Miami umilia Atlanta, 43 punti di James

Miami umilia Atlanta, 43 punti di James

Alla Philips Arena di Atlanta, arrivano i Miami Heat di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh. Scontro ad alta quota quindi per quanto riguarda la Eastern Conference, con gli Heat (46-22) terzi e gli Hawks (39-29) quinti pur con poche possibilità di raggiungere gli Orlando Magic per avere il fattore campo a favore almeno nel primo turno dei Playoffs. Uno dei temi principali della partita è il ritorno da avversario di Mike Bibby, che, dopo due sole gare con gli Washington Wizards, ha firmato per gli Heat. Bibby ha giocato ad Atlanta dal 2007 al 2011 disputando 248 partite a quasi 12 punti di media.

Dopo l’inno statunitense e l’ingresso dei quintetti (Hinrich-Johnson-Smith-Horford-Collins / Chalmers-Wade-James-Bosh-Dampier), la partita può cominciare. Il primo canestro della partita è di Chris Bosh, al quale risponde prontamente Al Horford. Il pick and roll tra Hinrich ed Horford produce tre punti quando il dominicano riapre per l’ex giocatore dei Chicago Bulls, libero sul perimetro. LeBron James subito prova a mettere in ritmo i compagni, servendo uno splendido assist per Dampier (7-4). La difesa degli Heat concede penetrazioni facili, sfruttate da Johnson e Hinrich (11-8). Smith e James salgono rispettivamente a quota 4 e 5 punti (15-12). Con un secco parziale 7-0, firmato Bosh-James, Miami trova il primo vantaggio della gara (15-19). Atlanta continua ad andare principalmente da Horford e Smith; il dominicano lascia sul posto Bosh e schiaccia. Il prescelto sale a quota 11 punti con un canestro in contropiede dopo una rubata. Il primo quarto si chiude sul risultato di 21-25 per i Miami Heat, con un canestro di Marvin Williams allo scadere. 6/6 dal campo e 13 punti per LeBron James.

Il secondo fallo di Mario Chalmers permette a Mike Bibby di entrare in campo per la prima volta da ex contro gli Atlanta Hawks. Miami tenta la prima fuga con una tripla di Mike Miller dall’angolo e un canestro col fallo di Bosh (21-31). Atlanta si sblocca, in uscita da un timeout, con un canestro e fallo di Johnson ai limiti dell’impossibile. Hinrich sbaglia una tripla importante, mentre Horford realizza un tiro libero (26-36). L’accoppiamento Crawford-LeBron costringe Atlanta a raddoppiare, permettendo così a James di trovare compagni liberi; in aggiunta il numero 6 segna il suo settimo canestro su sette tentativi (26-40). La difesa degli Heat funziona alla perfezione, mentre l’attacco si affida totalmente a LeBron, che va ancora a segno dall’arco. Atlanta ritrova la via del canestro con un appoggio al vetro di Al Horford. Damien Wilkins viene punito con un fallo tecnico per proteste (30-44). Bosh segna due liberi dopo un fallo di Al Horford e sale a quota 14. Miami gestisce e si alimenta con i lampi di genio di LeBron; sottotono Wade, che segna il suo secondo canestro dal campo in 18’ di gioco. Alla fine del secondo quarto, il tabellone segna 37-50 per Miami, con James già a 20 punti e gli Heat che vincono 24-13 la sfida a rimbalzo.

Al termine del primo minuto di terzo quarto, arriva, al nono tentativo, il primo errore dal campo di LeBron. James segna nell’azione successiva, a lui risponde Josh Smith. Si sblocca anche Wade, che segna due canestri consecutivi dal perimetro (41-59). La pioggia di triple degli Heat prosegue con un canestro di LeBron e per gli Hawks è oramai notte fonda. Mario Chalmers esce dal campo dopo essere stato accidentalmente colpito al volto da Josh Smith. Il divario si amplia sempre di più e LeBron da solo mette in piedi uno show che vale tutta la partita: altra tripla per lui, trentesimo punto con canestro in fade-away dalla media, tripla da nove metri e canestro col fallo in penetrazione (42-73). Dopo un numero imprecisato di minuti, anche gli Hawks riescono a trovare la via del canestro con Teague, ma Wade realizza ancora una volta da distanza siderale (44-76). Dopo un piccolo parziale Hawks, è ancora LeBron a segnare dalla media, trovando poi dalla lunetta i punti 39 e 40 (51-80). Pachulia in un minuto commette un flagrant su LeBron e si prende un tecnico per reazione dopo una provocazione di Joel Anthony; LeBron intanto trova il punto numero 43. Il terzo quarto si chiude sul risultato di 57-86. Nella sola terza frazione di gioco, 23 punti per LBJ.

Damien Wilkins e Marvin Williams salgono in doppia cifra sfruttando i primi minuti del quarto quarto che, di fatto, sono già puro garbage time (65-93 al 41’). Con le riserve in campo, la partita scorre in maniera abbastanza anonima, con Atlanta che piano piano rosicchia qualche punto agli avversari, sempre principalmente con Williams e Wilkins, ma anche con Jeff Teague, autore di 13 punti in 17’, arrivando alla sirena sul risultato di 85-106.

Nonostante la sconfitta dei Bulls ad Indiana e i Celtics sotto di 20 all’intervallo a Houston, è tuttavia molto difficile pensare che gli Heat possano agganciare entro fine stagione i vertici della Eastern Conference. La situazione attuale, infatti, vede i Celtics in testa con 48-18 (ma, se non dovessero rimontare contro i Rockets, tornerebbero dietro ai Bulls), i Bulls dietro con 49-19 e poi gli Heat con 47-22.

Tabellini:

Atlanta Hawks: Hinrich 5, Johnson 9, Smith 10, Horford 11, Collins, Crawford, Pachulia 6, Williams 15, Wilkins 14, Armstrong 2, Teague 13, Powell n.e.

Miami Heat: Chalmers, Wade 14, James 43 (16/21, 5/7 da 3, 6/7 tl), Bosh 17, Dampier 4, Jones 9, Magloire 4, Miller 4, Bibby 2, Anthony 6, Howard 2, House.

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