I Miami Heat, con un piede già in finale, ancora vittoriosi allo United Center

I Miami Heat, con un piede già in finale, ancora vittoriosi allo United Center

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MIAMI HEAT 88 @ CHICAGO BULLS 65:
Dopo gara1 vinta dai Bulls sul campo dei Miami Heat, tutti erano portati a pensare in un’altra grande impresa dei Chicago, un altro incredibile passo senza la loro stella, un’altra situazione dal fine eroico. Le premesse di quell’ormai lontano 7 Maggio sono quasi un miraggio per la squadra di coach Thibodeau che, purtroppo, ha assistito ad un declino inaspettato dei suoi, appunto, eroici Bulls. L’infortunio di Deng e Hinrich ha sicuramente condizionato le rotazioni e le scelte dell’ex assistente di Rivers (anche se stanotte rientrava Hamilton), le voci insistenti sul ritorno in campo di Derrick Rose hanno infastidito e non poco il clima spogliatoio. I Bulls avrebbero molte attenuanti, molti alibi ai quali potersi rifare, ma forse basta semplicemente ammettere che dinanzi a loro c’è la squadra campione in carica, ci sono giocatori formidabili (senza nulla togliere ai grandissimi giocatori di cui dispone Chicago) ai quali basta schiacciare un pulsante per cambiare l’inerzia di una partita o di una serie playoff. E così è stato. Dopo la batosta di gara1 all’AmericanAirlines Arena, James&co. hanno deciso di cambiar volto, cambiare modo di giocare e hanno ribaltato l’intera serie, passando dallo 0-1 al 3-1. La prossima partita é già l’ultima spiaggia per la franchigia rossonera, che potrebbe andare incontro ad un 4-1 che, vedendo nel complessivo la serie e il declino a cui si faceva riferimento prima, può “andar bene” a Belinelli e compagni. 

Una difesa, punto forte dei Bulls da quando Thibodeau ha preso le redini della squadra, che è passata dalle gesta incredibili di Gara7 e dell’intera serie a NYC a subire in tre partite uno scarto medio di circa 23 punti (37 in gara2, 10 in gara3 e 23 stanotte). Anche l’attacco ha fatto registrare peggioramenti netti: dopo la stupenda gara1, giocata in maniera sensazionale offensivamente, i vari Nate Robinson, Carlos Boozer e Noah hanno abbassato le loro medie; stanotte, addirittura, nel terzo quarto sono entrati nella storia ma dalla porta sbagliata: peggior quarto della franchigia con appena 9 punti segnati in 12′. La miglior fotografia della partita é sicuramente l’inquadratura di TNT a fine terzo quarto della panchina dei Bulls, praticamente tutti con le mani o sul volto o nei capelli, increduli della situazione e frustrati per l’ennesima sconfitta che si profila. 

Per quanto riguarda invece la sponda South Beach i problemi sono sicuramente di meno ma non mancano: a partire da Wade, che anche stanotte ha fatto registrare una partita mediocre a causa delle malconce condizioni del ginocchio destro, passando comunque per la fluidità offensiva che stenta ad essere costante nel gioco dei Miami Heat. La questione Wade risulta essere piuttosto delicata perché costringerà i campioni in carica a dover fare delle scelte già dalla prossima partita: se le condizioni dovessero peggiorare, Wade potrebbe risentirne in maniera eccessiva anche nella serie finale. L’altro tassello non proprio positivo è la poca continuità e fluidità offensiva dei Miami Heat che troppe volte si affida all’estro e alle invenzioni del suo numero 6. L’impostazione del gioco da parte di Mario Chalmers non é la stessa rispetto alla scorsa stagione e lo stesso Norris Cole, attualmente riserva di Chalmers, sta rendendo di più sia in termini di punti, sia in fase difensiva. Non solo problemi per Miami che é meritatamente avanti 3-1 nella serie anche grazie ad un ritrovato Chris Bosh che stanotte ha raggiunto 10 punti dopo appena un quarto di gioco. Non manca quasi mai l’apporto fondamentale della profonda panchina a disposizione di Spoelstra (anche stanotte 29 punti messi a referto dalla SecondUnite). 

Ci siam soffermati di meno sulla partita e affrontato temi più caldi proprio perché il declino dei Bulls si vede anche dalla completa assenza di fisicitá e di agonismo che ha caratterizzato la serie sin da gara1. Quasi una resa, quasi una bandiera bianca, quasi come se non ci fosse stata mai partita. Il passivo finale é certo pesante e la dimostrazione arriva dai tifosi che non attendono la fine della partita per abbandonare le tribune dello United Center. Tra due giorni si torna in Florida dove gli Heat hanno già sulla racchetta il Match Point.  

 

MIAMI HEAT: James 27, Haslem 6, Bosh 14, Wade 6, Chalmers 6, Battier 3, Allen 5, Andersen 9, Cole 7, Miller, Lewis 2, Anthony, Jones 3.
CHICAGO BULLS: Butler 12, Boozer 14, Noah 6, Belinelli 9, Robinson, Gibson 10, Teague, Mohammed 2, Hamilton 11, Cook, Thomas 1.

 

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