Memphis aggancia New Orleans, Spurs alla sesta sconfitta consecutiva

Memphis aggancia New Orleans, Spurs alla sesta sconfitta consecutiva

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L’inizio della contesa è tutto di Bogut, che con otto punti dentro l’area consente ai suoi di chiudere bene il primo quarto sul punteggio di 14-22. Redd comincia alla grande il secondo periodo e gli ospiti volano sul +11, ma Brandon Rush sale in cattedra dall’altra parte e con otto punti in meno di due minuti riporta a contatto i Pacers. Collison fa girare la squadra alla perfezione e gli ultimi minuti del primo tempo sono tutti dei padroni di casa, che vanno al riposo sul 46-39. Al rientro in campo basta un amen perché Indiana sia già sopra di 13; per gran parte del terzo quarto la reazione degli ospiti non arriva e i Pacers possono mantenere agevolmente un buon vantaggio, che si aggira sempre intorno alla doppia cifra. È in apertura di ultimo quarto che i Bucks si fanno minacciosi, arrivando più volte a 4 lunghezze di svantaggio; la partita è riaperta e a 5′ dalla fine Maggette segna da sotto per il -1. Indiana difende però bene il risicatissimo margine ed entra nell’ultimo minuto di gioco con la schiacciata di Hibbert per l’89-86. Salmons segna il jumper a 26” dalla fine per il -1, Collison sbaglia e Gooden può tirare da tre per la vittoria, ma il tiro sbatte contro la tabella e si infrange sul ferro.

INDIANA: Granger 17 (5/13, 1/3 da 3, 6/6 tl), Hibbert 15, Rush 12; rimbalzi: Hibbert 11; assist: Collison 7

MILWAUKEE: Jennings 20 (8/18, 2/6 da 3, 2/4 tl), Bogut 16, Maggette 13; rimbalzi: Gooden 10; assist: Dooling 4

 

Orlando Magic – Charlotte Bobcats 89-77

Che i Pacers stanotte abbiano aumentato notevolmente le loro probabilità di accesso ai playoff lo si capisce anche dalla sconfitta dei Bobcats (32-43) a Orlando (48-28). Ora Charlotte si trova a due partite dai Pacers, anche se il calendario potrebbe anche favorirli, considerato che Indiana dovrà affrontare franchigie importanti come quelle dei Magic, dei Knicks, degli Hawks e degli Hornets.

Nei primi otto minuti di gioco i Bobcats reagiscono bene alla strapotenza fisica dei lunghi in maglia azzurra, Bass e Howard, che dominano nel pitturato. Il primo allungo arriva però con la tripla di Turkoglu in apertura di secondo quarto: Orlando è sul +9 e difende bene il vantaggio fin quando Cunningham non prova a ricucire a 2′ dall’intervallo lungo. Ma è ancora il turco che respinge indietro Charlotte e il margine dei padroni di casa è ancora rassicurante a fine primo tempo. Ogni qual volta gli ospiti si portano sotto le 6 lunghezze di distacco, la reazione di Orlando è immediata; i Magic gestiscono alla perfezione e nell’ultimo periodo un minibreak dei due lunghi chiude definitivamente la partita. Career high per Cunningham con 21 punti.

ORLANDO: Dwight Howard 26 (10/14, 6/8 tl), Nelson 15, Quentin Richardson 14; rimbalzi: Dwight Howard 14; assist: Turkoglu 7

CHARLOTTE: Cunningham 21 (10/15, 1/1 tl), Augustin 19, Henderson 11; rimbalzi: Kwame Brown 11; assist: Diaw e Augustin 6

 

Philadelphia 76ers – New Jersey Nets 115-90

Continua il momento di forma dei 76ers (40-36), che asfaltano i Nets (23-52), franchigia che non può più chiedere niente a questa regular season. Phila matematicamente ai playoff.

Iguodala mette subito le cose in chiaro nel primo quarto: l’esterno domina i primi sei minuti con 12 punti messi a segno in tutte le salse ed è con una schiacciata maiuscola che firma il 18-5 da cui gli ospiti non riusciranno più a rientrare. L’unica reazione i Nets la provano a cavallo dei primi due periodi, quando Williams segna il jumper del 25-29. Da lì in poi solo 76ers: un parziale di 8-0 lanciato da Young e Brand significa un nuovo +15. La partita non ha più senso: il distacco resta sempre in doppia cifra e si dilata fino a toccare le 35 unità.

PHILADELPHIA: Thaddeus Young 22 (9/12, 4/4 tl), Brand 21, Iguodala 14; rimbalzi: Hawes 9; assist: Iguodala e Holiday 7

NEW JERSEY: Brandan Wright 15 (5/12, 5/6 tl), Mario West 13, Brook Lopez 11; rimbalzi: Brandan Wright 11; assist: Deron Williams 7

 

Washington Wizards – Cleveland Cavaliers 115-107

Nella contesa fra le due peggiori squadre della Eastern Conference, Washington (19-56) e Cleveland (15-60), la spunta la meno peggio.

Blatche domina l’inizio con 12 punti nei primi otto minuti di gioco e Washington è avanti 24-19; Sessions e Hickson dall’altra parte offrono due grandissime prestazioni personali nel primo tempo e Cleveland riesce a portarsi avanti sul 39-42. In chiusura di secondo parziale sembra che Cleveland riesca ad allungare, con la tripla di Gee del +7, ma Blatche inchioda il putback che vale il 22esimo punto personale e si va al riposo sul 52-57. Al rientro in campo è un parziale di 16-4 che porta avanti di sette lunghezze i padroni di casa; Cleveland prova a rientrare e per due volte, prima con Harangody e poi con Gibson, arriva sul -1, ma McGee mette il suo zampino in un parziale di 11-0 che condanna i Cavs alla 60esima sconfitta stagionale. Da segnalare la prestazione dell’ex Cantù Othyus Jeffers che chiude la sua seconda gara consecutiva in doppia cifra: per lui 13 punti con 5/7 dal campo, 4 rimbalzi e 3 palle rubate. Tripla doppia per il rookie Jordan Crawford, che chiude con 21 punti, 11 assist e 10 rimbalzi.

WASHINGTON: Blatche 36 (15/32, 6/9 tl), McGee 25, Jordan Crawford 21; rimbalzi: Blatche 19; assist: Jordan Crawford 11

CLEVELAND: Sessions 26 (9/16, 8/8 tl), Hickson 21, Gee, Hollins e Harangody 12; rimbalzi: Hickson 10; assist: Baron Davis 11

 

Detroit Pistons – Chicago Bulls 96-101

Passare all’Auburn Hills non è mai stato facile e non lo è stato neanche per una delle compagini più in forma dell’intera lega, i Chicago Bulls (55-20). Non basta un grande “RIP” Hamilton ai Pistons (26-49), che si ritrovano nei bassifondi della Eastern dopo anni passati ad altissimi livelli.

Come spesso succede, sono i lunghi a segnare l’inizio della partita: nella fattispecie, la frontline dei Bulls costituisce un bel problema per la difesa dei Pistons nei primi minuti, che però riesce a rispondere colpo su colpo. È a un minuto e mezzo dalla fine del primo periodo che Rose decide di allungare: otto punti in 48” e Chicago dopo 12′ è sul 21-31. Le seconde linee dei Bulls difendono benissimo il margine accumulato e a fine primo tempo i Pistons sono ancora sotto di 11. La reazione arriva al rientro in campo, con Bynum e Wilcox che riescono a ridurre il gap a sole tre unità, ma Bogans non vuole problemi e con due triple importantissime affonda il morale dei Pistons, che devono subire un 0-12 di parziale. La partita sembra chiusa, ma Rose e compagnia non ha ancora fatto i conti con “RIP” Hamilton: Detroit ritorna pericolosa più volte sul -3 grazie ai punti dell’esterno mascherato, ma Chicago risponde sempre benissimo e porta a casa l’ennesima vittoria. Nell’intervallo cerimonia per onorare la carriera di Dennis Rodman, con il ritiro della sua maglia #10.

DETROIT: Hamilton 30 (9/14, 1/1 da 3, 11/12 tl), Prince 17, Bynum 12; rimbalzi: Monroe 9; assist: Prince 6

CHICAGO: Rose 27 (8/16, 3/6 da 3, 8/11 tl), Boozer 22, Deng 15; rimbalzi: Boozer e Kurt Thomas 8; assist: Boozer e Rose 7

 

Atlanta Hawks – Boston Celtics 88-83

Nel big match della Eastern Conference la spuntano gli Hawks (44-32), su una franchigia che sta evidentemente tirando il fiato. Cinque sconfitte nelle ultime dieci per i Celtics (52-23), che con questa sconfitta e con la vittoria di Miami a Minnesota scendono al terzo posto nella Eastern.

Bellissima partita che vede gli Hawks leggermente avanti per gran parte della prima frazione di gioco; i Celtics restano in partita grazie al buonissimo inizio di Pierce, che ne mette 10 nei primi 12′. Nel secondo parziale è Jamal Crawford che tiene gli Hawks in partita, mettendo a segno 12 punti in due minuti e mezzo ed annullando così di fatto tutte le scorribande dei biancoverdi, che non riescono a capitalizzare l’ottimo momento nella metà campo offensiva. Ma Crawford deve alzare bandiera bianca e i Celtics finalmente allungano con Pierce, Rondo e Garnett. Si va all’intervallo sul 44-52. Ancora Pierce e KG, in apertura di terzo quarto, permettono a Boston di andare sul +12 e per tutto il terzo quarto il vantaggio resta pressoché invariato, almeno fino all’ultimo minuto del periodo, quando Horford e il solito Crawford accorciano le distanze. Pavlovic commette fallo sul tiro da tre di Johnson, che fa 3/3 e impatta sul 69-69. Fra gli ultimi due quarti il parziale è di 24-7 in favore dei padroni di casa, che riescono così a ribaltare la partita e si ritrovano sull’82-75 con la tripla di Johnson. Allen ci prova dall’arco, ma oramai gli Hawks hanno la partita in tasca. Doppia doppia per l’ottimo Zaza Pachulia dalla panchina: 15 punti e 10 rimbalzi con 4/6 dal campo e 7/8 dalla lunetta in 23′ di utilizzo.

ATLANTA: Jamal Crawford 20 (7/14, 2/5 da 3, 4/4 tl), Joe Johnson 19, Horford 16; rimbalzi: Horford 15; assist: Horford e Jamal Crawford 4

BOSTON: Pierce 25 (8/15, 1/ 2 da 3, 8/11 tl), Rondo 13, Allen 11; rimbalzi: Garnett e Rondo 10; assist: Garnett, Rondo e Delonte West 5

 

Minnesota Timberwolves – Miami Heat 92-111

Senza storia la partita di Minnesota (17-59), che nulla può contro i Big Three di Miami (53-23). Gli Heat si portano al secondo posto nella Eastern Conference; sempre più ultimi, invece, i T’Wolves nella Western. Per i lupi appaiono sempre più lontani i tempi di Garnett, 83 punti combinati per i “three amigos”.

Con l’alley-oop di Dampier si concretizza il primo allungo Heat, che con un buon inizio dei suoi giocatori più rappresentativi schiaccia gli avversari sul 15-25. Minnesota prova una reazione e con Randolph si riporta sul -4; i T’Wolves inseguono per tutta la seconda frazione di gioco, fino a quando Wesley Johnson impatta sul 47-47 con un 2+1 e Ridnour straccia la retina dall’arco per il 52-49. Ma le tre stelle, al ritorno in campo, piazzano un parziale di 27-1 (solo tre i punti di Bibby, il resto divisi fra Bosh, James e Wade) che chiudono la partita sul 76-53. Il resto è garbage time buono per le stats.

MINNESOTA: Webster 22 (8/15, 4/5 da 3, 2/2 tl), Love 18, Ridnour 14; rimbalzi: Love 7; assist: Ridnour 9

MIAMI: Wade 32 (14/21, 0/3 da 3, 4/5 tl), James 27, Bosh 24; rimbalzi: Bosh 11; assist: James 10

 

New Orleans Hornets – Memphis Grizzlies 81-93

È aggancio a quota 43 vittorie e 33 sconfitte dei Memphis Grizzlies nei confronti dei New Orleans Hornets nella corsa al settimo posto della Western Conference. A sei partite dalla fine le due formazioni hanno tre partite di vantaggio sugli immediati inseguitori, i Rockets, e possono quindi dormire sonni relativamente tranquilli per quanto riguarda l’accesso alla post-season. Una vittoria più in alto, Portland difende il sesto posto.

Buonissimo l’inizio di Zach Randolph e dei Grizzlies, che mettono subito in chiaro le cose con il 6-17 iniziale. Nonostante l’elevatissima importanza della partita, i padroni di casa non riescono a reagire e sono costretti a guardare Memphis dal basso per tutto l’arco della contesa. Belinelli prova a ricucire con la tripla del 53-59 a metà terzo quarto, ma Memphis gestisce benissimo e aggancia New Orleans al settimo posto della Western. Gli Hornets sono tuttavia ancora davanti per il vantaggio negli scontri diretti (2-1 e una partita da giocare il 10 aprile a Memphis), ma per il finale di stagione non potranno contare su David West, fuori per un bruttissimo infortunio al crociato del ginocchio sinistro.

NEW ORLEANS: Landry 19 (8/13, 3/ 4 tl), Belinelli 14, Ariza 12; rimbalzi: Okafor 10; assist: Paul 13

MEMPHIS: Zach Randolph 28 (11/19, 1/1 da 3, 5/6 tl), Tony Allen 17, Marc Gasol e OJ Mayo 13; rimbalzi: Zach Randolph e Marc Gasol 10; assist: Zach Randolph e Mike Conley 7

 

Houston Rockets – San Antonio Spurs 119-114

Pochissime le speranze di playoff per i Rockets (40-36), nonostante la bellissima vittoria all’overtime contro gli Spurs (57-19) che con ogni probabilità, come i Celtics stanno tirando il fiato. Però, con sei sconfitte di fila, gli Spurs stanno mettendo a rischio il primo posto nella Western, insidiati a una sola partita e mezzo dai Lakers, che nella notte hanno conquistato la nona vittoria consecutiva espugnando la Energy Solutions Arena di Utah.

La partita è combattuta fin dall’inizio e l’equilibrio la fa da padrona: Jefferson schiaccia il 17-10, ma un parziale di 8-0 dei padroni di casa rimette a posto le cose. È un grande inizio di Kyle Lowry, che con 10 punti trascina i suoi sul 31-25 dopo 12′. Houston rimane avanti per metà del secondo quarto, quando San Antonio torna sul +2 grazie a un 0-8 di parziale. I Rockets ristabiliscono immediatamente le distanze e il primo tempo finisce sul 64-56. San Antonio rientra sul -1 con la tripla di Jefferson, ma ancora una volta Houston risponde con un controparziale di 10-0. Ma gli Spurs vogliono la vittoria e riescono a riportarsi in vantaggio con la tripla di Neal che apre il quarto periodo; i padroni di casa provano un nuovo allungo con Courtney Lee, che segna 5 punti di fila per il 102-96 a 5′ dalla fine, ma le tre stelle degli Spurs chiudono il gap e San Antonio è avanti 107-104 a 1′ dalla fine. Lee segna il -1 a 37”, Duncan va in lunetta con 18” sul cronometro (probabilmente il canestro dell’ala delle Isole Vergini era da convalidare) e sbaglia il secondo; Houston ha la possibilità per impattare e la sfrutta con Lowry a 4”. Ginobili segna ma il canestro non è valido, si va all’overtime. Gli Spurs vanno in vantaggio per due volte con Ginobili, ma Kevin Martin, con sei liberi e una tripla, segna gli ultimi nove punti della partita per i Rockets, che conquistano così la vittoria in una bellissima partita. Coach Popovich sul -3 chiede ripetutamente il fallo e, non ascoltato dai suoi, scaglia la lavagnetta in panchina. Gli Spurs non perdevano sei partite di fila da 14 anni.

HOUSTON: Kevin Martin 33 (8/20, 4/10 da 3, 13/14 tl), Scola 21, Lowry 14; rimbalzi: Scola 14; assist: Scola 6

SAN ANTONIO: Parker 31 (15/23, 0/3 da 3, 1/1 tl), Duncan e Ginobili 23; rimbalzi: Duncan 13; assist: Ginobili e Parker 6

 

Phoenix Suns – Los Angeles Clippers 111-98

Serve a poco la vittoria dei Suns (37-38), indietro di cinque partite e mezzo sull’ottava forza della Western con sette ancora da giocare.

Partono bene i Clippers (29-47), che con la schiacciata di Griffin si portano sul 9-14, ma pronta è la reazione dei padroni di casa, che infilano un parziale di 9-0 per il vantaggio. La partita resta equilibrata fino a quando i Suns allungano grazie a Dudley e Dowdell; i due esterni affondano gli ospiti sotto sedici unità di distacco in chiusura di secondo quarto e gli ultimi 24′ sono soltanto una formalità. Sei Suns in doppia cifra.

PHOENIX: Grant Hill 19 (6/9, 0/1 da 3, 7/7 tl), Warrick 17, Dudley 16; rimbalzi: Gortat 11; assist: Brooks 6

LOS ANGELES CLIPPERS: Eric Gordon 21 (8/16, 4/9 da 3, 1/3 tl), Griffin 20, Foye e Brian Cook 10; rimbalzi: Griffin 13; assist: Griffin 4

 

Portland Trail Blazers – Oklahoma City Thunder 98-91

Difendono bene il sesto posto nella conference i Trail Blazers (44-32) dall’assalto combinato di Grizzlies e Hornets, mentre i Thunder (50-25) sono ancora saldi al quarto posto.

Durant parte forte e i Thunder sono subito avanti sul 12-24; nel primo quarto di Portland c’è quasi solo Aldridge, che segna 10 punti e permette ai padroni di casa di non affondare oltre il 20-30. Harden tiene i suoi sulla doppia cifra di vantaggio, fin quando Portland non riesce a riportarsi sotto con Batum, Wallace e Aldridge. Oklahoma tiene duro, ma l’aggancio e sorpasso arriva con i liberi di Matthews di metà terzo quarto, inseriti all’interno di un parziale di 15-0 che si chiuderà con i Trail Blazers sul 72-65. La tripla di Wallace del +11 in apertura di quarto quarto dà un serio colpo alle speranze dei Thunder, ma Perkins prova la reazione con i liberi del -5. Il minibreak di 4-0 di Andre Miller respinge però il tentativo di Oklahoma, che non riesce così nell’impresa di espugnare il Rose Garden.

PORTLAND: Aldridge 32 (14/26, 4/4 tl), Batum 19, Miller e Gerald Wallace 13; rimbalzi: Aldridge 8; assist: Miller 7

OKLAHOMA CITY: Durant 25 (9/24, 3/13 da 3, 4/4 tl), Harden 21, Westbrook 16; rimbalzi: Durant 11; assist: Westbrook 6

 

Sacramento Kings – Denver Nuggets 90-99

Non è stato facile per i Nuggets (46-29) vincere al Power Balance Pavilion di Sacramento (21-54): decisivo il terzo quarto, il cui parziale dice 16-31. Sei giocatori in doppia cifra per Denver e ben sette per Sacramento.

I Kings allungano subito sul 24-14 con Garcia e Thornton, ma la tripla di Felton rimette le cose a posto sul 34-34 e Denver sembra potere allungare, ma è ancora Garcia a spingere il controparziale che permette ai padroni di casa di chiudere sopra il primo tempo. Si va all’intervallo sul 51-48. Alla ripresa delle ostilità è però tutta un’altra storia: Denver scende molto più agguerrita e vola sul +11 con la grande schiacciata del Gallo. Sacramento prova una reazione a metà quarto quarto, ma è tutto inutile: i padroni di casa non riescono mai a ridurre lo svantaggio sotto le sei unità e sono costretti a subire l’ennesima sconfitta stagionale sul loro parquet. I Kings sono l’unica franchigia della lega, insieme ai Mavericks, ad avere un record migliore in trasferta che in casa. Brutto colpo per i Nuggets: Chris Andersen si scaviglia nel quarto periodo.

SACRAMENTO: Garcia 17 (6/11, 2/6 da 3, 3/ 4 tl), Tyreke Evans 13, Marcus Thornton, Thompson e Beno Udrih 11; rimbalzi: Dalembert 12; assist: Cousins e Marcus Thornton 5

DENVER: Felton 17 (4/8, 2/5 da 3, 7/9 tl), Kenyon Martin 14, Nene 12; rimbalzi: Nene 12; assist: Nene 6

 

Utah Jazz – Los Angeles Lakers 85-96

I Lakers (55-20) espugnano la Energy Solutions Arena di Utah (36-40), matematicamente fuori dai playoff, e ipotecano il secondo posto. Ora i gialloviola, alla nona vittoria consecutiva, hanno due partite di vantaggio sui Mavericks.

L’inizio è tutto Jazz, con Miles e Millsap che suonano la carica per il 20-11 iniziale. Watson e Fesenko rincarano la dose e Utah è avanti 26-13; Fisher e Gasol sono i primi a reagire per i Lakers, che grazie al loro apporto chiudono i primi 12′ sotto di 6. Ma il secondo quarto è ancora tutto dei padroni di casa; un parziale di 11-0 e i Jazz sono sopra di 17. I Lakers sembrano presi in contropiede e non danno l’impressione di poter reagire, ma nell’ultimo minuto entra in scena il Black Mamba e i gialloviola sono nuovamente in partita sul 48-42 dell’intervallo. Per cinque minuti sembra che Utah possa difendere bene il piccolo margine di vantaggio, ma Fisher impatta sul 64-64 a 4′ dalla fine della frazione e la tripla di Odom chiude il periodo sul +7 Lakers. In apertura di quarto quarto un parziale di 0-9 chiude la partita in favore di Los Angeles, che vola sul 64-79 ed esce vincitrice dalla Energy Solutions.

UTAH: Miles 24 (8/16, 0/5 da 3, 8/10 tl), Al Jefferson 17, Millsap 16; rimbalzi: Al Jefferson 10; assist: Al Jefferson 5

LOS ANGELES LAKERS: Bryant 21 (6/14, 2/4 da 3, 7/10 tl), Gasol e Odom 16; rimbalzi: Gasol 9; assist: Bryant e Blake 4

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