Hawks battuti in casa, i Bulls approdano alle finali di Conference

Hawks battuti in casa, i Bulls approdano alle finali di Conference

Soliti quintetti con Rose, Bogans, Deng, Boozer e Noah per Chicago e Teague, Johnson, Smith, Horford e Collins per Atlanta. Boozer trova subito 4 punti, a cui risponde con la stessa moneta Josh Smith. La circolazione di palla fa la differenza, con i Bulls impegnati a trovare l’uomo libero e gli Hawks impegnati unicamente a cercare Smith: i canestri di Noah e Rose proiettano in avanti Chicago (4-8). Atlanta inizia ad esplorare anche altre soluzioni, non sempre proficue, mentre Chicago trova il primo break della partita in seguito ad un sensazionale canestro e fallo di Boozer e ad una buona azione spalle a canestro di Noah (8-15). La difesa interna degli Hawks continua a difettare, e Deng, il leader dei Playoff per minuti di media, ne approfitta segnando in entrata; Boozer trova poco dopo Noah per la schiacciata (11-19). Atlanta riesce a riavvicinarsi con un acuto di Joe Johnson, seguito da una grande soluzione personale di Josh Smith; Chicago riesce a reagire con il nono punto di Carlos Boozer (15-22). La tripla di Rose concede agli ospiti la doppia cifra di vantaggio; lo stesso Rose pesca poco dopo meravigliosamente un taglio a canestro di Luol Deng. Il parziale Bulls è interrotto da una schiacciata di Joe Johnson in contropiede. Il primo quarto si chiude sul 17-27 per i Bulls, che possono sperare nella statistica che vede, nelle prime 5 gare di questa serie, sempre vincente la squadra che ha terminato in vantaggio il primo quarto di gioco.

Per gli Hawks piove sul bagnato quando Jeff Teague, in campo in sostituzione dell’infortunato Hinrich, torna negli spogliatoi dopo una brutta caduta in seguito ad un contatto con Rose. A Kyle Korver spetta l’incombenza di aprire le marcature del quarto dopo 2’ di gioco; per Atlanta i primi punti arrivano dalla lunetta, con Al Horford (19-29). Le due squadre appaiono in evidente difficoltà, con gli attaccanti degli Hawks che si schiantano puntualmente contro i lunghi dei Bulls e Chicago che si accontenta di forzare dalla distanza: il parziale del quarto è 2-2 dopo tre minuti. Crawford trova il canestro in penetrazione, ma gli risponde Brewer. Il pressing tutto campo dei Bulls genera un recupero, con conseguente schiacciata di Keith Bogans, mentre dall’altra parte Atlanta va a segno con un canestro in semigancio di Al Horford (23-33). Rose inizia a correre e a seminare il panico nell’attonita difesa avversaria: in due azioni produce un canestro in penetrazione e l’assist per la schiacciata con il fallo di Joakim Noah (25-40). Un fallo di Noah concede due liberi a Johnson, a seguito dei quali rientra sul terreno di gioco Jeff Teague. Johnson va a segno anche dalla media, riducendo uno svantaggio che aumenta di nuovo con la gita in lunetta di Rose (29-43). Teague segna il suo primo canestro, poi in contropiede Johnson e Smith producono un’azione destinata ad essere riproposta negli highlights: Johnson alza per Smith che, ad una mano, schiaccia con il fallo di Noah (34-45). Ancora 10 punti di vantaggio all’intervallo per i Bulls, 35-45 il risultato.

Boozer prosegue con la sua serie di canestri realizzando quello che apre la terza frazione di gioco. Rose corre in contropiede e trova il canestro e fallo per un nuovo +13 (37-50). Soprattutto in questi momenti, vengono a galla tutte le difficoltà di gioco di una squadra che mette la palla in mano ai suoi giocatori migliori e sta a guardare: per diversi minuti la palla staziona nelle mani di Joe Johnson o Josh Smith, senza la minima ricerca di un buon tiro. Jason Collins pesca un jolly realizzando sulla sirena dei 24 (41-52). Luol Deng realizza due canestri ravvicinati per mantenere la doppia cifra di vantaggio, anche se il canestro in penetrazione di Jeff Teague accorcia nuovamente le distanze; Keith Bogans ricaccia ulteriormente indietro gli Hawks con un canestro dall’arco (45-59). Gli arbitri si accaniscono un po’ contro i Bulls, ai quali vengono fischiati 6 falli in circa 7’, con Noah costretto a sedersi proprio per problemi di falli. Chicago è comunque implacabile e la tripla di Johnson vale solo il -14 (49-63). Omer Asik schiaccia con il fallo dopo un grande passaggio di Carlos Boozer. I tiri liberi dello stesso Boozer regalano a Chicago un nuovo massimo vantaggio, con gli Hawks che sembrano sempre più tramortiti e chiudono il terzo quarto sotto 51-70.

Atlanta getta evidentemente la spugna con palese mancanza di convinzione e di aggressività; ne è la prova la palla persa con conseguente schiacciata di Rose nel deserto che porta i Bulls sul +21 (55-76). I Bulls invece proseguono con la consueta solidità e attenzione alla costruzione del tiro: vanno a segno Taj Gibson e Kyle Korver (57-81). Joe Johnson, assieme a Josh Smith, è l’unico elemento degli Hawks che almeno tenta di rendere meno umiliante questa sconfitta, sebbene i 61 punti segnati in 43’ non lascino dubbi su quanto scadente sia stata la prestazione di una squadra che non ha mai convinto fino in fondo, pur essendo riuscita ad eliminare Orlando da questi Playoff. Con ancora 5’ da giocare, Rose abbandona il campo con 19 punti e 12 assist, interrompendo la serie di 30+ punti e 7+ assist che portava avanti da tre partite. Con in campo le riserve delle riserve, gli Hawks riescono a recuperare qualche punto (67-87). Thibodeau preferisce tener dentro qualche titolare: proprio Noah tocca a rimbalzo per il punto del 67-89. Atlanta riesce quasi ad esprimere un basket migliore con in campo le terze linee, certo complice il rilassamento di Chicago che ha già la testa alle finali di Conference. La partita si conclude sul risultato di 73-93. Hawks eliminati.

I Bulls adesso possono pensare alla sfida coi Miami Heat nelle finali della Eastern Conference. La squadra dell’Illinois non arrivava alle finali di Conference dal lontano 1998, ultima stagione di Michael Jordan con la maglia dei Bulls, mentre gli Heat dal più recente 2006, anno in cui avevano vinto il titolo NBA sconfiggendo in finale i Dallas Mavericks. Le due squadre si sono già affrontate nella finale di Conference del 1997, vinta per 4-1 dai Bulls. Nella storia, solo in quattro occasioni la squadra con l’MVP e il coach dell’anno ha poi vinto il titolo: i Celtics del 1965 con Red Auerbach e Bill Russell, i Knicks del 1970 con Willis Reed e Red Holzman, i Bulls del 1996 con Phil Jackson e Michael Jordan e gli Spurs del 2003 con Gregg Popovich e Tim Duncan. Che i Bulls di Tom Thibodeau e Derrick Rose possano ripetere l’impresa?

Atlanta Hawks 73-93 Chicago Bulls

Atlanta Hawks: Smith 18, Horford 7, Collins 4, Johnson 19, Teague 4, Crawford 8, Pachulia 1, Williams, Armstrong 3, Sy 5, Powell 2, Wilkins 2.


Chicago Bulls:
Deng 13, Boozer 23, Noah 11, Bogans 3, Rose 19, Asik 5, Brewer 2, Korver 7, Watson, Gibson 10. N.E.: Butler, Thomas.

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