Maratona a Memphis, alla fine sorridono i Thunder: ora e’ 2-2!

Maratona a Memphis, alla fine sorridono i Thunder: ora e’ 2-2!

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La cronaca

Partenza lanciata per i Grizzlies: Allen e un super Gasol (12 punti e 5 rimbalzi nei primi 12′) aprono un break che da’ a Memphis il controllo della gara fin dai primi minuti; al primo intervallo e’ 28-16. Le cose non migliorano per OKC in apertura di seconda frazione: Randolph si ferma solo con i falli e dalla linea Z-Bo e’ praticamente infallibile (16/17 alla fine); a 8’21” dalla pausa lunga Mayo sigla il +18 che sara’ anche il massimo vantaggio dell’incontro. A questo punto, pero’, ad un passo dal baratro, i Thunder reagiscono: coach Brooks schiera un quintetto piccolo (Westbrook, Harden, Cook, Durant, Collison) che carica di falli i Grizzlies (3 falli per Conley, Mayo, Arthur e Battier) e dalla linea della carita’ (15/17 nel quarto) ricuce il gap; alla fine del primo tempo il punteggio e’ 53-49.

Dopo aver subito la rimonta in gara-3, stavolta ad OKC riesce l’inseguimento e a meta’ della terza frazione i Thunder impattano; da qui in poi l’equilibrio regna sovrano (ci saranno altri 13 cambi al comando della gara!), anche sotto i tabelloni nonostante la solita coppia Gasol-Randolph (12 punti e 14 rimbalzi in due nel periodo). Sul 72-71 Grizzlies si apre l’ultimo quarto: OKC cambia marcia e si porta fino al +10 con meno di 5′ sul cronometro. Le risorse dei Grizzlies, pero’, in questi playoff sono infinite e gli “Orsi” arrivano a giocarsi il tiro per l’overtime: se lo prende Conley in faccia a Perkins, parabola incredibile e pareggio; Durant sbaglia il tiro della vittoria e si va al primo supplementare.

La storia si ripete: i Thunder scappano fino al +7, ma riescono a tornare a contatto; coach Hollins ordina il fallo sistematico (sbaglia l’allenatore a lasciare in campo Conley e Mayo, che commettono il loro sesto personale) e Memphis e’ ancora a -3 a 16” dalla fine. Il rookie Vasquez si prende un tiro fuori ritmo marcato da Westbrook: canestro e nuovo pareggio! Durant ha ancora il tiro per vincere, ma finisce corto: secondo overtime.

Stavolta, l’equilibrio non si spezza: Harden ferma con una tripla una mini-fuga avversaria, unico canestro di un Thunder diverso da Westbrook nel secondo OT. Sul 119-119 i Grizzlies tirano tre volte nel loro ultimo possesso, ma non trovano il canestro; e’ allora il play dei Thunder ad avere l’ultimo tiro da 6 metri, che pero’ finisce corto: ancora overtime!

Randolph & C sono esausti e non trovano piu’ la retina (solo 4 punti nei 5′ finali): dall’altra parte, invece, Durant ne ha ancora e si carica i compagni sulle spalle realizzando 6 punti nel terzo supplementare; la fuga ospite e’ decisiva e il finale e’ 133-123 OKC.

 

MVP: Russell Westbrook

 

Grizzlies: Randolph 34, Gasol 26. Rimbalzi: Gasol 21, Randolph 16.

Thunder: Westbrook 40, Durant 35. Rimbalzi: Durant 13.

 

Verso gara-5: le domande

  1. C’era grande amarezza, come era inevitabile che fosse, nello spogliatoio dei Grizzlies al termine della partita: i ragazzi di coach Hollins sono consapevoli di aver perso un’occasione per chiudere o quasi la serie a loro vantaggio e ancor piu’ bruciante e’ il modo in cui e’ arrivata la sconfitta. Nel terzo supplementare Randolph e Gasol erano visibilmente esausti della lunga battaglia nel pitturato (57′ sul parquet per lo spagnolo, 55′ per Z-Bo) mentre Conley e Mayo erano gia’ fuori per falli: vista in quest’ottica in Tennessee dovrebbero preoccuparsi di recuperare fisicamente dato che mentalmente la squadra e’ stata in partita fino al termine; in realta’ pero’ le maratone come quella di gara-4 lasciano segni piu’ evidenti proprio nella testa dei giocatori. Quanto peseranno le energie nervose profuse nei tre overtime?

  2. Coach Hollins sa di dover coinvolgere la panchina, anche se non e’ al livello delle avversarie di post-season, e gia’ dalla serie contro San Antonio il loro contributo e’ stato importante: l’impatto di OJ Mayo su questa serie e’ poi quello che si richiedeva alla talentuosa guardia da USC e la personalita’ del rookie Greivis Vasquez sta sorprendendo. Purtroppo per i Grizzlies, pero’, in gara-4 sono mancati Allen e Young: l’ex-Celtics era partito alla grande con 6 punti nel primo periodo, ma da lí in poi non ha piu’ trovato la retina; l’ala piccola del quintetto ha visto poco il campo, ma nei minuti in cui e’ stato chiamato in causa e’ sembrato fuori dalla partita. Ricordando sempre l’assenza di Rudy Gay, tutto il roster deve dare il suo per far sognare ancora i tifosi di Memphis: sara’ cosí?

  3. A questo punto si torna in Oklahoma, dove l’aria e’ piu’ respirabile di quella che avevamo lasciato: c’e’ la consapevolezza che la vittoria in gara-4 possa aver girato l’inerzia della serie, come testimoniano anche le statistiche (pareggiando sul 2-2, chi ha il vantaggio del fattore campo passa nel 73.9% dei casi). Inoltre, coach Brooks ha trovato da tutto il suo pacchetto-lunghi il contributo di energia necessario per contrastare il miglior reparto dei Grizzlies: la vittoria carichera’ ulteriormente i Thunder?

  4. La coppia di superstar ha risposto presente: molte critiche erano state mosse all’indirizzo di Durant e Westbrook dopo la deludente prestazione in gara-3, che aveva lasciato supporre che la poca esperienza di post-season avrebbe condizionato il cammino di OKC. La smentita e’ arrivata puntuale: KD ha chiuso con 35 punti e 13 rimbalzi, segnando canestri impossibili e risultando decisivo nell’ultimo supplementare (6 punti senza errori al tiro); Westbrook ha giocato forse la sua miglior partita in NBA realizzando 40 punti con 5 assist, 5 rimbalzi e solo 3 perse in 51′. Saranno ancora il valore aggiunto dei Thunder?

 

Una battaglia come quella di gara-4 puo’ lasciare scorie nella condizione psico-fisica dei giocatori; con i ritmi dei playoff NBA, il recupero tra una partita e l’altra e’ importante quanto la prestazione in campoconsiderando che c’e’ da affrontare anche il viaggio verso Oklahoma City. Nelle poche ore che ci separano da gara-5, gli staff lavoreranno sodo per presentare le due squadre al meglio.

 

Appuntamento nella notte tra mercoledí e giovedí (3.30 ora italiana)

 

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