Indiana in versione “Die Hard” allunga la serie, si va a Gara7 per sapere chi comanda ad Est

Indiana in versione “Die Hard” allunga la serie, si va a Gara7 per sapere chi comanda ad Est

Playoff2013, Round3
Game6, Eastern Conference Finals

MIAMI HEAT 77 @ INDIANA PACERS 91:

MIAMI HEAT: James 29, Wade 10, Bosh 5, Chalmers 10, Haslem, Anthony 2, Cole 9, Allen 6, Miller 6, Battier, Lewis.

INDIANA PACERS: Hill 16, George 28, Hibbert 24, Stephenson 4, West 11, Hansbrough 3, Augustin 2, Young 3, Mahinmi, Johnson.

Proprio come John McClane e Zeus Carver, al secolo Bruce Willis e Samuel L. Jackson: DURI A MORIRE. L’etichetta che andrebbe apposta sulla serie degli Indiana Pacers potrebbe essere perfettamente quella dell’omonimo film del 1995 di John McTiernan. Stasera alla Bankers Life Fieldhouse i padroni di casa erano con le spalle al muro, costretti a giocare un Elimination-Game dal finale molto incerto, obbligati, insomma, a vincere per non lasciare i sogni di una finale NBA. Il verdetto molto atteso da entrambe le squadre della Olympic Tower ha decretato la squalifica di un turno per Chris Andersen, a causa di quell’episodio che lo ha visto protagonista con Tyler Hansbrough. Dopo lo spavento West, che non ha preso parte allo Shootaround pre-gara di Indiana, per via di un problema respiratorio, é tutto pronto: la tensione é alta, le facce sono quelle delle grandi occasioni, il pubblico é caldo ed é ora che si inizi a giocare sul serio.

La partita inizia sui ritmi bassi e caotici di gara5 ed il primo canestro lo firma Chalmers da 3 punti. Miami sembra approcciare bene anche in difesa dove le rotazioni sembrano funzionar bene e Indiana perde palla per lo scadere dei 24″. Gli Heat vanno sul +5 grazie a James ma la prima risposta Pacers porta la firma di George Hill. La mini-rimonta e il sorpasso è firmata da un altro George, parliamo del numero 24, il quale sembra essere particolarmente ispirato. 4 di fila e parziale di 6-0. La difesa di Haslem mette inizialmente i difficoltà Hibbert che nella prima metà di quarto non riesce a realizzare. James riprende la strada del tiro dalla media-lunga distanza e Miami é avanti di nuovo 10-8. Inizia a dominare l’area Hibbert e, favorito anche dalla palla persa di Wade, ne segna 6 consecutivi. Arriva, poco dopo, uno strano fischio della terna McCutchen-Brothers-Phillips per un fallo tecnico a Sthephenson dopo una presunta gomitata. Ringrazia Chalmers che realizza ancora da 3 punti. Il posto nella rotazione, in contumacia Andersen, è preso da Anthony che mette piede in campo già nel primo periodo. Ma, mentre James realizza ancora dall’arco, George vola e , come avrebbero detto oltreoceano, posterizza Chris Bosh! La risposta è la seconda bomba del quarto di Lebron. A chiudere il quarto é la sesta tripla dei primi 12′ realizzata da Norris Cole. Si chiude sul 23-21 Miami, con un incredibile 85,7% da 3 (6/7), James già a quota 10, mentre Hibbert e George a 9.
Piccola curiosità, Lebron James sorpassa Scottie Pippen nella classifica di punti realizzati nei playoff (3.643) e attenta all’undicesimo posto detenuto da Magic Johnson con 3.701.

Gasato, forse, dalla notizia, LBJ inizia il quarto inchiodando una schiacciata che vale il nuovo +4. Anche Indiana inizia a segnare da 3 punti e le due bombe firmate da Young e da Hill lo dimostrano. Siamo 25-27 quando, con i 2 tiri liberi di Lance Stephenson, Indiana chiude il parziale di 10-0. Miami inizia a far fatica in attacco e dopo 5′ ha realizzato un solo canestro su 10 tentativi. I Pacers hanno l’opportunità di allungare ma prima Young e poi West sbagliano delle comode schiacciate e permettono a Cole di realizzare 3 canestri di fila per il 31 pari. Buone giocate offensive e buone giocate difensive con i raddoppi immediati su Roy Hibbert. Allen si dimostra ancora una volta tiratore d’istinto e realizza, subito dopo aver sbagliato un tiro, il secondo tentativo che porta Miami sul 36-33. La luce, però, si spegne e si accende in casa Heat e una velenosa quanto strana palla persa di Wade permette a Hibbert di riportare i suoi avanti di una lunghezza. La chiusura di quarto é firmata però dal 6 che, su assist di Wade, schiaccia il 40-39 di fine primo tempo. Calano le percentuali per Miami anche se restano buone da 3 e mediocri dal campo (77,9% da 3 e 37,2% dal campo). James 14, Cole 6 e Bosh con un enigmatico e quantomai scadente 1/6 dal campo con 2 rimbalzi. Sembrano viaggiare sullo stesso passo George e Hibbert che con gli stessi punti e le stesse percentuali (13, con 6/11 dal campo) fanno si che i padroni di casa abbiano una chance di allungare la serie.

theprovince.comIl secondo tempo, quello dominato in Gara5 da Miami, stavolta parla di un clamoroso crollo da parte della franchigia di South Beach. Hibbert torna a dominare in vernice e le uniche risposte che arrivano sono quelle di Lebron che inventa un assist per Wade. Lo stesso Wade, però, condizionato palesemente da uno stato fisico pessimo per via di quel ginocchio, omette la fase difensiva e a punirlo ci pensa George Hill con la tripla. Mentre West continua a tirar male dal campo, Wade e Chalmers iniziano a mostrare i primi segnali di cedimento con due comodissimi layup entrambi sbagliati. Ancora Hibbert prima col solito gancio, poi dopo il rimbalzo offensivo a trascinare i suoi Pacers sul 42-51. Un 10-0 di parziale incassato da Miami che inizia a far fatica in entrambe le metà campo. Il quarto fallo di Haslem costringe Spoelstra a inserire ancora Anthony che viene demolito da Hibbert. In aiuto al compagno con la casacca 50 non interviene mai Chris Bosh, deludente anche stasera. Piccoli spiragli di rinascita provengono dalla bomba di Wade, annullata praticamente subito da George che ripaga con la stessa moneta. George pare aver preso le sembianze di James nel terzo periodo della gara precedente e il suo canestro vale il +15 Indiana Pacers. Mentre nel quarto la squadra di casa tira con 8/12, il collasso dei Miami é sottolineato da un 2/14 che parla da solo. Gli ultimi secondi aggressivi di James, che realizza 4 punti di fila, regalano solo il -13 quando suona la sirena del terzo periodo. Il punteggio é di 55-68 (29-15 in questo quarto).
Il paragone tra i due terzi periodi di gara5 e gara6 é inevitabile: Miami in gara5 ha tirato col 72% dal campo contro il 21% avversario, mentre in questo terzo periodo tira col 25% e Indiana col 71%. I punti in area a Miami erano 8-2 a favore degli Heat, mentre stasera un netto 16-0 Pacers. Il crollo, oltre che da questo paragone, emerge anche dalle 10 palle perse messe a referto solo in questo quarto.

Inserito nelle rotazioni Mike Miller, dopo che Battier aveva creato danni nei soli 4′ di utilizzo, il tiratore degli Heat commette infrazione di passi alla prima palla giocata. Miami tenta il tutto per tutto e cerca di rimontare. La rimonta si ferma a metà strada: Lebron attacca il ferro e porta a casa preziosi punti a cronometro fermo (58-68), mentre Miller realizza due bombe consecutive che regalano a Miami un clamoroso quanto inaspetttato -6 (64-70). Lebron prova a crederci e attacca al ferro, realizzando i punti 67 e 68 e lo svantaggio è solo di 4 lunghezze. Al “RainbowShot” di Miller risponde un George praticamente inarrestabile. La rimonta di Miami si consuma sulla schiacciata di prepotenza di West che fissa il nuovo 68-77. La “quasi rimonta” di Miami è avvenuta con la SecondUnite + Lebron (Cole, Miller, Allen, Anthony) e Wade, Bosh, Chalmers in panchina. La partita probabilmente si chiude su un episodio che vende coinvolto il Re: punta al ferro e con il ginocchio sinistro entra nel cilindro di Hibbert commettendo, secondo la terna, fallo in attacco; la reazione di Lebron, vale a dire uno scatto rapidissimo verso la sua panchina, viene considerata eccessiva e al tecnico di James si aggiunge quello a Fizdale, assistente di Erik Spoelstra. In tribuna scuotono la testa sia Pat Riley che Alonzo Morning. Queste due immagini sono il simbolo di una serata storta per Miami e dell’ennesima dimostrazione di durezza mentale da parte degli uomini ci coach Vogel.

Game, Set & Match. Indiana si aggiudica 77-91 col cuore e con una bella pallacanestro gara6 e riporta la serie in Florida, dove la attende una gara7 che si preannuncia fantastica. Per Indiana ottime le prove di George (28, 11/19, 3/5 da 3, 8 rimbalzi e 5 assist) e Hibbert (24, 11/20 dal campo e 11 rimbalzi) mentre un po’ sottotono West (11 punti e 14 rimbalzi). Hill chiude, invece, con 6/12 dal campo e 2/4 da 3 per un totale di 16 punti.
Per Miami invece James ne segna 29, con 7 rimbalzi e 6 assist ma con 10/21 e un plus-minus di -22; male Bosh con 5 punti, 4 soli rimbalzi e 1/8 dal campo, non bene Wade (10 punti e 3/11 dal campo).
Miami realizza il minimo dei punti in stagione (77) e perde nettamente la lotta a rimbalzo (53-33 Indiana, di cui 15 offensivi).
Lebron prova a rincuorare i suoi con il “Five” a fine partita dopo che le facce demoralizzate dei compagni di squadra facevano presagire il peggio. C’è da che preoccuparsi con questi Indiana, ci sono cose su cui lavorare, mentre per Indiana c’è solo un sogno che può diventare realtà: NBA FINALS.

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