Hibbert e Lance “Born Ready” Stephenson allungano la serie e Indiana vola a Miami sul 2-2

Hibbert e Lance “Born Ready” Stephenson allungano la serie e Indiana vola a Miami sul 2-2

Playoff2013, Round 3

Game4, Eastern Conference Finals

MIAMI HEAT 92 @ INDIANA PACERS 99:

MIAMI HEAT: James 24, Haslem 6, Bosh 7, Wade 16, Chalmers 20, Allen 11, Andersen, Battier 4, Cole 4, Anthony, Miller.

INDIANA PACERS: George 12, West 14, Hibbert 23, Stephenson 20, Hill 19, Hansbrough T. 3, Augustin, Young 6, Mahinmi 2.

Ce la si aspettava così, piacevole e dura, bella e combattuta, intensa e lunga la serie tra i Miami Heat e gli Indiana Pacers. Una delle serie più belle di questi playoff2013 ha archiviato anche gara4 con la vittoria alla Bankers Life Fieldhouse degli Indiana Pacers. La differenza principale da gara3 è che stanotte si é giocata una partita di pallacanestro di altissimo livello sia fisico che tecnico e le due squadre hanno combattuto per la vittoria fino agli ultimi secondi. Se per Miami c’era la possibilità di mettere una seria ipoteca sul titolo di conference e sulla finale, per Indiana c’era la possibilità di allungare la serie e di tornare tra le mura amiche per gara6. Gli uomini di Frank Vogel hanno optato naturalmente per tornare in uno dei palazzi più caldi della lega.

Fu Bobbito García, speaker del Rucker Park, uno dei più famosi playground di Harlem, NYC, a dare il soprannome di “Born Ready” a Lance Stephenson. La motivazione sarebbe che, stando alle parole di García, Lance giocava alla pari con chiunque, dai ragazzi liceali fino ai veri veterani, e, da qui, il soprannome di “Nato Pronto”. In questi playoff il ragazzo di Brooklyn si é fatto notare particolarmente per aver eliminato con i suoi 25 punti i New York Knicks con una prestazione più che maiuscola. Tralasciando queste storia, che riprenderemo in seguito, analizziamo le fasi della partita.

La caldissima Bankers Life Fieldhouse, rispetto a gara3, ha un effetto particolarmente diverso: la partenza dei Pacers é da indemoniati e dopo appena 3′ Indiana é già 11-0 con 7 punti di George Hill. I primi punti per Miami arrivano dalla lunetta con Lebron James. Sará il tema costante della partita, che vive soprattutto di break e contro-break, e Miami piazza un 7-0 grazie a Wade e Chalmers, quest ultimo straordinariamente ispirato. Inizia, però, a farsi sentire con i rimbalzi offensivi e la mastodontica presenza in vernice Roy Hibbert che firma l’11-16 Indiana. Il primo vantaggio Heat lo firma Haslem, il capitano. La situazione falli inizia ad essere decisiva già nel primo quarto ed é Bosh a diversi sedere per i suoi già 2 falli. Inizia a intravedersi, negli ultimi minuti del quarto, un più che volenteroso Lance Stephenson che realizza prima contro James e poi contro Allen. Si va al mini riposo col punteggio di 22-26 Pacers che hanno già Hill in doppia cifra (10) e Hibbert con 6 punti e 7 rimbalzi. A rispondere il solo James con 9.

Il secondo quarto segue l’andamento del primo: ottimo inizio Pacers che arrivano sul +9 grazie all’intensità del duo Hansbrough-Young e grazie ai movimenti fin troppo elementari di West contro la difesa insufficiente di Battier. Offensivamente si spengono i Miami Heat senza LBJ e il canestro di Young dopo una inspiegabile palla persa di Allen fa infuriare Spoelstra. La situazione falli si aggrava anche per Indiana che deve far riposare George che ha già raggiunto 3 falli a metà secondo periodo. Stesso ragionamento per Miami: 3 falli per Andersen che non riesce a contenere Hibbert e 3 falli anche per Bosh. Coach Spo è costretto a chiamare in causa Joel Anthony. Ancora Wade e Chalmers a tener vive le speranze degli Heat ed un nuovo parziale di 9-1 riequilibra la situazione. In più Lebron James realizza sulla sirena ed il punteggio dopo 24′ di gioco é 47-48 Indiana.

Nella ripresa i Miami tornano con idee bellicose, stemperate, però, da un Lance Stephenson tarantolato. Chalmers inserisce la quarta e le sue “Quick Decision” portano i suoi sul +6 (60-54) quando inavvertitamente gli Heat calano e Indiana mette a segno un parziale di 10-0. Nel frattempo Bosh mette male il piede a terra e la caviglia si gira. Stesso episodio anche a James che pesta il piede di Born Ready e la caviglia si gira in maniera piuttosto evidente. Entrambi però ritorneranno presto sul parquet. Spoelstra, completamente in emergenza, gioca la parte centrale del quarto con Battier da 4 e Haslem da 5. Il risultato é uno sfavillante Hibbert che regna nell’area. Lebron mostra al pubblico e alla sua panchina di essersi ripreso più che bene piazzando una bomba e stoppando Hill ad altezze impressionanti. Il finale di quarto, però, é tutto di Indiana: prima un precisissimo Hill che mette a segno i suoi punti numero 17 e 18 e poi “Born Ready”, sempre più in versione NYK, sfrutta la disattenzione di Wade per realizzare una bomba sulla sirena pazzesca. Si va all’ultimo mini intervallo sul 70-77 Indiana, con Stephenson, Hibbert e Lebron a quota 16 punti.

zimbio.comSolito inizio di quarto: Indiana prova a scappare grazie ad Hibbert che fa il vuoto nel pitturato e porta i suoi sul 72-81. Dopo il massimo svantaggio ecco la reazione e il break Heat: difesa intensa, stoppate di James e Bosh e prima Wade da 2 e poi Lebron da 3 per l’83 pari a 6′ dalla fine. All’and-one di Wade in transizione risponde l’and-one di George, si iniziano ad alzare le asticelle del livello fisico e tecnico ed emergono i veri giocatori. Allen trova un canestro da 3 sulla sirena dei 24″ da fantascienza, mentre sul fronte opposto un sempre più trascinatore Stephenson impatta a quota 89. Hibbert realizza 5 punti di fila, mentre Lebron gli risponde con l’ennesima tripla di serata. Il momento decisivo é il tap-in del centro col numero 55 di Indiana che regala il 92-96 ai Pacers. Avviene nel finale una cosa più unica che rara: Lebron esce per 6 falli ed in 128 partite di playoff questa é solo la seconda volta. Viene punito, con un fischio fin troppo fiscale, un blocco ritenuto irregolare e così i Miami a heat devono gestire un finale in rimonta senza il loro leader assoluto. Una dubbia rimessa viene affidata ai Miami Heat ma la terna vede un infrazione di passi di Dwayne Wade su uno step-back che sembra regolare. La terna ha deciso e la Bankers Life Fieldhouse inizia a far festa. A poco servono i falli sistematici, viste le spaventose percentuali di Hill e George dalla lunetta.

È Game, Set & Match. Indiana vince 92-99 e vola a Miami sul 2-2 con tutte le carte in regola per poter portare la serie fino a gara7.
La vittoria di Indiana ha visto come protagonisti Hibbert (23 punti, 12 rimbalzi e 10/16 dal campo) e un, come lo definirebbe Bobbito García, Born Ready da 20 punti con 9/15 dal campo. Eccellente anche l’apporto di Hill (19), West (14) e George, che, anche se non segna molto, é sempre presente nei momenti caldi del match. Miami, invece, porta 4 giocatori in doppia cifra: James con 24 punti, 3 stoppate, 5 assist, 6 rimbalzi, tirando 8/18 dal campo e 4/7 da 3; Wade con 16 e 6 assist; Chalmers con 20 punti e 8/8 ai liberi ed infine Ray Allen, 11 per lui con 4/13 dal campo. Disastroso é l’apporto della panchina, in primis Shane Battier che sembra essere un giocatore molto bel lontano da quello dello scorso anno.

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