Gli Spurs passeggiano in Plaza Pennsylvania, va al Beli il derby italiano

Gli Spurs passeggiano in Plaza Pennsylvania, va al Beli il derby italiano

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San Antonio Spurs battono i New York Knicks col punteggio di 120-89. Una vera e propria scampagnata nella “Big Apple” per Tony Parker e i compagni, che hanno condotto senza mai accennare ad alcun tipo di difficoltà per 48 minuti. Nella città dove la “Statua della Libertà” ha la mano alzata per ricevere in post basso, a fare la voce grossa è Danny Green: nato e cresciuto a North Babylon, città nei pressi di New York nota per il villaggio di Amityvillle che ha ispirato “The Amityville Horror Story”, oggi fa vivere gli incubi ai suoi concittadini. Per l’ex Olimpija Lubiana 24 punti e 10 rimbalzi. Scrive 18 un convincente Kawhi Leonard, mentre si ferma a 17 in 25′ di utilizzo il buon Tony Parker. Partita approcciata, giocata e gestita malissimo dai NYK: gli unici a dare un contributo, seppur comunque minimo, sono stati il nostro Andrea Bargnani e Carmelo Anthony, a quota 16 punti. Se da un lato la perfetta organizzazione dei nero-argento è venuta fuori una volta di più, la partita ha evidenziato i limiti difensivi dei Knicks in transizione e a metà campo (e dovrebbe essere preoccupante e non poco per Woodson, ma di questo ne parleremo in altri siti) senza Tyson Chandler, vero e proprio ago della bilancia. A nulla è servito il ritorno di un opaco JR Smith. Più che sufficiente il nostro Beli, che con 9 punti a referto si è aggiudicato il derby italiano. La partita: San Antonio parte con Parker, Belinelli Green, Diaw e Duncan. New York risponde con Prigioni, Felton, Shumpert, Anthony e Bargnani. L’inizio è traumatico per i padroni di casa: i Knickerbockers, in divisa totalmente arancio per l’occasione, sbagliano tutto lo sbagliabile nei primi 3′ e Belinelli sanisce subito il 10-0. Woodson si affida a un paio di giocate estemporanee del Mago Bargnani e manda in campo JR Smith. Nemmeno il ritorno del concittadino del “Boss” Springsteen basta per risollevare le sorti dei Knicks che dopo 7′ perdono già di 16 punti grazie ad un paio di mortiferi tiri dalla lunga di Green, che ha ricordato la versione di sé stesso vista durante le ultime NBA Finals. Sale in cattedra anche Leonard, che permette ai suoi di trovare addirittura il +20 al 15′. La partita quindi viene messa subito in ghiaccio dagli Spurs: al ritorno dagli spogliatoi non arriva la reazione aspettata dai Knicks, che quindi contribuiscono attivamente ad un secondo tempo di totale garbage time. Nei secondi 24′ vedremo protagonisti sul parquet oggetti misteriosi come Aron Baynes, che in allenamento non marca Duncan a causa della sua eccessiva natura violenta, e Toure Murry da entrambe le parti. Da segnalare il ritorno della partita di mezzogiorno sugli schermi italiani, un habitué degli ultimi anni che era andato in disuso. NEW YORK KNICKS 89-120 SAN ANTONIO SPURS (17-35; 45-61; 60-90) NEW YORK: Bargnani 16, Anthony 16, Shumpert 3, Felton 7, Prigioni 3, JR Smith 5, World Peace 13, Udrih 6, A.Stoudemire 2, Hardaway jr. 11, Aldrich 2, Murry 5, K.Martin DNP. SAN ANTONIO: Belinelli 9, Duncan 11, Diaw 4, D.Green 24, Parker 17, Ginobili 9, Splitter 4, Leonard 18, Mills 15, Ayres, De Colo 5, C.Joseph 4, Baynes.

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