Mavericks: Finals all’orizzonte!

Mavericks: Finals all’orizzonte!

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In gara-2 erano state le panchine a fare la differenza: la meno blasonata, quella dei Thunder, aveva vinto senza appello la sfida dando una nuova chiave di lettura alla serie, piu’ concreta di quella mediatica Nowitzki contro Durant. Coach Carlisle si presentava alla prima in Oklahoma chiedendo ai suoi qualcosa di piu’ in difesa, visto che nelle prime due uscite i Mavericks avevano concesso al miglior attacco della post-season una media di 109 punti, troppi considerato lo straordinario potenziale offensivo di OKC. Viceversa, coach Brooks sperava di trovare ancora dalla panchina le risorse di energia necessarie per tenere testa ad uno dei roster piu’ lunghi e completi della Lega. La partita ha premiato l’allenatore dei texani, bravi ad annullare il cast di supporto degli avversari (54 punti sono arrivati dalla coppia Westbrook-Durant) e a limitarne l’attacco (87 punti alla fine, appena 42 a meta’ del terzo quarto).

 

Oklahoma City Thunder – Dallas Mavericks 87-93 (serie 1-2)

 

Grande entusiasmo all’interno dell’Oklahoma City Arena che per la prima volta nella sua breve storia ospita una finale di Conference: la vittoria in gara-2 ha caricato ancora il pubblico che ora e’ convinto di assistere ad una serie lunga e incerta fino all’ultimo.

La partenza pero’ e’ tutta di marca ospite: rispetto alle prime due partite, i Mavericks rivelano subito l’intenzione di voler aumentare la pressione difensiva; in attacco Stevenson e soprattutto Marion rispondono alle critiche prendendosi da subito piu’ responsabilita’ (13 punti con 10 tiri in due nel periodo). Oklahoma City soffre la fisicita’ della difesa avversaria e fatica ad eseguire i propri giochi offensivi: molte le forzature per i padroni di casa che chiuderanno il primo quarto con un misero 4/17 dal campo e la bellezza di 7 palle perse; al primo intervallo e’ 12-27. La seconda frazione si apre sulla falsa riga della prima e Dallas piazza subito un 8-0 per il massimo vantaggio dell’incontro (+23); OKC prova a rimanere in partita con i propri lunghi e le iniziative di Westbrook, intenzionato a riscattare il quarto periodo di gara-2 trascorso per intero in panchina. La panchina dei Mavs dimostra pero’ di aver superato la mini-crisi di due giorni fa e premia le rotazioni di coach Carlisle: nel solo secondo quarto, Terry e compagni realizzano 15 punti, uno in meno del totale arrivato dalla panchina Thunder nei 48′. Con un Nowitzki in serata storta (4 punti e valutazione negativa all’intervallo), i Mavericks trovano comunque buone percentuali di tiro e alla pausa lunga il vantaggio e’ piuttosto rassicurante: 36-52.

La difesa di Dallas continua ad aggredire i padroni di casa anche in apertura di ripresa: Oklahoma City fatica a trovare la via del canestro e nella prima meta’ del quarto con un break di 11-6 il vantaggio esterno si dilata ancora (42-63, -5’55”). Da questo momento in avanti, i Thunder si affidano alle iniziative dei propri esterni per ricucire il gap: OKC rientra fino al -13 e se Durant non continuasse a fallire tentativi di triple (4 solo nel terzo quarto, che raccontano per KD un inusuale 0/13 dall’arco nelle ultime due partite), la rimonta sarebbe perfino piu’ consistente; all’ultimo riposo si va sul 56-70.

I Thunder provano a sfruttare l’inerzia favorevole e con 10 punti di Westbrook costringono coach Carlisle ad un timeout quando mancano 6’33” al termine del match (72-80); i Mavs continuano a giocare per Nowitzki nonostante il tedesco abbia una serata storta al tiro (3/12 dopo i primi tre quarti): spieghera’ l’allenatore dei texani che per il fenomeno bavarese la fiducia della squadra e’ massima e non dipende dalle sue percentuali di una sera. WunderDirk sara’ comunque capace di chiudere con un periodo da 10 punti, fondamentali per tenere a distanza OKC che con 3’28” sul cronometro e’ a -6; a questo punto, i Thunder falliscono 3 triple in serie a conferma di una serata disastrosa nel tiro dalla lunga distanza (1/17 in totale), dopo che su questo fondamentale la squadra di Scott Brooks aveva costruito il successo in gara-2. Dallas puo’ allora gestire con piu’ serenita’ gli ultimi possessi e, sbagliando un solo tiro libero nel finale, porta a casa un punto di importanza capitale per il prosieguo della serie.

 

MVP: Shawn Marion

 

Mavs: Nowitzki e Marion 18. Rimbalzi: Chandler 15. Assist: Kidd 8

Thunder: Westbrook 30. Rimbalzi: Durant 12. Assist: Durant 5

 

L’analisi di gara-3

La vittoria di Dallas riporta l’ago della bilancia dalla parte dei texani. Nonostante una serata storta del loro leader, Nowitzki & C hanno dimostrato di avere sufficienti risorse per agguantare le Finals per la seconda volta nella storia della franchigia; d’altro canto, i Thunder stanno iniziando a pagare la stanchezza e l’inesperienza di un gruppo che e’ arrivato all’ottava partita in quindici giorni. A questo livello sono i dettagli a fare la differenza e per adesso i Mavericks hanno dimostrato di essere piu’ bravi a correggere gli errori; dopo la vittoria di OKC in gara-2, in Texas chiedevano di crescere difensivamente e nelle prestazioni di alcuni singoli, in particolare Marion: l’ala ex-Phoenix e’ stato il migliore in campo e gli 87 punti realizzati rappresentano il minimo per i Thunder in questa post-season. La buona notizia per coach Brooks e’ stata la rimonta dei suoi ragazzi, che una volta di piu’ hanno dimostrato di avere carattere da vendere: non e’ un caso che Durant & C non abbiano ancora perso due partite consecutive in questi playoff e in stagione vantano un record di 21-6 negli incontri successivi ad una sconfitta.

 

Verso gara-4

Dallas ha ottenuto la quarta vittoria consecutiva in trasferta in questi playoff e se non interrompesse la striscia sarebbe con un piede e tre quarti alle Finals: non e’ difficile prevedere che Nowitzki possa fare meglio di quanto abbia fatto in gara-3, come e’ probabile che la squadra si sia convinta che la serie puo’ essere piu’ agevole se la difesa sara’ all’altezza di quella della prima all’Oklahoma City Arena; sara’ ancora il cast di supporto ad essere sotto osservazione per i Mavericks, sempre piu’ favoriti nella corsa al titolo della Western Conference (sarebbe il secondo per i Mavs).

Oklahoma City e’ gia’ arrivata ad un traguardo storico: quella che fino a un paio di stagioni fa era considerata la Cenerentola della Lega, oggi e’ una delle realta’ piu’ concrete e futuribili del campionato; in Oklahoma stanno costruendo un progetto che, salvo clamorosi colpi di scena, portera’ i Thunder nel Gotha del mondo NBA. I successi pero’ si costruiscono sui successi e c’e’ da scommettere che Durant & C non si accontenteranno del risultato ottenuto finora: la prossima partita non e’ l’ultima spiaggia, ma ribaltare un 1-3 con due gare in trasferta sarebbe un vero miracolo. Abbiamo gia’ sottolineato come il basket, anche in NBA, sia un gioco di squadra e la super-coppia di All Star non basta alla squadra di coach Brooks: la panchina dovra’ tornare ad incidere come ha fatto in gara-2, ma e’ il pacchetto-lunghi il valore da aggiungere per provare a raggiungere le Finals.

 

Appuntamento nella notte tra lunedí e martedì (3, ora italiana)

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