Nelle serie precedenti, però, si sono sempre rialzati e hanno sempre esultato, cosa che non hanno mai concesso ai propri avversari Parker, Duncan & Co.
La serie diventa ancora più bella e non ci resta che aspettare l’atto secondo dello spettacolo dello spettacolo più grande del mondo. Perché come dice Federico Buffa “Non c’è bisogno del Paradiso, esistono le NBA FINALS”

Non basta la tripla doppia di Lebron (18,18,10) e un Wade da 17 e un Allen da 13. Gli Spurs mostrano le unghie e mandano 5 giocatori in doppia cifra: Leonard con 10 punti e 10 rimbalzi; Duncan con 20 e 14, sontuosa partita; Green con 12, unica macchia il fallo su Allen; Ginobili con 13 e le sue fantasmagoriche visioni di gioco; dulcis in fundo Tony Parker, 21 e 6 assist ma va molto oltre le cifre. Leader come pochi, decisivo come nessuno.

SAN ANTONIO SPURS 92 @ MIAMI HEAT 88

SAN ANTONIO SPURS: Leonard 10, Duncan 20, Splitter 7, Green 12, Parker 21, Ginobili 13, Parker 21, Diaw 2, Joseph, Neal 7, Bonner.

MIAMI HEAT: James 18, Wade 17, Bosh 13, Haslem 2, Chalmers 8, Allen 13, Miller 5, Andersen 7, Cole 5, Battier, Anthony.

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