Il derby della Florida lo vince Miami, ma Oladipo?

Il derby della Florida lo vince Miami, ma Oladipo?

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La partita a 5 stelle di stanotte, nonostante il brutto momento della franchigia proveniente dalla grande Mela potrebbe essere stata New York – Indiana e se non decidessimo a priori quale partita riassumervi, avremmo puntato su altro, ma ho richiesto personalmente di guardare Miami-Orlando per visionare quel fenomeno di cui tutti parlano: Lebron James.
No,scherzo su, parlavo di Victor Oladipo.

Quindi prendiamo come pretesto il derby di Florida, ci spostiamo a pochi chilometri dalla Disney e con birra e panino alla mortadella ci fiondiamo sulla partita.
Da una parte abbiamo in divisa nera i due volte campioni dei Miami Heat. L’unico in borghese è D-Wade costretto alla panchina e sostituito egregiamente nel quintetto iniziale da James Jones.
Wade o nonWade, restano Bosh e soprattutto LeBron James, che quando sente parlare di Orlando, vede rosso e fa fuoco e fiamme da quando ha dovuto risolvere quella gara della finale di conference al buzzer  (serie persa poi sulla lunghezza) vestendo i panni di una franchigia dell’Ohio.

Dall’altra parte in divisa bianca, una squadra che dopo la sconfitta alle finals del 2010, ha tentato di ripetersi ,ma poi, costretta a rilasciare Dwight Howard, ha deciso di ricostruire il cantiere partendo ufficialmente da quest’anno con la scelta di Victor Oladipo: Stellina proveniente dagli Hoosiers di Indiana e per ora unico sfidante al trono di Rookie of the year di Micheal Carter-Williams

MIA     25 29 36 30  TOT 120
ORL   20 29 22 21  TOT 92

Siamo spesso abituati alle partenze fulminee di Miami, che sfruttando le infinite capacità di gioco a campo aperto, tenta il maggior numero di rubate e rimbalzi veloci per far partire il panzer corazzato Lebron James. Se poi gli affianchi Battier e James Jones, sai che se riesci a non concedere i due punti in area, sono tre dall’arco (e fanno più male)
16-0 in pochi secondi. Poi Birdman si deve inventare un passaggio all’avversario e concedere il tiro libero ad Afflalo.
Da quel momento è Afflalo contro tutti: tenta la rimonta solitaria, servendo i compagni e prendendosi la responsabilità di tirare fuori ritmo.
Miami non toglie mai le mani dal manubrio e chiude la partita facilmente con quella schiacciata in reverse di Lebron James  che vi starà intasando la home del vostro social network preferito.

In tutto questo, Victor Oladipo dov’è finito?
Per quello che ho potuto vedere io, Oladìpo (perché gli americani mettono l’accento sulla ì) è un giocatore molto intelligente, che nonostante la giovane età riesce a giocare qualche brutto scherzo all’attacco avversario con più di una rubata furba e contropiedi veloci. Non è nemmeno facile partire subendo la virata in faccia del signor James dopo nemmeno un minuto. Gli manca ancora la leadership di Carter-Williams, ma non ci possiamo lamentare così per un rookie.
Di certo credo che per esempio Burke ,appena rientrato, sarà molto più scolastico nel gioco ma tenderà a trascinare la squadra.

Vorrei fare un complimento ai Miami Heat che ogni anno migliorano qualcosa dal proprio gioco ma soprattutto a Lebron James che mostra tassi di crescita impressionanti. Ciò che è cambiato dall’anno scorso non è la tecnica di tiro, o la fucilata che taglia il campo e mette in difficoltà la difesa avversaria, ma la capacità di fare SEMPRE la cosa giusta. I primi due anni di Miami prendeva tiri forzati in momenti inutili della partita; ora fa la cosa giusta nel momento giusto.

finirei con una Orlando che di certo nei prossimi due anni cambierà ancora assetto e giocatori, ma sta andando verso una direzione giusta per cambiare il trend negativo degli ultimi 3 anni.

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