Il tango intramontabile di Ginobili e Green in versione cecchino: Spurs 3, Heat 2

Il tango intramontabile di Ginobili e Green in versione cecchino: Spurs 3, Heat 2

Playoff2013, NBA FINALS, Game5

MIAMI HEAT 104 @ SAN ANTONIO SPURS 114:

MIAMI HEAT: James 25, Wade 25, Allen 21, Bosh 16, Miller, Haslem, Cole, Chalmers 7, Battier 7, Anthony, Lewis, Jones 3.

SAN ANTONIO SPURS: Leonard 16, Ginobili 24, Duncan 17, Green 24, Parker 26, Diaw 1, Neal 2, Splitter 4, Bonner, Joseph, De Colo.

Una delle serie più belle, più avvincenti e più equilibrate. Ma anche una delle serie più strane. Singolare é, infatti, la condizione di svantaggio di una delle due squadre da una partita all’altra: si passa dal +/- 20 nel giro di pochissime ore, si passa da maestose imprese a errori banali che ti fanno precipitare in un baratro; dalla possibilità di ritiro alla condizione di protagonista in una gara5 di playoff. L’ultimo è il curioso caso di uno dei giocatori che più ha incantato negli States e non solo, a Bahia Blanca e non solo. I tifosi virtussini di Bologna lo ricordano bene, a casa viene chiamato “El Narigon” (il nasone) per via della lunghezza del suo naso. In campo non si può far altro che chiamarlo VINCENTE.

Tutto pronto a San Antonio, Texas, l’AT&T Center é pronto per supportare i nero-argento e per volare a Miami ancora in vantaggio, mantenendo il record di superiorità nella Finals (mai sotto durante una serie finale). Primi accorgimenti tattici: Spoelstra ripropone il quintetto “SmallBall” e fa lo stesso Gregg Popovich che getta nella mischia dal primo momento proprio l’anguilla di Bahia Blanca, Manu Ginobili.

Partenza, Via! Manu si sente in dovere di ripagare la fiducia di Pop che gli vuole far sentire le responsabilità, viste le precarie condizioni del leader francese in casacca numero 9. La prima azione regala a Manu una bomba (poi rettificata in un tiro da 2) che lo sblocca fin da subito e son guai per gli Heat. Heat che però rispondono con un ritrovato Wade che si mette subito in ritmo gara. Duncan col solito inizio spumeggiante schiaccia e macina gioco, rendendo molto attivo l’argentino che sfrutta l’accoppiamento con l’anello debole difensivo qual’é Miller. Invitato alla festa dell’AT&T é anche LBJ che penetra e inizia a andare in lunetta con buoni risultati. La risposta ad un altro canestro di Ginobili é l’alley-oop tra James e Wade che porta Miami sul -3. Wade con l’EuroStep e Manu ancora con la tripla. Si segna molto e soprattutto Ginobili e Wade protagonisti. Equilibrio ristabilito a quota 17 grazie alla bomba di James e poi interrotto dalle prime giocate di “Le Capitaine” che realizza dalla lunetta. Prime rotazioni da una parte e dall’altra e Duncan, esperto come pochi a questi livelli, sfrutta la poca prontezza di Haslem. Svolta difensiva per coach Popovich che inserisce Diaw per marcare James che è costretto a forzare due tiri e sbagliarli entrambi. Il break arriva quando Parker letteralmente abusa di un Cole totalmente fuori fase. Tony per il 17-25 e Gary Neal per il 17-27 col jumper dalla media. Il parziale di 12-0 lo chiude Leonard che realizza dopo una perla di “Le Co-Capitaine” Boris Diaw. Timida risposta Heat con Allen, annientata, però, dalla bomba di Leonard per il 32esimo punti in 12′ per gli Spurs. Quarto che finisce sul 19-32 (Wade 8, mentre James, Leonard, Ginobili, Duncan e Parker a 7). San Antonio tira col 63,2% dal campo contro il 30% di Miami.

static.guim.co.ukNel secondo quarto si rivede in fase offensiva Shane Battier che mette la tripla. Popovich, però, in un certo qual senso fa il gioco di Miami attaccando rapidamente nei primi secondi dell’azione e il risultato é la schiacciata di Splitter su un assist meraviglioso di Manu. Il momento di black-out offensivo per James&co. coincide con una gran difesa Spurs ed il solo Bosh, sempre presente a rimbalzo offensivo, prova a far male a SAS. Agli attacchi nel pitturato rispondono gli attacchi dal perimetro di un incredibile cecchino come Danny Green. Le due bombe di fila del “NewJersey Gangsta” regalo a San Antonio il +16 (26-42). Coach Spo richiama James in campo dopo un periodo più in panca più lungo del previsto. Poco importa a Green che, dopo l’ennesimo canestro di Bosh, regala altri 3 punti ai suoi (28-45). La risposta di Miami è piuttosto imponente: parziale di 10-0 firmato Wade con due canestri di fila, autocanestro di Leonard, contropiede schiacciato e penetrazione di James ed and-one da 3 punti di Ray Allen. Siamo 42-47. Ecco che, però, a Miami manca sempre quel tocco per essere avanti e Duncan spezza il parziale e li rispedisce a -7. James in post costringe prima Leonard e poi Green a commettere il loro secondo fallo della serata. Duncan con la ricezione profonda é immarcabile dai lunghi di Miami e intanto Battier frana sul corpo di Manu durante un tiro da 3. I 3 liberi valgono il nuovo +10 Spurs. Battier risponde con la bomba per farsi perdonare ma stavolta é Parker con 2 “Teardrop”, lacrime, a portare i suoi sul +7 e poi sul +9’che chiude il quarto. Ancora pessimo Norris Cole in difesa su Tony. Spogliatoi e il tabellone recita 52-61 Spurs. Ginobili già a 11 punti, come Parker, e 6 assist mentre Green (3/4 da 3) e Duncan a 13. Fronte Miami James é a 16, Bosh a 10 e Wade a 14. Gli Spurs, anche perdendo 6 palle nel solo secondo periodo, tirano col 61,8% dal campo. Tenete aperta l’icona % dal campo.

Inizio folgorante di Miami ad inizio terzo quarto con due bombe di fila, una James e una Chalmers, ancora il Re che ruba due palloni e firma il -2 (59-61) e, ancora una volta, quando Miami é lì lì per ribaltare la partita, ecco il contro parziale Spurs: prima Parker con il layup appoggiato al vetro, poi Green con la quarta tripla di serata (eguagliato il record di Allen per triple realizzate in una serie finale) e poi ancora Ginobili che, sul l’ennesimo cambio della difesa di Miami, approfitta della poca rapidità di piedi di Bosh per andare al ferro (60-68). Miami non ci sta e risponde con Bosh e con Chalmers che piazza la bomba dall’angolo. Da metà terzo quarto fino alla fine della partita, Miami divorerà una serie incredibile di canestri a pochi centimetri dal ferro. La rubata di James e il contropiede non capitalizzato da Wade è l’esempio più nitido. Anche James commette degli errori banali e molto strani da decifrare e, come sempre, cinici e opportunisti come pochi, gli Spurs non perdonano e con Parker, marcato praticamente da nessuno vista la passiva difesa sia di Cole che di Chalmers, arriva comodamente al ferro (67-75). La svolta offensiva Miami la trova giocando senza playmaker, con Wade e James che si alternano nel compito di portare avanti il pallone. Wade segna e il fallo lontano dalla palla su Battier favorisce il -1 Miami che, puntualmente, viene ricacciata via da Danny Green che mette una bomba pazzesca. Nel finale di quarto, però, si sente una sola musica e si balla un solo tango, quello di Emanuel Ginobili: and-one e canestro buttandosi indietro con la prediletta mancina regalano il nuovo +9 agli Spurs. Non solo punti ma anche assist e in particolare a compagni psicologicamente in difficoltà come Splitter che prova a prendere fiducia anche in attacco. Quasi sulla sirena, dopo una banale persa di Cole, ancora lui, Sl Narigon per il 75-87. Arriva a quota 20 con 9 assist ai quali rispondono i 22 di Wade e Lebron James. Per quella icona aperta della % dal campo fate 60,4 nel terzo periodo. Ci sono anche 17 a testa per Green e Parker.

sinbapointforward.wordpress.comManu comincia da dove aveva terminato, la sua lacrima vale il +14 per San Antonio. Miami continua ad attaccare il ferro bene ma con risultati tutt altro che buoni, ancora errori molto banali a pochi passi dall’obiettivo. Il parziale tra terzo e quarto periodo arriva a 19-2 grazie alla bomba dall’angolo di Leonard e la presenza e i rimbalzi di Tim Duncan. Il vantaggio é di 19 lunghezze e Spoelstra chiama 2 TimeOut nel giro di 3 soli minuti. San Antonio dilaga ancora con il 2/2 ai liberi di Leonard e l’unico a non volersi arrendere é Walter Ray Allen che mette a segno un altro gioco potenziale da 4 punti sul fallo ingenuo di Green. Lo stesso New Jersey Gangsta prova a farsi perdonare in penetrazione ma Allen piazza un’altra tripla. Bosh regala il -13 a 7:23 dalla fine. Anche in questo caso il tentativo di rimonta avviene più facilmente quando in campo non vi è ne Chalmers ne Cole. Duncan porta a scuola di post-basso Bosh e si appoggia alla sua adorata tabella. Wade realizza forzando e viene imitato da Manu che realizza un canestro pazzesco contro Lebron (87-102). Parker ancora senza ostacoli in penetrazione ma a cosa una volta “HeGotGame” dall’arco. Arriverebbe anche un’altra tripla se non fosse per un blocco al di fuori del rettangolo di gioco non previsto dal regolamento e sanzionato dagli arbitri. Sarebbe stato il -11 Miami che arriverà qualche istante dopo. Allen regala speranze ai Miami con il 100-109 a 2′ dalla fine. Il massimo sforzo degli Heat porta la firma di Wade che dalla lunetta fa 1/2 e riporta i suoi sul -8, prima di risprofondare giù, trascinati da Parker e da un’altra, l’ennesima bomba di un serio candidato all’MVP delle Finals Danny Green.

É Game, Set & Match. San Antonio vince Gara5 con merito e grazie a due giocatori come Ginobili e Green, autori di 24 punti ciascuno. Non mancano le prestazioni super di Parker (26, 10/14 dal campo) e Duncan (17 e 12 rimbalzi), coadiuvati dal solito Leonard che ne mette 16 con tanta difesa. Ai 24 finali di Manu vanno aggiunti 10 assist e +19 di plus-minus; mentre a Danny Green va dato il merito di uno strepitoso 6/10 da 3 punti.
Per Miami, invece, non bastano i 25, 8 rimbalzi e 6 assist di Lebron (che tira male dal campo 8/22) e i 25 e 10 assist di Wade (10/22). Bosh realizza 16 punti ed é più preciso rispetto agli altri (7/11). Da sottolineare i 22 punti di Allen con 4/4 dall’arco dei 7,25.
Per chiudere quella finestra delle % dal campo, SAN ANTONIO NON VA MAI SOTTO IL 60% dal campo, ciò sta a testimoniare la perfetta scelta dei tiri e la forza offensiva di una squadra con un solido sistema alle spalle.
Si vola a Miami per Gara6, il primo Match Point per gli Spurs e il primo i contro con il trofeo a bordo campo. James, Wade e compagni devono difendersi e vincere l’elimination-Game se vogliono sperare in una Gara7 da giocare a cosa tra le mura amiche.

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