NBA Finals, Gara 3 – Cleveland d’orgoglio: Golden State cade 120-90, serie sul 2-1

L’arrivo delle Finals a Cleveland cambia volto ai Cleveland Cavaliers, che senza Kevin Love dominano i Golden State Warriors 120-90 il finale. Kyrie Irving, 30 punti, ne mette sedici nel solo primo quarto. Nel resto del match ci pensano l’energia di Thompson, le triple di Smith e un Lebron James da 32 punti. Per i Warriors, Curry si ferma a 19, solo 10 per Thompson e 6 per Green.

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Golden State Warriors @ Cleveland Cavaliers  90–120 (16-33,43-51, 69-89)

“Defend the Land”, era lo slogan dei Cleveland Cavaliers prima di questa Gara 3 e i padroni di casa hanno assolto appieno la loro prima missione casalinga, battendo i Golden State Warriors con un impressionante 120-90.

“The Q” accoglie i suoi con una versione molto suggestiva e originale dell’inno americano, cantato “a cappella” da tutta l’arena: senza Kevin Love, out per la concussion policy NBA, Lue lancia in quintetto il veterano Richard Jefferson virando verso una struttura ancora più leggera. E i Cavs sembrano tutta un’altra cosa rispetto alle partite nella Baia: proprio RJ mette la tripla del 9-0 iniziale, su cui c’è anche la forte impronta di Kyrie Irving e Lebron James. Golden State sbaglia nove dei primi undici tiri, con cinque palle perse, Cleveland invece è sul pezzo e con il suo numero 23, otto punti veloci a inizio gara attaccando il ferro, vola sul 19-4.

Primi cambi nella partita a scacchi tra coach: Kerr ricorre presto a Iguodala, Lue ridisegna le rotazioni dando campo già nel primo quarto a Frye e Mozgov. Curry siede in panchina con due falli e al peggio per i Dubs non c’è fine: Irving, una furia da 16 punti nel primo quarto, mette per ben due volte il +20 (33-13) e poco dopo è Klay Thompson a lasciare il campo per una botta accusata in uno scontro con Mozgov.

Si rivede un po’ di basket Warriors (e anche di brutta pallacanestro Cavs) nel secondo quarto in cui uno scintillante Barnes, 18 a fine gara, porta i suoi anche sul -9. Cleveland mantiene il vantaggio mostrandosi più pronta sulle palle vaganti, con Tristan Thompson solita dinamo sottocanestro. Golden State prova col “Death Lineup”, ma Cleveland non batte ciglio, forza qualche brutta decisione agli avversari e trova, per la prima volta nella serie, JR Smith: sua la tripla del 48-33. Per gli ospiti è tornato, da qualche minuto, Klay Thompson, bravo a tenere a galla i campioni in carica con un rapido 8-0 di parziale. Lavora bene in difesa la squadra di coach Kerr che toglie ritmo all’attacco Cavs (65% dal campo nel primo periodo, in calo nel secondo) e riesce a chiudere il primo tempo sotto di soli otto punti: James e compagni sfortunati quando la sirena nega una spettacolare tripla da centrocampo a JR Smith, 51-43 al riposo.

Cleveland però rimedia a inizio secondo tempo e proprio JR Smith con un tiro “ignorante” sigilla un 9-2 alla ripresa delle ostilità, propiziato dal duo Thompson-Irving.  Una scarica di adrenalina per i campioni dell’Est che continua col risveglio di un fin lì alterno Lebron James, due inusuali conclusioni dalla media e persino la tripla del 70-48. Golden State chiede timeout e durante la sospensione un rabbioso Green si fa sentire coi compagni, che rispondono d’orgoglio tornando sul -15 (due triple per Curry). Ma è una reazione effimera perché Smith, Lebron, Irving e compagni sono scatenati e il poster della partita è lo spettacolare alley-oop dal 2 al 23, che fa esplodere “The Q”.

I Cavs iniziano l’ultimo periodo sull’89-69 e non perdono smalto andando sul +26, bombe di Shumpert e Smith. Lebron James mette il punto esclamativo con una sequenza da otto punti: schiacciata con fallo subito, appoggio da pick and roll con Irving, midrange jumper, tap-in. Sono gli ideali titoli di coda sulla partita, dominata dal quintetto di Cleveland, che tiene tra l’altro a soli 6 punti Green e a 10 con 4/13 dal campo e 1/7 da tre Klay Thompson. Il finale, dopo quasi cinque minuti di garbage time, dice 120-90, NBA Finals sul 2-1.

Warriors – Curry 19, Thompson 10, Barnes 18, Green 6, Bogut 4; Livingston 5, Iguodala 11, Varejao 1, Speights 5, Ezeli, Barbosa 8, Clark 3, Rush.

Cavaliers – Irving 30, Smith 20, James 32 (11 rimbalzi), Jefferson 9, Thompson 14 (13 rimbalzi); Dellavedova 2, Frye, Mozgov 2, Shumpert 3, Williams 3, D. Jones, J.Jones 1, McRae 4.

Key Stat: Golden State perde troppi palloni superficiali (sei il solo Curry) e Cleveland ne approfitta con costanza trovando punti inaspettati e occasioni per correre alle sue condizioni. Tra le tante statistiche i “Points off turnovers”, 34-8, è la più imbarazzante a favore dei Cavs. Ma non scherzano nemmeno le altre: 52-32 a rimbalzo (strepitoso Tristan Thompson, 13), il 54-32 nel pitturato e il 48% da tre dei Cavs, frutto di un attacco più in ritmo e ordinato, completano il quadro di una gara dominata statisticamente da quelli dell’Ohio.

MVP: Lebron James è il top scorer  con 32 punti, prende 11 rimbalzi e gioca una seconda metà sorprendente specie per il ritrovato feeling col tiro da fuori, ma assegniamo l’MVP a Kyrie Irving. Un po’ perchè Lebron continua ad avere momenti all’interno della partita in cui non sembra sempre lucidissimo, ma soprattutto perché il play da Duke gioca su altissimi livelli sempre e i suoi 16 punti nel primo quarto fanno capire sin dall’inizio la ritrovata verve dei Cavs, lanciando al tempo stesso un messaggio forte ai Warriors; a Cleveland si gioca un’altra Finale. Alla fine Kyrie chiude con 30 e anche 8 assist. Home sweet home, “Uncle Drew”.

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