I campioni riprendono il comando, battuti i Pacers 114-96 alla Bankers Life Fieldhouse

I campioni riprendono il comando, battuti i Pacers 114-96 alla Bankers Life Fieldhouse

Playoff 2013, Round3

Game3, EASTERN CONFERENCE FINALS

Avevamo lasciato la serie su un’impresa, su una eroico sforzo da parte dei Pacers per portare a casa una delle prime due gare disputate all’AmericanAirlines Arena di Miami. La battaglia di gara2 é stata vinta dagli uomini di coach Vogel, da un dilagante Hibbert e da un freddissimo Paul George, grande spina nel fianco per Miami. Due giorni di riposo e poi la serie si é trasferita alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis, dove una serie sempre più fisica, sempre più intensa subisce una svolta importante. Indiana, forte dell’ormai fattore campo ribaltato, deve confermare ciò che di buono ha fatto in entrambe le gara contro gli Heat; Miami, invece, deve riscattarsi dopo una delle rare sconfitte nelle ultime 53 partite (appena la quinta sconfitta) e dopo una gestione del finale quantomeno appannata. Se n’è discusso tanto, anche sui social network, ma la lega e i suoi organi interni hanno deciso di non punire la gomitata rifilata a Lance Stephenson da parte di Dwayne Wade. Decisione che non può far altro che aumentare l’intensità e la cattiveria agonistica di queste equilibratissime finali di conference.

Partono entrambe bene le squadre, con Miami che riesce a portarsi in vantaggio di quattro lunghezze quando West inizia, come solito, a mettere in difficoltà la difesa Heat. Miami prova a rispondermi avvicinandosi all’area con un positivo Chris Bosh. Il pari arriva ad un minuto dalla fine del primo quarto grazie ad un incontrastabile Roy Hibbert (30-30), ma non é il risultato finale perché Miami riesce a realizzare 34 punti nei primi 12′ grazie alla schiacciata di Lebron in contropiede. L’inizio del secondo periodo é un punto di svolta della partita perché Hibbert abbandona il terreno di gioco per recarsi negli spogliatoi. La reazione immediata di Miami é quella di avvicinarsi quanto più possibile al ferro e Lebron inizia a giocare in post contro Paul George. Il risultato è il +10 Miami (42-32). Nonostante i 211cm di Ian Mahinmi, l’assenza di Hibbert condiziona palesemente la difesa dei Pacers tanto da concedere a Miami anche rimbalzi offensivi. Spoelstra inserisce sul parquet anche Chris Andersen per mettere ancora più in difficoltà l’ex centro di Dallas. Finalmente per Indiana torna Hibbert in campo ma i risultati non cambiano: Haslem arriva al ferro e porta Miami sul 61-49. Dopo Haslem, é la volta di Wade che attacca con estrema decisione Hibbert e realizza ancora. Infine, la ciliegina sulla sirena è l’arcobaleno di Lebron James che porta i suoi Heat a quota 70 punti realizzati contro i 56 di Indiana. Miami tira col 63% dal campo e segna 17 dei 22 tiri presi con i piedi nel pitturato. Statistica che spiega bene l’approccio differente alla partita.

nba.comLa reazione nel secondo tempo di Indiana arriva ma é fin troppo scarica per impensierire degli Heat estremamente precisi e razionali. Hibbert, con l’ennesimo rimbalzo offensivo della sua partita, porta i Pacers al di sotto della doppia cifra di svantaggio a metà terzo quarto. La risposta di Miami non é affidata a Lebron, non é affidata a Wade e nemmeno a Bosh; la risposta di Miami é affidata alla squadra e una perfetta circolazione sul perimetro porta ad un ottimo jumper di un altrettanto ottimo Hudonis Haslem. Nuovamente +12 Heat (83-73). Il punto esclamativo nel terzo periodo lo firma Dwayne Wade con la schiacciata in solitaria nell’area dei Pacers. Il 91-76 è siglato, invece da Andersen che schiaccia per evitare di macchiare le sue ancora immacolate statistiche (100% dal campo anche stasera). Nel quarto periodo arriva anche il supporto dei gregari di lusso, molto nascosti nelle prime due gare. Parliamo di Battier e Allen che puniscono i ritardi difensivi di Indiana con triple che ammazzano letteralmente la partita.

Ai Pacers non basta un Hibbert da 20 punti e 17 rimbalzi, ne tantomeno un Hill da 19 con 3/3 da 3 e 5/10 da 2. Paul George, che ha avuto pochissimo impatto in questa partita, non é un fattore come nelle altre due partite: chiude con 3/10 dal campo e 2/4 dall’arco con appena 13 punti. West si conferma buon realizzatore con 21 punti e il 50% dal campo (8/16). L’apporto della panchina é piuttosto scarso.
Per quanto riguarda gli Heat una partita solidissima e molto precisa in quasi tutti gli aspetti: persa, come normale che sia, la lotta a rimbalzo, l’arma vincente sono sicuramente le sole 5 palle perse in tutta la partita; le 5 stoppate messe a segno e i 6 recuperi contribuiscono a mostrare gli ottimi adeguamenti e aggiustamenti difensivi. Per l’attacco, invece, il tassello in più è stato sicuramente quello portato da Haslem in primis e poi dal resto dei gregari: il veterano dei Miami segna 17 punti, con 8/9 dal campo e in più cattura 7 rimbalzi. Bene anche, finalmente per Erik Spoelstra, Allen con 6 e Battier con 7. La partita dei BigThree rientra nella norma: Lebron chiude con 22 punti, 4 rimbalzi e 4 assist; Wade con 18, mentre Bosh con 15. Bene anche Chalmers con 14. La grande novità in casa Heat é un sorprendente 85,7% ai liberi (24/28).

MIAMI HEAT 114 @ INDIANA PACERS 96:

MIAMI HEAT: James 22, Haslem 17, Wade 18, Bosh 15, Chalmers 14, Allen 6, Battier 7, Andersen 9, Cole 5, Anthony, Lewis 1, Miller, Jones.

INDIANA PACERS: George 13, West 21, Hibbert 20, Stephenson 7, Hill 19, Hansbrough T. 4, Young 2, Augustin 3, Mahinmi 4, Green 2, Johnson 1, Pendergraph, Hansbrough B.

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