Gli Heat asfaltano gli Spurs in gara-2 ed impattano la serie

Gli Heat asfaltano gli Spurs in gara-2 ed impattano la serie

Photo: bleacherreport.com

NBA Finals, gara-2: San Antonio Spurs @ Miami Heat

I Miami Heat non hanno steccato: LeBron e compagni hanno abbattuto gli Spurs in gara-2 di queste finali NBA e portato la serie in parità. Tutto questo nella serata che meno ti aspetti. Quella in cui San Antonio sembra esprimersi in un livello di gioco migliore di quello degli Heat per almeno metà partita e finisce poi per essere dominata nel finale. Quella in cui un James irriconoscibile, autore di soli 6 punti nei primi 25 minuti di gioco, si risveglia nel finale di partita, risultando fondamentale nel break decisivo. E pensare che la sfida non si era aperta benissimo per i locali, che faticavano a limitare degli Spurs efficaci in attacco e letali con il tiro dal perimetro. Solo nel terzo quarto la franchigia della Florida riusciva a scappare sul +10, trascinata dal Prescelto, finalmente entrato in partita. Negli ultimi 12 minuti non bastavano gli accorgimenti di coach Popovich ad evitare una disfatta che in texani magari in minima parte si aspettavano, ma che senza dubbio avrebbero evitato volentieri. Gli Heat impattano così la serie sull’1-1 adempiendo a pieno al proprio compito. La serie si sposta ora a San Antonio: l’appuntamento è per gara-3, martedì notte all’AT&T Center.

state-journal.comIl match parte a rilento, con un festival di palle perse: gli Spurs buttano al vento 3 palloni solo nei primi 120 secondi, ma grazie ad un Green impeccabile dalla lunga distanza, volano sul 9-4. Miami, soprattutto difensivamente, è una squadra del tutto diversa da gara-1, ma gli uomini di coach Popovich non sono da meno: l’area pitturata degli speroni è ben custodita e in attacco i bianconeri, pur non toccando i limiti della perfezione, riescono a far bene. Wade comincia ad attaccare con maggiore insistenza il ferro e gli Heat ne traggono beneficio, riportandosi sul -2 alla metà del primo periodo. Chalmers dalla lunetta da’ ai suoi il primo vantaggio dopo 9 minuti di gioco; decisamente insolito nel frattempo quello zero che si nota nel tabellino di LeBron, alla voce punti segnati. Spoelstra fa tutto il possibile per metterlo in moto, ma LBJ fatica a sbloccarsi, anche grazie grande difesa di Leonard (che cattura 6 rimbalzi solo nei primi 12 minuti). Il Prescelto realizza il suo primo canestro negli istanti finali del periodo, muovendo la retina per il canestro che impatta il match sul 22-22.

Gli Heat partono forte nel secondo periodo: Cole porta i suoi sul +5, con San Antonio che soffre un po’ a rimbalzo, ma riesce a rimanere attaccata grazie al tiro dalla distanza. Nel frattempo tessono le loro trame ancora in sordine i due giocatori più attesi della sfida: 1/4 al tiro e 2 punti siglati per LeBron, stesse cifre per Parker. Gli Spurs volano con delle percentuali spaziali dall’arco (6/8 da 3), ma dall’altra parte c’è un Chris Andersen dominante sotto le plance che impedisce la fuga agli avversari, costretti a far meno di Ginobili per problemi di falli. Ray Allen e Wade si svegliano dal letargo e contribuiscono a mantenere avanti gli Heat, nonostante un Danny Green pressoché infallibile da 3 punti. I padroni di casa chiudono così il primo tempo avanti 50-45 grazie ad un break conclusivo di 5-0, ma il match è in equilibrio.

Miami ritorna sul parquet vogliosa di mantenere il vantaggio, e dimostrandolo subito portandosi avanti di 8. Gli Spurs si rifannocincinnati.com sotto con un parziale di 7-0, che culmina con una tripla del solito Green (5/5 da oltre l’arco) che vale il -1. Seguono 5 punti consecutivi di Kawhi Leonard, e complici due liberi sbagliati da Wade i texani riprendono in mano del match. Le difficoltà degli Heat sono da ricercare principalmente nelle cifre di un LBJ in una giornata problematica, dove non riesce ad imporre il suo gioco, al punto da rimediare una stoppata da Green commettendo una leggerezza in zona offensiva. Nonostante tutto però la truppa di Spoelstra riesce a scappare sul +7, con un canestro proprio di LeBron che va chiudere un parziale di 7-0. Gli Heat ora sono in palla e scappano sulla doppia cifra di vantaggio con un gioco da 3 di Chalmers, chiudendo avanti 75-65 la terza frazione.

E’ con un canestro di LeBron che si apre il quarto periodo, seguito da un’altra tripla di Miller che vale in un amen il +15. San Antonio sembra completamente uscita dalla partita e già con la testa in gara-3. Ancora LBJ, che appare come un giocatore del tutto diverso rispetto a quello visto negli altri tre quarti di gioco, sigla il +19 della sicurezza. Dopo l’inevitabile timeout chiamato da Popovich un canestro di Parker sblocca San Antonio dopo oltre 4 minuti di digiuno, ma gli Heat conducono agilmente le operazioni. Dopo una spettacolare stoppata di LeBron su Splitter (QUI il video della giocata), Allen punisce dall’arco e nell’azione successiva lo stesso numero 6 firma la schiacciata in campo aperto che vale il 91-67: game, set, match. Anche coach Pop alza definitivamente bandiera bianca e toglie dal parquet tutti i titolari, concedendo qualche minuto anche a T-Mac. I 5 minuti finali, di puro garbage time, non servono ad altro se non a concedere qualche minuto di gloria ai panchinari delle due formazioni. Finisce 103-84, tra i festeggiamenti del pubblico della Triple-A.

MVP – Mario Chalmers: 19 punti, 6/12 al tiro, 5/5 ai liberi, 4 rimbalzi, 2 assist, +30 di plus/minus.
Indispensabile nei momenti di difficoltà, contribuisce a tenere a galla i suoi quando LeBron non è ancora in partita.

Miami Heat 103-84 San Antonio Spurs

Miami Heat: Haslem 5, James 17, Bosh 12, Chalmers 19, Wade 10, Lewis 4, Andersen 9, Jones, Battier 3, Anthony, Cole 2, Allen 13, Miller 9.
San Antonio Spurs: Duncan 9, Leonard 9, Splitter 4, Parker 13, Green 17, Bonner 5, Blair 2, Diaw, Mils 2, Neal 10, Joseph 8, Ginobili 5, McGrady.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy