Il trono ad Est è di King James e dei Miami Heat anche grazie a Wade; escono a testa alta i Pacers

Il trono ad Est è di King James e dei Miami Heat anche grazie a Wade; escono a testa alta i Pacers

Playoff2013, Round3
Game7, Eastern Conference Finals

INDIANA PACERS 76 @ MIAMI HEAT 99:

INDIANA PACERS: George 7, West 14, Hibbert 18, Stephenson 10, Hill 13, Augustin 2, Hansbrough T. 6, Young, Mahinmi, Johnson 2, Pendergraph 2, Hansbrough B.

MIAMI HEAT: James 32, Haslem 3, Bosh 9, Wade 21, Allen 10, Chalmers 7, Miller, Andersen 7, Cole 8, Lewis 2, Anthony, Jones.

C’è chi parla in maniera sconsiderata, chi arriva in orario contrariamente alle proprie abitudini e c’è chi scommette sul passaggio del turno dei campioni in carica. Tre figure, tre episodi che fanno capire l’importanza, la tensione e lo spettacolo che c’è attorno a questa meravigliosa serie che arriva ad una degna conclusione. Il primo vede coinvolto Hibbert che, euforico dopo gara6, usa un linguaggio sconsiderato nei confronti dei giornalisti e adopera un termine gergale omofobo (definendo “No Homo” il gioco di James) che gli costa 75.000$ di multa. Scuse che arrivan troppo tardi. Chi invece travalica la cifra e aggiunge un paio di zeri in più è lo “scommettitore” più pazzo del momento: parliamo di Floyd Mayweather, pugile di alto livello, che sente così sicura la vittoria Heat da puntarci su quasi 6 milioni di dollari (5.900.000$ per l’esatezza). L’ultimo episodio citato é probabilmente il più raro: quando gli arbitri decidono di alzare la palla a due, alla TripleA ci sono pochissimi posti vacanti. Anche i più ritardatari capiscono che é un’occasione e uno spettacolo da non perdere. Il mare di South Beach, solo per questa volta, può aspettare…
Tenete aperta l’icona della frase di Hibbert riferita al gioco di James, ci tornerà utile più tardi.
It’s Game7, tutta da vivere, tutta da giocare.

La tensione regna sovrana per i primi minuti e il primo canestro dal campo lo realizza Hibbert, il più discusso della vigilia. La risposta sul fronte offensivo di Miami é più che importante; infatti, é WADE che prima segna e poi, sfidato da Born Ready, bissa i due punti precedenti, non facendo, almeno dal linguaggio del corpo, trasparire alcun segno di dolore o sofferenza. Altro giocatore discusso e criticato insieme a Wade è l’ultimo perno dei BigThree, Chris Bosh che prova ad entrare subito in partita. Saranno molti i tiri che prenderà nel solo primo quarto ma nella metà campo difensiva West avrà quasi sempre la meglio. La tripla di Hill e la schiacciata di Dacid West costringono Spoelstra al primo TO dopo il 12-6 Pacers. Siamo a gara7 e non si ha tempo per tattiche e prove, si deve agire. È quello che fanno con buoni risultati James e Chalmers, entrambi decisi ad arrivare fino in fondo attaccando il canestro. Gli attacchi Heat, però, non sembrano essere fluidi ma le troppe palle perse di Indiana non permettono a coach Vogel di mettere a segno quel parziale decisivo per staccarsi da Miami. Il nuovo vantaggio Heat arriva grazie al l’ennesimo rimbalzo offensivo dei lunghi in maglia bianca, costante di tutta la partita, e grazie al tap-in schiacciato di un più che determinato Lebron James (14-15). Coach Spoelstra decide di far uscire piuttosto clamorosamente Battier dalle rotazioni e di introdurvi al suo posto Mike Miller, dopo le due bombe di gara6. Bosh continua ad attaccare ma non frutta punti (1/8 in 10′) mentre l’accoppiamento West-Miller favorisce l’ala grande dei Pacers. Vola ancora a rimbalzo offensivo James che continua il suo strepitoso primo tempo. Wade si unisce a lui con una gran giocata in contropiede conclusa con la schiacciata. Notizia del quarto, se non della serata, é un tap-in sbagliato da Birdman che si ferma, così, sul 18/18 maturato nelle ultime due serie. Si va a riposo col punteggio di 21-19 Indiana. Per i Pacers, però, già 9 le palle perse.

Hibbert riprende da dove aveva iniziato: posizione profonda e due comodi per il centro da Georgetown. La risposta, guarda caso, proprio di James che inizia a segnare anche da fuori. Inizia qui il primo e decisivo strappo di Miami che fa riposare Wade e inserisce “HeGotGame”, Walter Ray Allen che segna 2 bombe di fila, con l’unica interferenza del l’incredibile alley-oop tra Cole e James. Break fondamentale che porta i Miami sul +10 (29-39). Dopo il TO obbligatorio chiamato da Vogel, Indiana esce come sempre bene: circolazione di palla, close-out un po’ ritardati da Miami e il risultato é la bomba di George Hill. Miami, però, si adegua anche alla maggior intensità difensiva di Indiana e Lebron lavora bene senza palla e con un “Random Cut” (taglio casuale) viene perfettamente imbeccato da Wade per l’assist e i due punti che valgono il 32-41. A ricacciar via Indiana é ancora lui, colui il quale stasera arriva a 10 gare7 giocate, Ray Allen che piazza un’altra triple e sigla il 3/3 dall’arco che riallunga il vantaggio Miami. Fondamentale apporto arriverà dalla lunetta, punto finora debole dei Miami Heat. Si arriva sul +12 e allora Stephenson decide di estrarre il coniglio dal cappello con un tiro pazzesco sulla sirena dei 24″. Wade, completamente ritrovato, come dimostreranno anche le cifre oltre che il suo linguaggio del corpo, attacca e costringe Hibbert a commettere il suo terzo fallo. Fuori Hibbert significa area più sgombra e ciò comporta Lebron James al ferro. Mentre salgono le percentuali dalla lunetta per Miami, calano quelle dal campo di Indiana. É Wade, quasi sulla sirena, a siglareun devastante 37-52. Le cifre, impietose per i Pacers, dicono di un parziale di 16-33 per Miami che tira con il 59% dal campo, 100% ai liberi (9/9) e ha ben 12 punti prove tieni dalla panchina. James é giá a quota 18, Wade a 10 e Bosh, sorprendentemente, ha catturato 8 rimbalzi. per Indiana solo West in doppia cifra con 10. Salgono a 15 le palle perse per Indiana e l’equilibrio dell’intera serie inizia a venir meno.

bigstory.ap.org Dopo la pausa lunga si ritorna in campo, clima disteso ma non ancora del tutto, perché Hill inizia con la bomba a metter pressione sugli Heat. Sembrano però, ancora una volta, avere più tenacia e determinazione, dovuta anche alla maggior esperienza. Chalmers senza paura contro Hibbert proprio come Wade che realizza dopo l’ennesimo rimbalzo offensivo. Il centro di Indiana cerca vendetta e prova a rifarsi con un movimento degno di Hakeem Olajuwon. Ancora Hibbert con l’and-one che non si concretizza del tutto e allora LBJ decide di punire con la tripla del nuovo +15 (44-69). Il ritmo sale, anche e soprattutto per volontà di Spoelstra: ai 4 di fila di West rispondono i punti di un costante Chalmers e di un VERO Dwayne Wade, con due rimbalzi d’attacco e i successivi 4 punti più il libero aggiuntivo in occasione del gioco potenziale da 3 punti. La maggior intensità di Miami coincide col crollo delle percentuali realizzative dei Pacers che però nemmeno nei momenti più difficili abbandonano la nave. George e Hibbert riportano Indiana sul 53-66 ma l’uomo in più, o meglio, il giocatore che finora non ha inciso, inizia ad essere determinante: Wade con uno strepitoso “Euro-Step” attacca Hibbert, provoca il suo quarto fallo e porta a casa anche il canestro. Hibbert in difficoltà commette il quinto fallo su Bosh che, come per tutta la serata i Miami Heat, è molto preciso dalla linea della carità. Il canestro che probabilmente fa perdere parte delle speranze agli uomini di Vogel é il punto esclamativo di Wade che, su assist di Lebron, firma il 53-72. Wade si lascia andare anche ad un esultanza che fa letteralmente impazzire la TripleA. Prima del termine del quarto, anche George commette il suo quinto fallo e il terzo periodo si chiude con il punteggio di 55-76. Già 76 punti realizzati per Miami che appena 48h prima ne aveva segnati 77 in tutta la partita. Jamesé a 25 con una prestazione maiuscola e un sorprendente 12/12 dalla lunetta. Miami domina anche la lotta a rimbalzo (36-28 di cui 14 offensivi).

Nel quarto periodo forze mentali e fisiche scarseggiano e i volti dei giocatori in maglia Pacers iniziano a far trasparire un piccolo segnale di resa che arriverà pochi minuti dopo l’ennesimo tentativo di Hibbert di riaprire delle speranze che, però, vengono offuscate dalle giocate di James, dall’intensitá di un rientrante Birdman e dalla durezza mentale di Norris Cole. La sua tripla vale l’89-63, punteggio che darà vita al solito Garbage Time. Ultimo episodio, purtroppo negativo, è la doppia espulsione di Pendergraph e Cole dopo un battibecco e una spinta del giocatore di Indiana dopo un blocco sul predetto Cole.

Miami vince le Finali di Conferce per il terzo anno consecutivo, conquistando così il pass per le Finals, dove affronteranno i San Antonio Spurs di coach Popovich. Ricordate quell’icona Hibbert-Lebron? Vale la pena ricordare che le dichiarazioni di Hibbert nei confronti di Lebron fatte alla vigilia non sono state le prime rivolte al Prescelto prima di una partita “tesa”. Episodio analogo si verificò due stagioni fa, quando Ortis Smith, all’epoca general manager degli Orlando Magic, commentò in maniera “poco positiva” la scelta di Lebron di vestire la casacca degli Heat. Quelle dichiarazioni costarono ad Orlando i 51 punti che Lebron mise a segno la sera dopo in quel di Orlando. Analogia che può far venire qualche rammarico al centro di Indiana visti i 32 dell’odierna gara7.
James, appunto, chiude con 32, 8 e 4 assist (8/17, 1/2 da 3 e 15/16 dalla lunetta) con un plus minus di +21. Wade, che supera i 20 punti dopo 13 gare, ne segna a referto 21 con 8 rimbalzi e 7/16 dal campo. Ottimo l’impatto di Chalmers e Allen mentre latita ancora il miglior Chris Bosh.
Onore agli sconfitti, onore a chi ha meritato di arrivare fin qui, guadagnando una gara7 dando tutto ciò che aveva. Serata purtroppo storta per George (solo 7 punti e 2-9 totale dal campo) e West (14 punti, 6/15 dal campo ma -24 di plus minus); Hibbert ne segna 18 e cattura solo 8 rimbalzi. Hill (13) e Stephenson (10) fanno il proprio lavoro.

Finals, che partiranno nella notte tra giovedì e venerdì, che si prospettano senza una favorita, visto il grande tasso di talento e forza mentale delle due squadre. Vi aspettiamo, sempre qui, su basketinside.com

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