Male Dallas, Jennings decisivo per i Bucks all’overtime

Male Dallas, Jennings decisivo per i Bucks all’overtime

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CHICAGO BULLS  –  TORONTO RAPTORS  113 – 106

 

Derrick Rose, probabilmente, si è ricordato le celebrazioni che hanno fatto da contorno all’ultimo match giocato contro i Toronto Raptors e, questa volta, non aveva per nulla intenzione di lasciargli la vittoria.

Uno dei principali candidati al premio di MVP della stagione, ha sfornato la solita prestazioni mostruosa, da 36 punti e 10 assist e Chicago mette un altro mattone per raggiungere il primo posto nella Eastern Conference, contribuendo a battere i Raptors 113-106.

Adesso i Bulls hanno tre gare di vantaggio su Miami e tre e mezza su Boston, ma potrebbero puntare ancora più in alto: infatti, sono sotto solamente di una vittoria nei confronti di San Antonio per il miglior record dell’Nba, senza dimenticare la rimonta dei Lakers che si sono pericolosamente avvicinati alla vetta.

Rose ha segnato almeno trenta punti per la terza volta nelle ultime cinque partite e ha vendicato la sconfitta di fine febbraio in Canada.

Anche Jerryd Bayless, playmaker di Toronto che ha avuto il pesante onore di marcarlo lungo tutti i 48 minuti, incorona Derrick Rose a fine gara, affermando che “Questo è ciò che un MVP dovrebbe essere”, riferendosi chiaramente alla magica prestazione della stella dei Bulls.

Infine, un cenno anche a Tom Thibodeau, che entra nella storia come l’allenatore che, al primo anno di Nba, ha ottenuto il miglior record di vittorie (56-20 per il momento), spodestando addirittura un mostro sacro come Phil Jackson.

Toronto Raptors

Johnson 7, Davis 17, Johnson 12, DeRozan 26, Bayless 26, Evans, Weems, Barbosa 18, Ajinca, Wright.

Chicago Bulls

Deng 17, Boozer 18, Bogans 5, Thomas 2, Rose 36, Gibson 15, Asik 4, Brewer 6, Watson, Korver 10.

LOS ANGELES CLIPPERS  –  OKLAHOMA CITY THUNDER  98 – 92

Blake Griffin ha dimostrato, fin dall’inizio della stagione, di poter sfruttare ogni minimo spazio che gli viene lasciato, dando fondo all’energia e all’atletismo che abbiamo potuto goderci fino ad oggi. Così, ben sapendo che il match veniva trasmesso nella sua città d’origine, Oklahoma City, non ha esitato a mettere in campo tutte le sue qualità.

Così i Thunder devono inchinarsi, di fronte alla grande doppia doppia (26 punti e 16 rimbalzi) di Blake Griffin, ma soprattutto devono mettere da parte ogni tentativo di rimonta dopo la tripla di Eric Gordon che, a 43” dal termine, chiude definitivamente i conti.

Non una gran serata per Kevin Durant, che segna 23 punti, ma tira male dal campo (10/24) e malissimo dall’arco (0/4): stranamente i Clippers non gli portano molto bene, dato che anche nell’ultimo confronto tra le due squadre allo Staples, lo scorso tre novembre, aveva tirato con percentuali pessime da tre punti (0/10).

La svolta, per i Clippers, è avvenuta nella terza frazione, caratterizzata da sei “tecnici” rifilati dalla terna arbitrale e recuperando uno svantaggio di dodici punti, per pareggiare a quota 59 grazie ad un lay-up di Griffin: nell’ultimo parziale l’equilibrio è stato spezzato solo nell’ultimo minuto , grazie alla tripla di Eric Gordon.

Oklahoma City Thunder

Durant 23, Ibaka 11, Perkins 6, Sefolosha 4, Westbrook 9, Collison 9, Harden 14, Mohammed 4, Maynor 6, Cook 6, Ivey.

Los Angeles Clippers

Moon 5, Griffin 28, Jordan 12 (10 rimb), Gordon 18, Williams 5, Smith 14, Foye 11, Bledsoe 1, Aminu 6,  Cook, Diogu.

GOLDEN STATE WARRIORS  –  DALLAS MAVERICKS  98 – 92

Le ultime chance dei Dallas Mavericks di raggiungere la seconda posizione nella griglia finale della Western Conference sono naufragate con la sconfitta a Oakland, contro i Warriors, trascinanti da un formidabile Monta Ellis.

Ellis è l’assoluto MVP dell’incontro, siglando 32 punti, alcuni con un peso specifico notevole, grazie ai quali Golden State riesce a battere i Mavericks, che sembrano in un periodo non molto esaltante di forma.

Ellis ha segnato 18 punti nel solo terzo periodo, ma hanno contribuito alla causa anche un ottimo David Lee, autore di 16 punti e Dorell Wright, 12 punti, permettendo di evitare ai Warriors il cosiddetto “sweep” stagionale contro Dallas.

A Dallas non bastano i 21 punti di Marion e i 17 di Terry.

Il match si è deciso soprattutto nel terzo quarto, quando Dallas è rientrata dall’intervallo molle in difesa, permettendo a Golden State di segnare 13 punti consecutivi, trascinata anche da uno straripante Ellis, le cui invenzioni portano i padroni di casa sul massimo vantaggio (+12) a metà della terza frazione.

Nell’ultimo periodo Dallas prova a riaprire i conti, con una tripla di Terry in transizione che ricuce fino a -5: i Mavericks arrivano fino ad un possesso di distanza, ma è Stephen Curry a chiudere i conti con la tripla del 96-90 a 1’47” dalla fine.

Dallas Mavericks

Nowitzki 16, Stevenson 3, Chandler 12, Beaubois 2, Kidd 3, Terry 17, Marion 21, Stojakovic 3, Mahinmi 2, Barea 13.

Golden State Warriors

Wright 13, Lee 16, Udoh, Ellis 32, Curry 12, Amundson 8, Williams 2, Thornton 12, Lin 4.

MILWAUKEE BUCKS  –  PHILADELPIA 76ers  93-87

Doveva essere sicuramente molto arrabbiato Brandon Jennings dopo la tripla sbagliata al termine dei tempi regolamentari, che avrebbe potuto dare la vittoria ai suoi Milwaukee Bucks contro i 76ers.

Ecco il motivo per cui nell’overtime, Jennings è entrato scuro in volto, trascinando i suoi Bucks al successo, segnando 9 dei  suoi 13 punti complessivi nell’extra-time, mantenendo ancora intatto il sogno dei playoff e interrompendo la striscia di tre vittorie consecutive di Philadelphia.

Milwaukee, adesso, è sotto a Indiana di tre gare e mezzo nella corsa per l’ultimo posto disponibile nei playoff ad Est.

I Sixers, invece, dopo una buona partenza e dopo aver accumulato un vantaggio anche in doppia cifra, non sono riusciti a mantenere alta l’intensità offensiva, subendo il ritorno dei padroni di casa.

Partita che continua punto a punto fino alle battute finali, quando Elton Brand pareggia a quota 79 e Jennings sbaglia il tiro della vittoria.

Si va all’overtime e c’è spazio solo per il grande show del playmaker ex Lottomatica Roma, che confeziona ben nove dei suoi tredici punti totali, consegnando una vittoria, 93-87, fondamentale per poter sperare ancora nei playoff.

Milwaukee Bucks

Maggette 8, Mbah a Moute 12, Bogut 10, Salmons 19, Jennings 13, Gooden 12, Sanders, Redd 4, Dooling 8, Douglas-Roberts 7.

Philadelphia 76ers

Iguodala 7, Brand 20, Hawes 12, Meeks 13, Holiday 15, Young 14, Williams 3, Nocioni 3.

MEMPHIS GRIZZLIES –  MINNESOTA TIMBERWOLVES  106 – 89

Anche senza metterci troppa concentrazione e una prestazione tutt’altro che stellare, i Grizzlies riescono a battere agevolmente i Timberwolves condannandoli alla decima sconfitta consecutiva.

Zach Randolph ne mette 22, OJ Mayo ne aggiunge 20 e Memphis sconfigge senza troppi problemi Minnesota 106-89.

Memphis è alla quarta vittoria consecutiva e la settima negli ultimi otto match, arrivando a mezza gara da New Orleans che la precede in classifica al settimo posto nella griglia playoff della Western Conference.

Ciò nonostante, non si può certo dire che Memphis abbia giocato una partita perfetta, dimostrando anzi, di esprimersi a corrente alternata, tra sprazzi di ottimo gioco, e perdite di concentrazione impensabili se si vuole far strada nella post season.

La chiave del match è collegata soprattutto alle palle perse: per Minnesota sono oltre 26, consegnando a Memphis almeno 33 punti facili in transizione.

Minnesota Timberwolves

Johnson 2, Beasley 20, Pekovic 14, Ellington 7, Ridnour 17, Tolliver 12, Flynn 2, Randolph 1, Webster 12, Hayward 2.

Memphis Grizzlies

Young 9, Randolph 22, Gasol 10, Allen 12, Conley 5, Arthur 6, Mayo 20, Battier 7, Smith, Powe 11, Vasquez, Haddadi 4.

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