NBA Playoffs Inside, G6: la legge degli Splash Brothers condanna Houston

NBA Playoffs Inside, G6: la legge degli Splash Brothers condanna Houston

Prestazione monstre di Curry e Thompson che combinano per 60 punti e eliminano una Houston comunque coriacea.

di Andrea Fabbian

Niente miracolo per i Rockets: i Warriors, orfani di KD e DMC, sbancano il Toyota center e conquistano il quinto viaggio consecutivo alle finali di conference. Steve Kerr gioca con le sue pedine e parte con un quintetto “vintage” con Bogut e Iguodala; le rotazioni poi sono più aperte e in particolare Cook e Bell vedono il campo molto più che d’abitudine. A dettare legge però sono gli Splash Brothers con 27 di Thompson e 33 di Curry che si accende a intermittenza ma spacca letteralmente la partita. Il primo quarto inizia a basso punteggio, con i Warriors pronti a correre in transizione (spesso guidata da Green) e i Rockets che cercano di coinvolgere Bogut in difesa, considerandolo l’anello debole. D’Antoni prova a dare tanti minuti a Nené per riscuotere a rimbalzo ma Looney è ancora in modalità gara 5 ed è molto presente sia in attacco sia sotto i tabelloni aiutando molto la squadra (14 punti per lui). Nel secondo quarto Curry continua ad essere letargico e ingabbiato ma la sua sola presenza apre spazi: emblematica l’azione a sei minuti dalla sirena quando Curry esce dal raddoppio trovando Jerebko nell’angolo che serve Livingston a rimorchio al centro dell’area totalmente indisturbato. Houston è efficace dagli angoli con Gordon e Rivers ma l’Idra Golden State, malgrado la testa Curry sia stata tagliata, è troppo forte e Thompson tiene a galla i suoi con le triple coadiuvato da Green in modalità playmaker. Si comincia il terzo quarto ancora in parità: Houston prova a scappare trovando buoni matchup per Harden e  anche in difesa i texani riescono parzialmente a mettere una pezza su Thompson, ma questo libera praterie per Iguodala che al tiro non tradisce e infila due triple vitali; Houston è eroica in difesa raddoppiando su tutto e in attacco trova un ottimo Paul che segna e distribuisce assist (2 per Capela) ma Golden State resiste ancora trovando qualche punto da Curry e limita il gap a 5 punti. Nel quarto quarto i Rockets continuano a mettere Cook contro Paul per trovare punti facili, ma è Steph Curry a dare lo strappo: a inizio frqzione è ancora fermo a 12 punti ma negli ulitimi minuti di partita prende letteralmente fuoco tirando da fuori ma anche attaccando il ferro con più aggressività: emblematica l’azione a un minuto e mezzo dal gong sul più due per i suoi: palleggio in guardia, Tucker nella lavatrice e tripla fuori equilibrio condita dall’immancabile balletto. La partita è viva fino alla fine grazie al solito Harden ma Houston non riesce a rimettere la testa avanti e saluta serie e stagione.

Golden State Warriors @ Houston Rockets: 118-113

Golden State Warriors: Thompson 27; Iguodala 17; Green 8; Curry 33; Bogut; Looney 14; Cook 2; Livingston 11; Jerebko 2; Bell 4; McKinnie

Houston Rockets: PJ Tucker 15; Harden 35; Paul 27; Gordon 9; Capela 10; Rivers 9; Green 6; Shumpert; Nene 2.

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