Il sogno dei Bulls continua: battuti a domicilio i campioni in carica; Robinson e Belinelli decisivi

Il sogno dei Bulls continua: battuti a domicilio i campioni in carica; Robinson e Belinelli decisivi

2nd Round Playoffs 2013 – Eastern Conference

Chicago Bulls 93 @ Miami Heat 86

L’accoppiamento con i Chicago Bulls , fin dal primo momento, non è stato preso benissimo dai tifosi Heat. I ricordi sono rivolti tutti a quella sera, a quella partita dell’ormai lontano 27 Marzo quando gli uomini di coach Thibodeau non permisero agli Heat di riscrivere la storia, bloccando l’incredibile striscia di vittorie consecutive. Ma si sa, la regular season é un altro sport rispetto ai playoff e le due squadre arrivano a questa Gara1 di semifinale con motivazioni diversi: i campioni in carica dopo il secco 4-0 rifilato ai Bucks sono riposati ed hanno avuto modo di preparare la partita non appena conclusa gara7; i Bulls, invece, hanno si sprecato una quantità immane di energia ma, carichi a pallettoni, si presentano all’American Airlines Arena per continuare un sogno che, senza l’ormai storico infortunato Derrick Rose, non sembrava realizzabile. La carica emotiva e la solita meticolosa preparazione della partita da parte dell’ex vice di coach Rivers sono componenti che hanno già ingabbiato in stagione i Miami Heat del neo premiato MVP (quarta volta in appena 5 stagioni) Lebron James.

Prima della gara la consueta cerimonia per l’assegnazione del premio di Most Valuable Player al predetto James che colleziona un altro trofeo in una bacheca che si sta arricchendo in maniera esponenziale. 
Nella solita cornice di pubblico della TripleA vestita interamente di bianco, il primo quarto é già chiaro che l’ordinato attacco dei Bulls e la loro intensa difesa sono problemi per i Miami Heat. Pronti via, Chicago inizia ad imporre il proprio gioco anche senza il regista principale Kirk Hinrich e senza Luol Deng. La prima scossa in casa Heat arriva dall’MVP che batte Butler e arriva al ferro schiacciando il -2 Heat (10-8). Le solite precoci rotazioni di coach Spoelstra non scalfiscono in nessun modo il piano partita dei Bulls che, con Gibson, raggiungono nuovamente il +3 (13-10). La scelta di Thibodeau é quella di concedere spazio a Shane Battier sul perimetro ed é una scelta che, a fine partita, ripaga il coach di Chicago: Battier infatti tira, nel solo primo quarto, sette volte dall’arco ma riuscendo a realizzare solamente un tiro. Lebron cattura il rimbalzo dopo l’ennesimo errore di Shane ma non riesce a concludere in maniera positiva anche grazie alla instancabile difesa di Butler e il Re rientra male in difesa consentendo proprio al suo uomo di realizzare due comodi punti in jumper (15-10). Il primo quarto termina appena 21-15 Bulls, con un punteggio quantomai basso.

Nel secondo quarto prova a svegliarsi anche Dwayne Wade che, sul cambio difensivo contro Boozer, realizza i suoi primi due punti in allontanamento. Canestro che vale il -2 mentre la bomba di Mike Miller a 5′ dalla fine regala il primo vantaggio Heat (30-33). A 4’20” dalla fine del secondo periodo, Nate Robinson, tarantolato come sempre, guadagna prima la via degli spogliatoi dopo il tuffo su una palla vagante e un duro impatto con Lebron. Miami deve alzare i giri in difesa se vuole vincere ed è proprio quello che fa, o meglio, che prova a fare Lebron con una stoppata pazzesca dopo una buona rotazione difensiva ai danni di Carlos Boozer. I Bulls, però, riescono ad agguantare il pareggio grazie a Noah che, sulla sirena, realizza il canestro del 37 pari. C’è di che parlare negli spogliatoi dell’American Airlines Arena.

Si ritorna in campo e Lebron si rimette a lavorare. Realizza la bomba che vale il nuovo pareggio a quota 40 e scherza con Noah che, nonostante tutto, era riuscito con un perfetto “close-out” a oscurare la visuale al ragazzo di Akron. Proprio Noah riporta in vantaggio i suoi dopo un salvataggio di Wade che termina nelle mani del francese che con un inaspettato coast-to-coast realizza il 47-46 Bulls. É il momento di Wade ed il terzo quarto è uno scenario perfetto: prima con il tiro in controtempo che obbliga Thibodeau a chiedere un TimeOut e poi con il layup comodo con la mano destra sul no-look pass di Lebron. Miami, però, non ha fatto i conti con Nate, rientrato stordito ma in buono stato dagli spogliatoi. Dopo il blocco piazza una bomba da distanza siderale che vale il 58-59 e rimette in partita i suoi. Si va all’ultimo mini riposo col punteggio di 58-62 in favore dei padroni di casa.

Sembra iniziare subito bene il quarto periodo per i Miami Heat che trovano il +4 grazie ad una mostruosa giocata alla Lebron James di Lebron James. Il problema per Miami, oltre quello di dover affrontare una difesa sempre attenta e sempre intensa per 48 minuti e più, é quello di contenere un attacco fluido e molto stancante da difendere. É proprio il caso dell’and-one di Butler che viene perso sul lato debole da Wade che non può fare altro che spendere il fallo. Wade si fa perdonare pochi istanti dopo rubando palla e mandando in campo aperto il suo compagno di squadra James che realizza nonostante un fallo terminale di Butler che va nettamente e solamente sulle braccia di Lebron. Poco importa: canestro e fallo. Situazione simile dopo alcuni minuti quando “The Choosenone” usa il fisico contro Butler e realizza ancora una volta con fallo. Si va sul +6 e una particolare statistica rivela che, prima del secondo and-one di James, gli ultimi 16 dei 18 punti di Miami sono stati o realizzati o assistiti dal Re di SouthBeach. Statistica che la dice lunga, forse, sul non perfetto gioco offensivo dei Miami. 
Strada che sembra essere in discesa per i padroni di casa che, ancora una volta, devono far i conti con i tiratori di Chicago ed in particolar modo devono fare la conoscenza di Marco Nelinelli che piazza la fondamentale tripla del pareggio a 5′ dalla fine. Altro giro, altro tiro da tre ed altro regalo, stavolta di Butler che realizza l’81-80 Bulls. Finale palpitante che vede prima realizzare per il +2 un Bosh quasi non pervenuto e poi ancora l’orgoglio italiano Marco Belinelli che pareggia a quota 86. Il resto ce lo mette come sempre nei minuti finali di questi playoff Nate Robinson che col jumper porta o suoi sul +2 (88-86). TimeOut Spoelstra che cerca di organizzare un attacco che porti due punti facili ma non riescono a realizzare i Miami Heat mentre, dall’altra parte, la palla va nelle mani di Robinson. L’accoppiamento (discutibile) difensivo é con Ray Allen che non ha una singola chance di tenere in palleggio KryptoNate, il quale lo batte e alza la parabola per realizzare il canestro della staffa a 45″ dalla fine (90-86). 
Prova a metterci una pezza Lebron ma non é un attacco rapido e dinamico e con attacchi statici la difesa di Bulls può esaltarsi a suo piacimento; il tiro di Lebron con 6 mani in faccia non trova neanche il ferro ed é Game,Set & Match alla TripleA dove i Bulls vincono Gara1 e danno vita ad una delle più interessanti serie di questo 2ndRound. Clamoroso ultimo quarto dei Bulls che piazzano un parziale di 10-0 e realizzano ben 35 punti negli ultimi 12′ di gioco. Robinson a fine partite esalta le caratteristiche e le doti speciali dell’intero Team, dell’intera squadra che gioca insieme e crea un basket molto bello da vedere. Anche Lebron, ai microfoni dopo la partita, ammette in primis di non essere sorpreso perché i playoff sono così, imprevedibili e inaspettati e poi elogia il lavoro dei Bulls, definendoli un’ottima squadra. Appare molto più frustato Spoelstra che va giù piuttosto duro dicendo apertamente “Non ci sono scuse per questa sconfitta”. Molto più soft Belinelli che preferisce stare con i piedi per terra dicendo che é solo una partita vinta.

La vittoria dei Bulls é maturata grazie ad una coesione di squadra davvero eccellente, con ottimi attacchi ed altrettante ottime difese. Tenere i Miami Heat ad appena 86 punti é arte di pochi. Robinson e Belinelli sono decisivi nel finale ed é da sottolineare l’ottima prestazione anche di Noah, sempre un fattore sotto le plance. Per quel che riguarda Miami, non basta James (anche se tira con percentuali inferiori rispetto alla scorsa serie) da 24 e 7 assist. L’aiuto della lunga panchina stavolta non arriva e la sconfitta dei Miami é quantomeno meritata. Gara2, di scena ancora in Florida, si preannuncia caldissima e piena di voglia di rivincita.  Al prossimo episodio, sempre qui, su basketinside.com

CHICAGO BULLS: Butler 21, Belinelli 10, Noah 13, Robinson 27, Boozer 6, Gibson 12, Teague, Mohammed 4, Cook, Radmanovic n.e. Hamilton n.e. Thomas n.e.

MIAMI HEAT: James 24, Wade 14, Bosh 9, Chalmers 5, Haslem 4, Allen 9, Cole 7, Battier 6, Andersen 3, Miller 5, Jones n.e Lewis n.e. Anthony n.e.

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