Kobe più forte degli infortuni, Lakers in vantaggio nella serie

Kobe più forte degli infortuni, Lakers in vantaggio nella serie

 

Kobe no, non è proprio quel tipo di giocatore.

Il Black Mamba ha rifiutato ogni risonanza magnetica, ma si è sottoposto a diversi trattamenti e massaggi: tutto per esserci a gara-5 e, come al solito, aveva ragione lui.

Più forte di una distorsione alla caviglia, più forte della sfortuna, è Kobe Bryant il timoniere dei Lakers che schiantano 106-90 New Orleans e riprendono il comando nella serie.

Ovviamente, Bryant che gioca “sopra” un infortunio non è qualcosa di impensabile, dato che la sua storia parla da sola: una distorsione alla caviglia lo rende solamente più forte.

L’immagine della partita e della voglia dei Lakers di chiudere il più in fretta possibile questa serie arriva proprio dal numero 24: due schiacciate perentorie, la prima in faccia ad Emeka Okafor e la seconda in testa a Carl Landry, quasi a voler testimoniare che ci si trovi davanti ad un extraterrestre.

Partono subito bene i Lakers, producendo canestri nel pitturato con Bynum e Gasol, ma l’energia degli ospiti non tarda ad arrivare, con un jumper di Belinelli e cinque punti in fila di Trevor Ariza.

Kobe segna i suoi primi punti della partita dalla lunetta, ma viene costantemente raddoppiato dalla difesa degli Hornets, nonostante l’infortunio di gara-4.

Entra Odom, ma non risolve il problema rimbalzi per i Lakers, che cedono di fronte all’energia degli Hornets che, grazie anche ad una grande precisione da dietro l’arco, si portano avanti 32-23 alla fine del primo quarto.

Il secondo parziale si apre con un ritrovato feeling con il canestro da parte dei Lakers, con Odom e Shannon Brown sugli scudi, mentre dall’altra parte Monty Williams è inferocito in panchina per la settima palla persa in pochi minuti.

La produzione dalla panchina dei gialloviola cresce grazie a Blake, Barnes e, soprattutto Barnes, mentre gli ospiti non riescono a trovare la retina per quattro minuti consecutivi.

I Lakers cercano di scappare, ma è ancora Chris Paul, con due conclusioni dall’arco, a ricucire lo strappo a sole ter lunghezze, 54-51.

Il secondo tempo si apre con una tripla di Fisher e la partita sembra andare verso i ritmi più congeniali ai Lakers: Bynum è dominatore assoluto dell’area, sia offensiva che difensiva, mentre Kobe aggiunge un’altra schiacciata da highlights alla sua personale collezione, questa volta su Carl Landry.

Sono soprattutto i secondi tiri a permettere ai padroni di casa di portarsi in vantaggio di sette punti, 79-72, anche se in realtà lo scarto avrebbe potuto essere molto più ampio.

I Lakers continuano anche nell’ultimo parziale a costringere New Orleans ad una serie impressionante di falli e palle perse, oltre ad un dominio netto per quanto riguarda i punti nel pitturato (42-20).

Tra gli errori degli Hornets, spunta Steve Blake, che non perdona dalla lunga distanza e fissa il massimo vantaggio sul 92-76.

Ormai la gara è segnata, anche se Belinelli (una delle sue miglior partite in stagione)segna a ripetizione (21 punti al termine) e prova a riavvicinare New Orleans, ma è troppo tardi e la tripla dall’angolo di Lamar Odom sancisce il definitivo 106-90.

Los Angeles Lakers

Artest 11, Gasol 16, Bynum 18, Bryant 19, Fisher 13, Odom 13, Brown 8, Barnes 5, Blake 3.

New Orleans Hornets

Ariza 22, Landry 8, Okafor 5, Belinelli 21, Paul 20 (12 ass), Green 8, Gray, Jack 1, Smith 2, Pondexter, Ewing Jr 3.

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