NBA Finals, Gara 1 – Warriors, la classe operaia va in paradiso: Cavs sconfitti 104-89, 1-0 nella serie

NBA Finals, Gara 1 – Warriors, la classe operaia va in paradiso: Cavs sconfitti 104-89, 1-0 nella serie

I Golden State Warriors mandano sette giocatori in doppia cifra e dominano Gara 1 contro i Cleveland Cavaliers vincendo 104-89. I Cavs, disattenti e molli, sorpassano nel terzo quarto dopo una lunga rincorsa, per poi cedere allo scatenato trio Iguodala-Barbosa-Livingston, quest’ultimo autore di 20 punti.

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Cleveland Cavaliers @ Golden State Warriors  89–104 (24-28,43-52, 68-74)

I Golden State Warriors, più concentrati e intensi, fanno un sol boccone dei Cleveland Cavaliers, vincendo Gara 1 104-89 e portandosi avanti nella serie per 1-0.

A inizio gara, subito interessante scelta di Lue che va con Love su Bogut e Thompson su Green, l’uomo da UCLA risponde presente e inaugura la serie Finale con la tripla dall’angolo. Golden State però viene subito fuori con un eccellente inizio di Harrison Barnes, tornato in quintetto, che punisce con sette punti ogni avversario diretto. Il primo squillo di Steph Curry nella serie arriva invece con la tripla del 14-9 sul mismatch contro Thompson.  Primo quarto di marca Dubs, con Lebron James (4/5 a inizio gara, 5/16 nel resto del match) a tirare la baracca per  i Cavs e, dall’altra parte, triple in sequenza: Green, poi Curry ed è +7 Warriors.

Arriva il momento delle panchine e, come in Gara 7 contro i Thunder, quella di Golden State c’è: due grandi canestri in entrata e una tripla dall’angolo di Barbosa danno il 39-28 alla squadra di Kerr. Monologo Warriors nel secondo periodo con una superba prestazione difensiva: il trascinatore è Iguodala, due meravigliose giocate su Lebron e Irving in pochi secondi. I Cavs, alle corde, rifiatano grazie alla ritrovata aggressività di “Uncle Drew”, confusionario ma efficace nel rosicchiare qualche punto agli avversari. Tuttavia, la difesa della squadra di coach Lue soffre, facendo tante confusione sui cambi e concedendo troppi canestri facili: su una di queste situazioni Green manda tutti al riposo sul 52-43.

Seconda metà che parte nel segno di Kyrie Irving, che con due strepitose giocate restituisce fiducia ai Cavs. Thompson chiude un bel parziale di 0-7 col rimbalzo offensivo et voilà, 56-52 e vantaggio di Golden State quasi evaporato. I Cavs sono in partita e lo dimostrano con una grande sequenza difensiva su Curry e un rocambolesco gioco da tre punti per il -1 di Love, che si ripete poco dopo per il primo vantaggio di Cleveland. Ma i Warriors presto riprendono il controllo della partita e tornano a macinare gioco con un parziale di 7-0: Livingston, Curry in transizione e infine la bomba d’Iguodala dopo uno screzio con Dellavedova per un colpo subito in “zone proibite”.

Golden State pare aver ripreso il controllo della partita e ancora una volta con la panchina torna a farsi sentire con Livingston e Barbosa, strepitosi, per l’esaltante fuga +16 (72-88). Il play di riserva dei Warriors è fenomenale col midrange game e mette alle corde i Cavs, già di per sé fallaci in difesa. La squadra campione in carica arriva a +20, poi subisce un piccolo ritorno da Cleveland, con le triple di JR Smith (la prima della sua partita) e James: ma è un risveglio tardivo, probabilmente favorito anche da un calo di concentrazione della formazione di casa. Che nel finale torna a puntellare il vantaggio con i redivivi Splash Brothers, che sigillano il meritato 1-0 nella serie per i Golden State Warriors.

Warriors – Curry 11, Thompson 9, Barnes 13, Green 16 (11 rimbalzi), Bogut 10; Livingston 20, Iguodala 12, Varejao, Rush, Speights, Ezeli 2, Barbosa 11, Clark.

Cavaliers – Irving 26, Smith 3, James 23 (12 rimbalzi), Love 17 (13 rimbalzi), Thompson 10 (12 rimbalzi); Dellavedova 2, Frye 2, Jefferson 3, Shumpert 3, Williams, Mozgov, D. Jones, J. Jones.

Key Stat: I punti dalla panchina sono abbastanza nettamente la chiave di volta, 45-10 per Golden State. Mentre da una parte Lue accorcia le rotazioni, dall’altra Kerr trova sapienti risorse in Barbosa, Livingston e compagnia. Sono loro a fare il primo parziale e ancora loro, dopo la prima sveglia di Andre Iguodala, danno la sterzata decisiva. I Warriors sono più lunghi e di qualità rispetto ai Cavs, si sapeva e si era già visto in Gara 7 contro i Thunder, in Gara 1 delle Finals hanno semplicemente rimarcato l’assunto con una prestazione maiuscola.

MVP: Shaun Livingston, coi suoi 20 punti, è il volto della vittoria Warriors, il trascinatore di una panchina che, come detto nei numeri, è decisiva. Golden State fa bene con tutto il supporting cast: i punti di Barnes e Bogut a inizio gara, le sfuriate di Barbosa, le “piccole cose” di Varejao, la difesa e il gioco all-around di Iguodala. Ma il peso specifico dei canestri del numero 34, di ogni giocata difensiva, il dominio della gara nel quarto periodo fanno impressione: tanto che Kerr lo lascia in campo, a discapito delle sue stelle. Le NBA Finals sono anche il regno dell’imprevedibile, ma vedere quello che normalmente sarebbe un play di riserva (di lusso, perchè senza i problemi fisici forse staremmo parlando di un campione) stravincere il duello con Irving nel quarto periodo le batte quasi tutte.

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